Ieri l’altro si è svolto, a Riolo Terme, il terzo incontro promosso dall’Unione dei comuni della Romagna faentina per discutere della ciclovia del Senio-Lamone. L’incontro è stato molto partecipato. Erano presenti i Sindaci, Amministratori, Dirigenti e Tecnici in rappresentanza delle due Unioni, dei comuni, dei Parchi dei Gessi e del Delta, dei due Gal (collina e pianura), del Consorzio di Bonifica.

L’introduzione ha delineato il quadro legislativo e programmatori riferito alla ciclabilità ed ha indicato metodi e contenuti del percorso che dovrà portare (confidiamo, in breve tempo) alla progettazione preliminare dell’opera. Ha poi delineato per grandi linee le coordinate del progetto che riassumo così: un percorso ad anello ci circa 170 chilometri che si snoda dalla collina, alla valle, al mare e torna in collina, che veda come ambito territoriale i percorsi dei fiumi Senio e Lamone e l’individuazione della modalità “ciclovia”, ritenuta non eccessivamente vincolante e meglio capace di aderire al criterio della “scoperta” del territorio.

Ricordo che il progetto di questo anello ciclabile incrocerebbe a nord la ciclovia del Vento (Torino – Venezia) e ad Est la Ravenna – Firenze. creando così un sistema sinergico di indubbia attrattiva a livello europeo.

Tutti gli interventi – ricordo che alla riunione erano presenti oltre al livello politico anche quelli tecnico ed amministrativo – con sfumature diverse circa i tempi di realizzazione, hanno convenuto sul valore del progetto.

Al termine è stata decisa la costituzione di un gruppo di coordinamento (comitato promotore) individuato nei rappresentanti delle due Unioni e dei due Parchi e di un gruppo tecnico che faccia riferimento al Consorzio di Bonifica. S i lavorerà poi la definizione di un protocollo di intesa in base al quale coinvolgere la Regione. Fin da subito potrà partire la fase di analisi cartografica del territorio.

Come Associazione che da anni sostiene la partecipazione all’idea di una ciclovia che valorizzi i nostri fiumi e quanto di bello sta loro attorno, sosteniamo questa importante iniziativa assunta dai comuni e lavoreremo perchè attorno ad essa si crei il necessario clima di unità e partecipazione.

Ricordiamo che già da anni diverse Amministrazioni si sono mosse a favore della ciclabilità, tanto che oggi possiamo dire che parte rilevante del percorso a cui si pensa è già realizzato. Ci riferiamo al tratto che corre lungo il Reno, dal punto in cui riceve il Senio, fin quasi alla sua foce di Casal Borsetti dove il percorso si incanala in una ciclabile il sede protetta che arriva fino al Lamone, dove si collega con il percorso naturalistico che lungo la riva sx dello stesso fiume giunge fino a Bagnacavallo.

Tratto fra Reno e Valle, verso Casal Borsetti.

A questi si aggiunge il tratto gìà funzionante da oltre 10 anni a Castel Bolognese, oggetto fra l’altro di un cospicuo investimento di Comune e Regione per svilupparlo fino a congiungersi con la Diga steccaia leonardesca e il Molino Scodellino e la realizzazione del Parco fluviale che il comune di Faenza sta realizzando sul Lamone.

Tratto a Castel Bolognese in argine sx Senio

Concludo dicendo che le prime idee del progetto saranno enunciate al Convegno che Amici del Senio e Polo Tecnologico di Tebano proporranno il prossimo 21 Marzo alla Fiera dell’Agricoltura di Faenza.

 

 

Ieri l’altro abbiamo avuto il piacere di incontrare il dirigente della regione Emilia-Romagna, responsabile del Servizio Area Reno e Pò di Volano, l’ingegnere Claudio Miccoli.

L’incontro è stato proficuo. Non aveva e non poteva avere lo scopo di stipulare accordi, bensì quello di fare una disamina dei vari temi che la nostra Associazione tratta da sempre, e così è stato. Ecco quello che ci siamo detti.

Ciclabile del Senio. Nei limiti di quanto già esposto nell’incontro di Fusignano (dal percorso non deve derivare all’Autorità nessun obbligo e non deve rappresentare ostacolo di sorta per le loro azioni) si può fare. Una cosa è chiara: pensando di percorrere la cima degli argini non si può ragionare sul concetto di pista ciclabile per gli obblighi che la stessa definizione comporta (sede protetta, dimensioni prefissate, esclusivo uso da parte delle biciclette). Meglio parlare di percorso naturalistico ciclo pedonale. Circa il tratto non arginato, da Tebano a Palazzuolo, esistono maggiori difficoltà ma l’idea è che si possa fare. Occorre però partire da una disamina in sede tecnica con le carte topografiche che evidenziano le differenti situazioni. Esiste (parzialmente) una fascia demaniale.

