Che il Senio sia un fiume di storia (linea gotica ed altro) quasi tutti lo sanno. Che ci sia un notevole interesse a conoscere a ricordare quella storia, non tutti ci credono. Invece …. .

La camminata di sabato 21 aprile sul Senio ci ha confermato cose importanti. La prima è che valorizzare il nostro fiume ha un senso vero e che quindi, dopo cinque anni di iniziative che lo dimostrano, sarebbe giusto che le amministrazioni comunali facessero il punto e si dotassero di un progetto. L’obbiettivo è sempre quello: consentire alle persone di camminare e andare in bici sopra gli argini con meno problemi rispetto alla situazione odierna. Per questo occorrerebbe attrezzare un percorso naturalistico, ad anello, che coinvolgesse il Lamone e casomai anche il Santerno, quindi dalla collina, alla valle e al mare, percorrendo il quale, tramite l’opportuna segnaletica, le persone fossero invitate a conoscere le storie e la bellezza dei luoghi.

Ancora sabato, abbiamo avuto la prova del forte legame fra il Senio e la storia dell’Italia e di quanto questo fiume faccia parte dell’identità dei cittadini della vallata. E’ bastato avere citato il nome di una soldato americano, il cui aereo cadde nella riva del Senio, che in America è scattata una molla imprevedibile. E’ immediatamente apparsa la moglie, novantenne, del soldato, i suoi sei figli e le decine di nipoti. I quali si sono dimostrati sorpresi e assai lusingati, quasi entusiasti, di questa rievocazione. A cui ha subito fatto seguito la manifestazione del desiderio di venire in Italia a vedere i luoghi di “nonno Victor”. Basta dare un’occhiata alla nostra pagina Facebook per rendersi conto non solo della potenza dei social, ma anche della forza rievocativa del nostro fiume. Si pensi che attorno ad esso hanno combattuto per quattro e più mesi i soldati di 32 nazioni, solo fra gli “alleati”.

In terzo luogo mi piace ricordare le tante persone che hanno lavorato per dare un senso alla Camminata di sabato. Penso al signor Arturo Frontali, ad Andrea Raccagni, ad Andrea Soglia, a Lucio Donati che hanno fatto il lavoro di ricerca e di testimonianza sull’evento bellico e sul passo di Donegallia. Penso al sindaco di Castel Bolognese, Daniele Meluzzi e agli assessori, Giovanni Morini e Naylia Tukaeva di Castello e Solarolo che hanno partecipato, nella veste della loro funzione, all’evento. Penso ai tanti Amici del Senio che hanno lavorato assai perchè tutto potesse funzionare al meglio. E poi il musicista Enrico Farnedi che ha cantato e suonato nella golena del passo di Donegallia, i contadini che hanno tagliato l’erba sull’argine, la Polizia Municipale, le cento persone che hanno partecipato e i tanti che ci hanno guardato con simpatia.

Ed ora, brevemente, la cronaca. I partecipanti, mossi dalla bella piazza di Castel Bolognese e da Felisio, percorrendo la sommità dell’argine, si sono trovati nel luogo dove cadde l’aereo di Victor Pelphs, dopo che lui, colpito dalla contraerea, si lanciò col paracadute. Sul posto è avvenuta la rievocazione dell’episodio con anche una testimonianza oculare; poi l’amico Raccagni ha mostrato attrezzature dei piloti e alcuni pezzi dell’aereo. Infine il sindaco e gli assessori hanno scoperto foto storiche dell’episodio.

A seguire. ci siamo spostati al passo di Donegallia, dove abbiamo rievocato la sua storia, di cui si ha notizia fin dal quindicesimo secolo. Pubblicheremo domani questo racconto. Abbiamo ascoltato il concertino di Enrico Farnedi, ci siamo rifocillati col rinfresco preparato da Gigliola e Ruth, abbiamo parlato, giocato, scambiati idee e propositi per il futuro. Chi ha voluto, ha potuto iscriversi all’Associazione, dandoci così la forza per proseguire nel nostro lavoro.

Nei prossimi giorni pubblicheremo un ampio resoconto fotografico e filmati dell’iniziativa.

 

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