Leggendo la news letter del deputato Alberto Pagani ho appreso che la Commissione competente della Camera ha approvato una risoluzione che impegna il Governo a promuovere il cicloturismo. La riporto con piacere, perchè noi ci siamo.
“L’11 gennaio le commissioni Trasporti e Attività produttive riunite hanno approvato una risoluzione per la promozione del cicloturismo. Forse non tutti sanno che l’Italia è il primo produttore europeo di biciclette con 2.728.600 esemplari l’anno, che nello “Stivale” ci sono oltre 25 milioni di bici e 12 milioni sono le persone che affermano di usarle frequentemente. L’uso della bicicletta può poi rappresentare (da cui la risoluzione) una leva importante per il turismo nazionale: secondo l’Ente nazionale per il turismo, infatti, il ritorno economico del cicloturismo ha una potenzialità di 3,2 miliardi di euro l’anno e, nel biennio 2013-2014, circa 450mila “turisti su due ruote” hanno visitato il nostro Paese. Le destinazioni più amate sono la Toscana, il Veneto, il Trentino e le Dolomiti, l’Emilia-Romagna, il lago di Garda, anche perché dotate di migliori strutture. Il 61% dei cicloturisti sono stranieri con un profilo economico-culturale medio-alto e con un’età media attorno ai 40-45 anni. Sulla promozione e lo sviluppo della bicicletta esistono oggi: una proposta di legge che doveva essere votata alla Camera qualche tempo fa (ma c’è stato un rinvio dell’Aula), volta a incentivare la creazione della rete nazionale delle ciclovie tra cui troverebbero spazio anche quelle dedicate al turismo; il progetto dedicato alle ciclovie turistiche, previsto dalla legge di Stabilità 2016 e confermato dalla legge di Bilancio 2017 che, a tal fine, stanzia oltre 150 milioni di euro. Dunque, il dibattito è aperto a livello normativo in senso lato ed esistono inoltre stanziamenti già deliberati. La risoluzione approvata intanto impegna il Governo a: sostenere e sviluppare le potenzialità del cicloturismo con attività di promozione che coinvolgano l’intera filiera (dall’Ente nazionale, alle Apt regionali, alle Unioni o consorzi già esistenti su questi segmenti), valorizzando l’offerta con pacchetti turistici specifici; costruire sinergie nazionali, con il coordinamento del ministero dei Beni cultuali e del turismo, realizzando percorsi sovraregionali; favorire processi di digitalizzazione delle informazioni per gli itinerari; effettuare un monitoraggio periodico sullo stato di avanzamento dei lavori dei percorsi ciclabili, verificandone anche il livello di sicurezza e lo stato manutentivo”.

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