Il tratto ciclo pedonale a Castel Bolognese

Casse di espansione. Abbiamo avuto la conferma che entro la primavera partirà il bando per l’opera e che verranno avviati i lavori – assunti in carico completamente dalla Regione – per la realizzazione dell’invaso. Nessun ostacolo a parlare di rinaturalizzazione dell’area, alla condizione del rispetto delle norme di sicurezza. Come sapete, nell’area sono presenti decine di querce secolari e una “passerella” che potrà essere mantenuta, se però sarà ricostruita (sicurezza). Disponibilità da parte dell’ingegnere Miccoli a presenziare ad iniziative circa il tema delle casse.

Nuovi abitanti del Senio, i Cavalieri d’Italia.

Nuovo tratto della ciclo pedonale di Castel Bolognese, finanziato dalla Regione. La progettazione definitiva dovrà stare all’interno dei ragionamenti sviluppati su “ciclabile del Senio”.

Abbiamo poi esaminato altre problematiche, traendo queste conclusioni.

Nel punto della riva del Senio dove nel 1944 cadde l’aereo alleato di Michel Phelps, è possibile mettere una stele e targa ed eventualmente piantare un albero.

L’Autorità del fiume collaborerà per giornate ecologiche promosse dagli Amici del Senio, si pensa in collaborazione con le ATC dei cacciatori (se saranno disponibili), per pulire taluni tratti di fiume come, ad esempio, sotto il bel ponte della ferrovia a Castel Bolognese.

Personale dell’Autorità sarà disponibile a partecipare ad iniziative promosse per meglio conoscere le problematiche del fiume (flora, fauna, pericoli, segnalazioni, ecc.).

Per meglio comprendere quanto sopra esposto vi invito a leggere In primavera il bando per le casse di espansione.

Dopo questo incontro, possiamo confermare che si può fare. Mi riferisco in particolare alla realizzazione del percorso naturalistico pedo ciclabile dalla collina al mare. Percorso che può essere visto in assonanza e integrazione con il fiume Lamone e anche, volendo, con il fiume Santerno.

Questa convinzione oramai ben consolidata, si basa sui seguenti elementi:

  • la programmazione territoriale di livello superiore (regionale) prevede che la fascia del Senio-Lamone sia sede di percorso ciclo pedonale;
  • i Sindaci e le Unioni comunali faentina e lughese, sostengono l’opera;
  • la Regione riconosce il suo valore – anche da punto di vista del turismo lento – e si è dichiarata disponibile a:
    • offrire una sede istituzionale di confronto;
    • indicare nel POR-FESR europeo la possibile fonte di finanziamento;
    • fare la sua parte nel cofinanziare il fondo europeo e nella fase di progettazione;
  • l’Autorità del fiume, fatte salve le condizioni sopra esposte, non pone ostacoli insormontabili;
  • i comuni di Castel Bolognese e Bagnacavallo (per quanto riguarda il Lamone), hanno già attrezzato da molti anni tratti di argini dei fiumi ai fini pedo ciclabili;
  • il processo di partecipazione messo in atto dagli Amici del Senio in questi anni, ha ampiamente dimostrato il consenso della popolazione e delle Associazioni, verso questa opera;
  • l’esperienza di Primola di Cotignola, con l’Arena delle balle di paglia, dimostra come il Senio, oltre ad avere la caratteristica di essere un fiume di storia, si presta a candidarsi come fiume di cultura, di paesaggio e di land art.

Adesso quello che serve è che la politica faccia la sua parte, portando il progetto dalle buone intenzioni ai fatti. Tutti sappiamo che occorre partire dall’individuazione di un Comune capofila e da una progettazione con i crismi per potere accedere ai bandi di finanziamento europei. Il percorso da parte di Comuni e Unioni è avviato, occorre spingere l’acceleratore.

 

 

 

 

 

Amici del Senio, buongiorno. Mi rivolgo agli associati, alle 1200 persone che hanno firmato la petizione per la valorizzazione del Senio e a tutti coloro che ci seguono. Dopo sei anni di attività possiamo trarre qualche conclusione e dirvi che l’anno prossimo potrebbe essere quello decisivo per gli obiettivi che ci siamo proposti.

PARTECIPAZIONE. Le tante iniziative che abbiamo svolto hanno dimostrato il notevole interesse della popolazione verso il fiume dal quale traggono identità. Rappresentano una valida pezza di appoggio per ogni progetto che voglia essere finanziato.

Conferenza al Momevi a Faenza sulle buone erbe selvatiche del Senio.

SICUREZZA. Nel corso della prossima primavera partirà il Bando europeo per l’affidamento dei lavori per la realizzazione delle opere di adduzione delle due casse di espansione di Tebano-Cuffiano. Contemporaneamente la Regione, che se ne è assunta l’onere, completerà la seconda cassa, quella rimasta incompiuta dopo il fallimento della ditta di escavazione. Le casse consentiranno di inglobare nei momenti di punta della piena del fiume, 4 milioni di metri cubi di acqua. Di questi – 1,5 milioni – resteranno nelle casse per potere essere “donati” al fiume o alla campagna per irrigare nei mesi estivi.

