Ipotesi di percorso

Ipotesi di percorso

La conferenza di sabato scorso a Castel Bolognese, promossa dall’Amministrazione comunale e dagli Amici del Senio, ha detto che la via ciclabile ad anello Senio-Lamone- parchi dei Gessi e del Delta, SI PUO’ FARE. Sarebbe un CAMMINO di oltre 150 chilometri che potrebbe avere la possibilità di entrare nell’Atlante d’Italia dei cammini e assumere così un rilievo europeo. Sappiamo che il 2016 è stato decretato dal ministro Franceschini l’anno dei Cammini che vede come uno dei risultati possibili, la stesura dell’Atlante.

La presenza degli amministratori è stata significativa e non formale. L’interesse per il progetto è risultato tangibile. Di rilievo, fra gli altri, l’intervento dei rappresentanti dei GAL (gruppi di Azione Locale) dell’Appennino romagnolo e del Delta che hanno il compito di gestire le risorse europee indirizzate verso il rurale. E’ parso chiaro come le idee esposte stiano all’interno delle loro finalità e come nel prossimo quinquennio risorse consistenti possano andare in quella direzione. Bisogna però fare presto. Accelerare il tempo delle scelte e della progettazione per essere pronti per i bandi del 2017.

La  credibilità dell’idea esposta – un percorso ciclo-naturalistico e della memoria del Senio, integrato con quello del Lamone, uniti dai parchi dei Gessi e del Delta, con sbocco al mare – è stata accreditata da quattro relazioni che gli hanno dato solide gambe motivazionali. La storia, la natura e il paesaggio, l’arte e la cultura, l’economia rurale rappresentano i puntelli al progetto. Progetto, infine, tracciato sulla carta da un esperto nazionale del settore che ne ha dimostrato la concreta fattibilità.

Adesso a nostro parere quello che serve al Senio è un comune capo fila che si interfacci con il comune di Bagnacavallo, capofila del Lamone. Occorre poi che nell’ambito del Senio si dispieghi la partecipazione, il confronto, l’elaborazione e gli approfondimenti propedeutici alla realizzazione di una progettazione esecutiva.

Pubblichiamo una foto tratta dall’ipotesi preliminare di ciclabile presentata sabato scorso al convegno. Rende molto evidente ciò di cui si parla. E’ solo un tratto di riga di diversi colori corroborato da alcune decine di parole. Ma si capisce dove si potrebbe andare a parare. Adesso, se si crede che si possa aprire la pagina del turismo motivazionale, lento, della cultura, della salute e del benessere, da affiancare a quello tradizionale della nostra provincia, bisogna aprire le porte dell’unità, della concretezza e della determinazione.

L’iniziativa di sabato scorso ha riscosso il Patrocinio della nostra Regione e delle Unioni dei comuni della Bassa Romagna e della Romagna faentina. Consideriamo questo dato assai significativo. Non siamo certamente ingenui da pensare che sia già maturato un consenso pieno. Siamo sicuri però che si tratta di una manifestazione certa di interesse. E questo a chi, come tanti di noi, crede ancora nel valore della politica di servizio, ci fa ben sperare.

Le idee che sono in campo hanno i colori dell’arcobaleno. Sono al servizio di un bene comune, quindi di tutti. Tutte le forze politiche, i movimenti, le Associazioni economiche e sociali, debbono sentirsi in campo e collaborare. Può sembrare un sogno, ma potrebbe diventare una realtà.

Noi saremo al fianco di chi si impegna in questa direzione. Daremo corpo alla partecipazione, per quanto ci compete e saremo capaci. Con spirito aperto, costruttivo e collaborativo.

 

 

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