E’ stato finanziato un progetto triennale di manutenzione ordinaria del Senio. Si esce così dalla logica degli interventi emergenziali.

Qui sorgerà la seconda cassa di espansione del Senio.

PERCORSO NATURALISTICO O CICLABILE DEL SENIO. E’ il cuore della nostra ragione di esistere come Associazione, l’obiettivo principale che ci siamo posti. I nostri interlocutori principali sono stati i Comuni e la Regione con i quali abbiamo dialogato serenamente, pur con le normali difficoltà derivate dalla complessità del problema. Siamo giunti a questo punto:

  • Il comune di Castel Bolognese sta realizzando un progetto, cofinanziato con la Regione, per estendere il suo percorso ciclo pedonale fino alla diga steccaia di Tebano e di proseguirlo, con modalità realizzative diverse, verso il Ponte di Felisio, fino alla corrispondenza del Molino Scodellino. Avremo così un percorso ciclo turistico ad anello di circa 21 chilometri;
  • I comuni dell’Unione della Bassa Romagna hanno deciso di effettuare dal prossimo anno, due sfalci dell’erba sulla cima degli argini, così da potere facilitare il percorso per chi va a piedi o in bici;
  • Le due Unioni comunali del faentino e del lughese hanno deciso di affrontare il tema del percorso naturalistico del Senio. Dopo un primo incontro avvenuto in ottobre, si re-incontreranno il prossimo 14 gennaio per concordare la progettazione del Progetto preliminare dell’opera per potere candidarsi ai finanziamenti europei (che ci sono) e regionali.

L’argine del Senio a Castel Bolognese. Un esempio di come vorremmo diventasse tutto l’argine, fino alla foce.

RUOLO DEI COMUNI, DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA E DEL BACINO DEL RENO. Tutti i comuni toccati dal Senio nel corso dei tanti contatti avuti, hanno mostrato interesse e si sono impegnati sul tema del Percorso naturalistico ciclo-pedonale del Senio.

La Regione, che è già intervenuta con un cospicuo finanziamento al progetto di ciclabile a Castel Bolognese, ha riconosciuto la valenza turistica del progetto e per bocca dell’assessore al Turismo, Andrea Corsini, nel corso di un apposito incontro avvenuto poche settimane fa, ha suggerito ai comuni le strade da seguire per ottenere i finanziamenti e realizzare l’opera, dichiarandosi disponibile ad offrire una copertura istituzionale al progetto. Le sue proposte saranno oggetto del prossimo incontro dei comuni fissato per il 14 gennaio.

Turisti svizzeri camminatori della linea gotica (giunti a Castello, hanno visitato il Molino Scodellino).

L’autorità di Bacino per bocca del suo massimo dirigente Stefano Miccoli, si è dichiarata non contraria al Percorso naturalistico del Senio, ponendo, con ragione, due condizioni di base: non dovranno esserci in alcun modo intralci per i loro interventi operativi e non potranno derivare a loro obblighi diversi da quella che è la loro funzione istituzionale.

A seguito di quanto sopra esposto, possiamo dire che oggi, come non mai, siamo fiduciosi di arrivare ai risultati che ci eravamo proposti. Nel corso del prossimo anno continueremo, con spirito collaborativo verso tutti gli interlocutori, a fare la nostra parte. Chiediamo a tutti di continuare a sostenerci con fiducia e partecipazione (Domenico Sportelli).

Venerdì scorso 13 dicembre abbiamo incontrato Andrea Corsini, assessore regionale al Turismo. Presenti all’incontro il sindaco di Castel Bolognese Luca della Godenza e l’assessore al Turismo dell’Unione dei comuni della Romagna Faentina Giorgio Sagrini, sindaco di Casola Valsenio. Causa un contrattempo non ha potuto essere presente Nicola Pasi, sindaco di Fusignano, in rappresentanza dell’Unione della Bassa Romagna. Erano con noi Mario Baldini e Ilva Fiori di Primola di Cotignola.

Abbiamo parlato della ciclabile del Senio dalla collina al mare o, se volete, del percorso naturalistico del Senio. Abbiamo illustrato il lavoro di partecipazione che abbiamo sviluppato fino ad oggi, poi siamo andati a visitare il parco fluviale di Castel Bolognese: ovvero, come vorremmo diventasse il Senio da Palazzuolo al Reno. Abbiamo chiesto alla Ragione di credere a questo obbiettivo e di impegnarsi a fondo.

Andrea Corsini ha riconosciuto la valenza turistica della ciclabile del Senio. La sua possibile integrazione con il percorso naturalistico del Lamone, con la ciclabile nazionale del Vento, da Torino a Venezia, oltre che col progetto di ciclabile Ferrara Ravenna, ci parlano di una visione del futuro che coglie la crescente richiesta a livello mondiale di turismo lento, dei luoghi e delle esperienze. Di quel turismo attratto dalla particolare vivibilità dei piccoli centri fatta di storia, ambiente, paesaggio e benessere.

Cosa può fare la Regione per venire incontro a questo progetto? Corsini ci ha detto che la Regione può offrire una cornice istituzionale convocando un incontro con i Sindaci. Poi può contribuire con un finanziamento ad un comune capofila (o Unione) che si intesti il progetto, redigendo una progettazione preliminare con le caratteristiche di potere accedere ai bandi di finanziamento europei (che ci sono).

Lo strumento operativo, il canale per potere accedere ai finanziamenti, è il PORFESR – Programma Operativo Regionale e Fondo Europeo Sviluppo Regionale (cliccate per avere maggiori informazioni). Nella sostanza si tratta di fondi europei – con partecipazione delle Regioni – destinati allo sviluppo delle regioni stesse. E’ questa la strada seguita con successo per la ciclabile del Santerno, mentre per il Lamone, se non erro, la strada è stata quella del GAL (Gruppo di Azione Locale).

In buona sostanza, Corsini ha espresso quello che già ci avevano enunciato cinque anni fa i dirigenti del GAL quando, a Castel Bolognese nel corso di una nutrita conferenza, ci dissero che l’opera si poteva fare. Occorreva però partire dall’individuazione di un comune capo-fila e da un progetto preliminare.

Pensiamo che cinque anni non siano trascorsi invano. Il lavoro di partecipazione compiuto dagli Amici del Senio, altre voci che si sono levate, alcuni comuni che si sono concretamente mossi in tal senso, stanno a significare che oggi l’obbiettivo del percorso naturalistico del Senio è oggi più vicino. Pensiamo e speriamo che l’incontro dei Sindaci e tecnici del prossimo 14 gennaio sia quello definitivo e che subito possa partire la progettazione.

Prima delle elezioni comunali, la nostra campagna di sensibilizzazione sul tema ci portò a contatto con presso che tutti i candidati a Sindaco. Tutti si espressero a favore dell’opera sul Senio e fa piacere che dopo la loro elezione abbiano cominciato ad incontrarsi per tradurre in pratica gli impegni politici assunti. Siamo fiduciosi. E allora, con l’esperienza che abbiamo acquisito, siamo pronti ad offrire il nostro contributo e la nostra completa collaborazione.

 

 

 

 

Nei giorni scorsi abbiamo riunito il Consiglio per pensare a cosa fare il prossimo anno. Una cosa è oramai certa, per i nostri obbiettivi il 2019 finirà bene e anche il 2020 inizierà bene.

Ieri, 13 dicembre 2019, abbiamo incontrato Andrea Corsini, assessore regionale al Turismo, per parlare con lui della valenza turistica del progetto di ciclabile del Senio. L’incontro è stato positivo e domani vi informeremo.

Il 14 gennaio 2020, parteciperemo al gruppo di lavoro, sindaci e tecnici, per compiere il passo che speriamo definitivo per redigere il progetto preliminare della ciclabile del Senio. Un progetto che abbia le carte in regola per partecipare ai bandi europei di finanziamento.

Finalmente si parla di ciclabile del Senio, se ne parla da Palazzuolo sul Senio, ad Alfonsine. Siamo al cuore dei nostri obbiettivi, alla ragione per la quale la nostra Associazione sei anni fa è sorta. E’ quindi evidente che le nostre attività del prossimo hanno saranno fortemente segnate dal tema del percorso naturalistico e ciclabile del Senio. Oltre che dai temi della sicurezza e della manutenzione.

Per le nostre attività del 2020, al momento le idee sono queste. Ne seguiranno certamente altre che faremo conoscere.

Promuovere a febbraio o marzo una iniziativa di livello che metta a confronto la ciclabile del Senio – e ci permettiamo di aggiungere come auspicio, del Lamone – con quelle verso le quali si dipana: la ciclabile Ravenna Ferrara e quella del Vento, da Torino a Venezia. Cercheremo anche il contributo dell’inventore dell’Eroica toscana, di Davide Cassani e del mondo del ciclismo amatoriale, compreso i costruttori.

Il 9 e 10 maggio, Camminata del Senio da Tebano a Rossetta in due tappe, con sosta a Cotignola. Completeremo così il Cammino del Senio avviato nel giugno scorso con le prime cinque tappe.

Inizio luglio, Acque e Miracoli a Tebano, sempre come anteprima dell’Arena delle balle di Paglia di Cotignola.

In primavera, camminata sul Senio dal Ponte del Castello a Felisio per visitare i Meandri del Senio e sostenere l’idea di un’area tutelata in quei 23 ettari di bosco.

Pensiamo di aderire a Lom a Merz e di essere presenti al meglio del possibile alla Camminata del 25 aprile, da Cotignola alla Rossetta.

Svilupperemo iniziative a Palazzuolo, a Borgo Rivola e ad Alfonsine dove, sostenendoci con una camminata, chiederemo sia reso percorribile a piedi e in bici l’argine di dx, fino al Reno. Tratto questo risultato il più impervio del Senio nella Camminata dello scorso giugno.

Vorremmo fare conoscere le quattro mostre allestite sul Senio al mondo della Scuola.

Sullo sfondo l’idea della prima festa del cocomero bianco da farsi in una località – da identificare – lungo il Senio.

Conclude scrivendo che il programma sarà commisurato alle forze di cui disponiamo. Abbiamo bisogno di attivisti, chi può darci una mano si appalesi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Pensavo che l’anima camminatrice degli Amici del Senio si fosse rivelata in queste giornate autunnali e che un numero maggiore di persone avesse accolto la nostra proposta. Evidentemente mi sbagliavo, anche se gli undici coraggiosi hanno avuto ragione.

Capite che il mio non è un rimprovero, ci mancherebbe. Il fatto è che quando si mette passione e tempo per organizzare un evento, per quanto piccolo e insignificante sia, si vorrebbe avesse riscontro. Qualora ciò non accada vuol dire che in qualche cosa si è sbagliato e su questo, noi Amici del Senio, siamo chiamati a riflettere. Anche se i Mille hanno liberato l’Italia e se tante nobili rivoluzioni sono partite da un manipolo di uomini e donne.

Descrivo brevemente la camminata, che chiamo il giro di monte Battaglia, per corroborare chi volesse provarla.

Siamo partiti alle 9,40 dal passo del Prugno, dove si parcheggia tranquillamente. In circa tre quarti d’ora siamo arrivati in cima, sotto la torre del vecchio Castello. La storia epica di questo luogo è raccontata dai tanti cartelli istallati e da una grande opera in bronzo che ci racconta gli orrori dell’ultima guerra. Il luogo è panoramico, con lo sguardo che corre dalle Alpi, al mare, alla vetta innevata del Cimone.

Proseguendo, siamo scesi per il ripido sentiero, fino ad incrociare la strada che porta a San Ruffillo. Giunti a questo punto – la compagnia era in forma – abbiamo deciso di proseguire verso la chiesa di Valmaggiore. Dopo circa tre quarti d’ora l’abbiamo vista, ci siamo dichiarati soddisfatti. E fermati per cibarsi di quanto avevamo nello zaino.

Tornati sui nostri passi, giunti alla confluenza con la strada di San Ruffillo, l’abbiamo imboccata. Siamo scesi, incontrando un antico castagneto molto bello e case di campagna ben tenute. Arrivati ad un incrocio, abbiamo svoltato a sinistra lungo la via Chiesuola, che sale verso il prugno. Ancora bei scorci di campagna, coltivata con arte e maestria. Una quercia secolare a destra con a fianco una graziosa edicola mariana, poi due vecchie piantate con viti ancora maritate agli aceri campestri – gli “oppi” di antica memoria – ci hanno condotto a due grandi, antiche abitazioni di campagna. Piantate e case di campagna così ben tenute, non se ne vedono quasi più e per questo, quel contadino andrebbe premiato.

Abbiamo proseguito in leggera salita verso il Prugno e quando il ginocchio di uno, l’anca dell’altro, le mie giunture hanno cominciato a farsi sentire, abbiamo capito di essere giunti al limite del nostro allenamento. Eravamo però arrivati, dopo cinque ore dalla partenza. Aperto il tavolino degli Amici del Senio, ci siamo rifocillati con qualche buon tortellino imbottito di marmellata di cocomera, chi ha voluto ha ritirato la tesserina 2020 dell’associazione, altri hanno liberamente donato un contributo, a noi indispensabile per gestire le future iniziative. E ci siamo visti tutti contenti.

Abbiamo detto cinque ore dalla partenza. Calcolando che un’ora e mezzo/due l’abbiamo impiegata nella divagazione verso Valmaggiore, possiamo dire che il giro del Monte Battaglia si compie comodamente in tre ore, tre ore e mazzo. Ieri, con la divagazione, abbiamo percorso circa 18 chilometri. Solo il giro attorno al Monte saranno stati 11. Il dislivello in salita, compreso il tratto verso Valmaggiore è stato di circa 400 metri. Solo per il giro del monte sono 350.

Adesso alcune foto scattate lungo il percorso (cliccare). Arrivederci alla prossima camminata.

 

 

 

 

Ieri abbiamo camminato lungo il Senio assieme ad un folto gruppo di escursionisti imolesi. Il loro programma era di percorrere il tratto che va da Tebano – diga steccaia – a Castel Bolognese. Roberto, che li guidava, aveva partecipato alla festa di Tebano e aveva notato cose belle da vedere e da conoscere. Ci ha invitato a partecipare per portare alla compagnia alcune conoscenze aggiuntive.

A Tebano, alla partenza, abbiamo parlato di acque e miracoli, dell’acquedotto che doveva portate acqua a Bagnacavallo; abbiamo visitato quel piccolo scrigno di tesori d’arte che è il Santuario della Madonna della Fognana, la diga steccaia leonardesca e la presa del Canale dei Mulini. Abbiamo visto i danni che possono provocare gli istrici, se gli argini non vengono adeguatamente tenuti sgombri dalla eccessiva vegetazione.

Verso Castel Bolognese, Roberto – prof dello Scarabelli di Imola – ci ha illustrato i contenuti della bella campagna che avevamo di fronte, ponendo in risalto le preoccupazioni per l’economia agricola e montana derivate dal surriscaldamento del clima. Come poi sempre capita con i gruppi in queste occasioni, si sono man mano scoperte le conoscenze delle persone ed è stato come partecipare ad una lezione collettiva sulle tematiche ambientali, ma non solo, anche sociali e politiche.

Proseguendo, l’attenzione è stata tratta dalla sinuosità del corso del Senio in quella zona che ne rappresenta un tratto distintivo. Abbiamo parlato della Pocca, di ciò che ha rappresentato e di come si vorrebbe nuovamente fare sgorgare la buona e salutare acqua solfurea, come un tempo. Prima che l’uomo distruggesse la fonte con le cave per la marzana, utile però all’Autostrada per Ravenna.

Dopo i casetti di Biancanigo, abbiamo potuto rievocare l’eccidio di Villa Rossi e quindi le nefandezze della guerra fascio-nazista. Siamo così entrati nel parco fluviale di Castel Bolognese. E qui noi castellani abbiamo gonfiato il petto. La sorpresa per tutti è stato il fondo in stabilizzato, scelta che ha consentito nel tempo di decuplicare le presenze dei cittadini su quel tratto di fiume.

Il fatto è che quasi non ci si dava la strada, fra i componenti del gruppo, le persone a piedi e di corsa e i ciclisti. Davvero bello e interessante poi l’ammirazione dei presenti quando abbiamo spiegato che è intenzione dell’Amministrazione comunale prolungare quel percorso fino a Tebano e, in forma diversa, fino al Ponte del Castello e oltre, per poi collegarsi con il canale dei mulini e il Mulino Scodellino.

Concludo questo racconto con due annotazioni e proposte. Il gruppo di cui ho parlato ha avuto come base di arrivo il piccolo parcheggio realizzato all’ingresso di via Boccaccio. Avevano lasciato inizialmente alcune auto in quel luogo, per poi utilizzarle per tornare a Tebano e recuperare le altre auto. L’annotazione è che quel parcheggio è sottodimensionato rispetto le esigenze, quindi occorrerà pensare di ampliarlo. Altro fatto è che quando il gruppo è arrivato, cercava di potersi rifocillare e non ha potuto. Questo fatto suggerisce l’idea che in quel luogo sia in un futuro prossimo eretta una “baracchina” al servizio di chi utilizza il parco e non solo.

Ultimo aspetto: il nostro parco fluviale ha bisogno almeno di una bagno. Piccolo, discreto, ma funzionale.

Di seguito il socio Alberto Montanari ci documenta brevemente circa l’incontro di sabato in Valnerina con Adolfo Rosati. L’evento sociale e divulgativo ha visto la partecipazione di 40 persone, appassionate di erbe e frutti spontanei (ndr).

Siamo partiti con mezz’ora di ritardo,

così abbiamo conosciuto i due autisti, documentatissimi su come portarci il più vicino possibile a quel posto irraggiungibile, l’Agriturismo “Il Piano”, in Valnerina, vicino ai paesini di Paterno e Piedipaterno, a circa 25 minuti da Spoleto.
Fortunatamente è stata riaperta l’E 45 ai mezzi pesanti, così alle 10 eravamo già a Piedipaterno, da dove parte un sentiero in ripida salita che porta all’Agriturismo, ma, essendo una quarantina di partecipanti su un’autobus di medie dimensioni, gli autisti hanno potuto proseguire salendo per una stretta strada per nulla frequentata, portandoci vicino a Paterno, da dove si può raggiungere, parterndo dall’alto, l’agognato casolare per una discesa di circa 1 km su strada bianca percorribile anche in jeep.

Appena scesi dal pullman

abbiamo trovato l’accoglienza di Adolfo Rosati con 2 enormi teglie di crostate al ribes e all’uva spina, che ci hanno rincuorato assieme alla notizia che non avremmo più dovuto percorrere in salita la ripida discesa che ci aspettava.
E’ cosi iniziata la visita all’azienda agricola gestita a livello famigliare da Adolfo, come secondo lavoro, e dalla moglie Darcy Gordon, americana, che Adolfo ha portato in Italia con la promessa che sarebbero vissuti in un luogo accogliente anche per una vacca da latte!
Sia la casa colonica che i terreni erano in totale abbandono quando furono acquistati nel 2001. L’agriturismo è stato aperto nel 2008 nel piano superiore della casa totalmente restaurata. Intorno sono stati piantati diversi ettari di frutta di antiche varietà, olivi, viti e il cosi detto “Forest Garden”gestito in permacoltura, con fiori, piante aromatiche, medicinali e culinarie e tutte le piante che non richiedono trattamenti chimici.

L’azienda agricola è certificata biologica dal 2004:

Adolfo e Darcy, aiutati solo da volontari del movimento WWOOF, combinano il meglio della tradizione agricola locale (basso impatto ambientale, pochi rifiuti, autoproduzione di semi,) con il meglio della modernità sostenibile per ottenere cultivar rersistenti che producano cibi di alta qualità, che abbiamo potuto sperimentare con l’ottimo pranzo, cucinato dalla stessa Darcy con i loro prodotti, servito da Adolfo e dai giovanissimi figli, con l’aiuto di una giovane ragazza americana wwoof. Non si possono dimenticare gli ottimi formaggi (oltre a 2 vacche jersey ci sono pecore e capre), le frittate, gli erbazzoni e il dolce finale a base di panna cotta allo yogurt e visciole!

Il tempo è volato,

e così, quando ci sarebbero state ancora cose da vedere, raccontare e sperimentare, ci siamo precipitati giù per il sentiero che porta a Piedipaterno, dove ci attendeva il pullman che, attraversando la Valnerina, una splendida valle incontaminata ricca di antichi borghi tra i più belli d’Italia (candidata all’UNESCO come patrimonio dell’ umanità), ci ha accompagnati alla splendida Spoleto, per una toccata e fuga, lasciandoci la voglia e la curiosità di ritornare a completare la visita.

Concludo ringraziando innanzi tutto Adolfo e la sua bellissima famiglia,

ma non di meno Maria e Gigliola che hanno ideato e reso possibile la realizzazione di questa gita, assieme alla mitica Luciana di Faenza, che ha arricchito con le sue profonde conoscenze questa bellissima avventura all’insegna delle erbe spontanee.

Alberto Montanari

Ed ora alcune foto.

Ieri mattina, mentre arrivavo in bicicletta in Piazza Bernardi a Castel Bolognese, ho visto per caso due persone che hanno attirato la mia attenzione. Un uomo e una donna di circa 50 anni, con zaino in spalla, bastone in mano e tenuta  da trekking, che si aggiravano nei pressi del bar Commercio. Incuriosito, mi sono avvicinato e ho chiesto loro se erano dei camminatori e da dove venivano. Molto gentilmente, la donna, in un discreto italiano, ma con accento straniero, mi ha risposto che erano svizzeri del cantone tedesco e che provenivano da Riolo Terme.

Dopo essermi presentato come membro dell’associazione Amici del fiume Senio e aver spiegato brevemente la nostra attività, avendo loro manifestato un certo interesse per tale informazione, abbiamo proseguito la conversazione, in parte con la donna e in parte con l’uomo.

Flavia e Frank – questi i loro nomi – mi hanno detto che stavano facendo da 18 giorni a piedi il percorso della Linea Gotica.

Partiti l’1 settembre da Massa Carrara, avevano attraversato le Alpi Apuane, erano arrivati nella nostra Regione, avevano visitato Monte Sole, erano passati da Borgo Tossignano, avevano pernottato a Riolo Terme e stavano proseguendo in direzione di Ravenna.

Molto particolare anche la motivazione di questa camminata: il padre di lei, originario di Bergamo, trasferitosi da giovane in Svizzera e morto circa 6 mesi fa, aveva frequentato per tanti anni la nostra riviera e aveva chiesto, prima di morire, che le sue ceneri venissero sparse nel nostro mare. Inoltre, il padre aveva uno spirito libero e, pur non avendo fatto la guerra, si era sempre sentito “un’anima da partigiano”, motivo per cui ricordarlo percorrendo la Linea Gotica era sembrata alla figlia la scelta più appropriata.

Chiedendo io qualche informazione in più sul percorso fatto e su quello ancora da fare, dopo avermi riferito che molti dei tratti percorsi erano stati difficili, soprattutto l’attraversamento delle Alpi Apuane, mi hanno fatto vedere un libretto informativo dal titolo “Il Trakking della Linea Gotica” e soprattutto una cartina che comprendeva il territorio da Casola Valsenio a Ravenna, con segnato il percorso della Linea Gotica lungo il fiume Senio fino a Cotignola – dove hanno fatto tappa ieri sera – e oltre. Ho chiesto loro se avevano visto la diga steccaia di Tebano e se conoscevano il Mulino Scodellino, ma la risposta è stata negativa.

Farli tornare a Tebano mi è sembrato improponibile, ma ho pensato di proporgli una visita al Mulino, anche se il loro percorso li avrebbe portati al Ponte del Castello, a visitare il monumento al Corpo Polacco. Per caso  – quando si dice i casi della vita – passava in quel momento Rosanna Pasi, la presidente dell’associazione Amici del Mulino Scodellino), la quale, sentito il loro racconto e manifestando molto piacere di far loro visitare il Mulino, ha telefonato a “Pino” Merenda, il factotum del Mulino, che (altro caso fortunato) si trovava proprio lì e ha accettato ben volentieri di riceverli per una visita.

A quel punto, mi sono offerto di accompagnarli, portando a mano la mia bicicletta, e dopo circa 10 minuti siamo arrivati al Mulino, dove Pino ha fatto da cicerone e, alla fine, ha regalato loro un piccolo sacchetto di farina. Nel frattempo, avendomi riferito Flavia e Frank che non sempre erano riusciti a trovare posti dove pernottare a prezzi accettabili e non avendo ancora un posto dove farlo quella sera, mi ero messo in contatto con Domenico Sportelli, il presidente della nostra Associazione, che mi aveva fornito informazioni su un B&B di Cotignola. Tornati su via Farosi, ho comunicato loro il recapito telefonico del B&B, ho indicato in quale direzione  andare per ritrovare il fiume, ci siamo scambiati il numero di telefono e ci siamo salutati, con tanti ringraziamenti reciproci.

Considerazione finali: quante persone, italiane e straniere, informate adeguatamente e agevolate da un percorso ben tracciato e accessibile e con disponibilità di strutture di ospitalità a prezzi accettabili, potrebbero essere interessate al percorso della Linea Gotica, incrementando così, anche nel nostro territorio,  quella parte di “turismo lento”, che molti dicono essere il turismo del futuro?

(Silvio Marchi).

Flavia e Frank si avviano verso il Ponte del Castello in visita al Monumento ai polacchi.

Ieri sera a Solarolo, l’assemblea – purtroppo poco partecipata – degli Amici del Senio ha eletto il proprio Consiglio, scaduto nel maggio scorso.

Sono stati votati all’unanimità dei presenti (12), per alzata di mano: Allen Ruth, Mario Cavina, Silvio Marchi, Domenico Sportelli, Roberto Torricelli.

Successivamente si è preceduto alla elezione del Consiglio dei Sindaci Revisori che risulta così composto: Maria Florio, Franco Rotundo, Edoardo Toni.

Subito dopo l’elezione il Consiglio si è riunito ed ha affidato le seguenti cariche: Domenico Sportelli (presidente); Silvio Marchi (vice presidente); Allen Ruth (segretaria tesoriera).

Nel Consiglio dei Sindaci Edo Toni ha assunto l’incarico di presidente; Maria Florio membro effettivo; Franco Rotundo membro supplente.

Onestamente dobbiamo riconoscere che l’auspicato rinnovamento e innesto di nuove forze non c’è stato. E’ però questo un obbiettivo ineludibile e che continueremo a perseguire.

L’introduzione dei lavori ha consentito al presidente uscente di sintetizzare il lavoro svolto fino ad oggi.

Riassumo solo alcuni dati:

  • 15 conferenze pubbliche con 800 partecipanti
  • 130 incontri con stakeholder con 500 partecipanti
  • 65 iniziative pubbliche con 4300 partecipanti.

A questi eventi si aggiungono le diverse centinaia di riunioni svolte per la loro preparazione.

Da ricordare inoltre:

  • l’istallazione di 4 mostre esposte in 16 luoghi
  • 1200 firme raccolte in calce alla petizione per la valorizzazione del Senio
  • 10o-140 iscritti ogni anno
  • una trentina di attivisti che hanno dato una mano per singoli eventi.

A fronte di questa grande mole di attività ringrazio con emozione e rispetto profondo tutti i collaboratori che hanno permesso venisse realizzata. Ringrazio tutte le strutture ed enti che hanno collaborato, a partire dal Comuni e dalla Regione e tutte le persone che hanno partecipato, dando così valore alla nostra azione.

Fra le cose ancora non realizzate, abbiamo citato: la sede, la Guida e il primo info point del Senio.

Ci aspetta un futuro di lavoro e di iniziative che speriamo di portare avanti per mezzo di una maggiore partecipazione da parte dei nostri aderenti.

L’obbiettivo principale, che rilanceremo con forza nel corso delle prossime settimane è il Progetto di percorso ciclo-naturalistico del Senio.

Dopo il lavoro svolto, la partecipazione messa in campo, il consenso, le promesse e gli impegni che abbiamo nel cassetto, è ora di concretizzare. L’idea proposta parla di salute, ambiente, paesaggio, cultura e turismo. Parliamo di turismo lento, delle motivazioni e delle esperienze. Parliamo di integrazione del nostro tessuto economico delle città e della campagna con una nuova domanda di conoscenze e di consumi che proviene dai cittadini di ogni luogo del mondo. Abbiamo in Romagna infrastrutture, come i nostri fiumi arginati, che possono candidarsi a svolgere una funzione positiva: ebbene, mettiamo in piedi un progetto che possa sfruttare questa possibilità.

A sostegno del progetto di valorizzazione dei nostri fiumi e per un percorso ciclo-pedonale che unisca la collina al mare, abbiamo deciso di indire nel prossimo mese di marzo, a Faenza – alla Fiera dell’Agricoltura – una grande conferenza con la partecipazione di esperti e sostenitori a livello nazionale. Lavoreremo per dare voce in quella sede al nostro CT del ciclismo, all’inventore di Eroica, al Politecnico di Milano che sta progettando la ciclabile del Vento (Torino – Venezia) che scorrerà lungo il Pò e che potrebbe incrociare la nostra ciclabile del Senio. Ci impegneremo per avere con noi anche il neo ministro del turismo Dario Franceschini, da tempo impegnato su questo terreno.

Dateci una mano (Domenico Sportelli)