Buongiorno Amici del Senio. Avrete notato che dal programma delle nostre iniziative è sparito SenioRenoMareBike. Il 19 e 20 maggio volevamo proporre un tour in bici da Riolo Terme a Marina Romea, percorrendo gli argini del Senio e stradelli vicini. Voleva essere la nostra Eroica.

Pensavamo di dimostrare come le sommità degli argini si prestano ad essere percorsi in bicicletta per immergersi nella natura e fare turismo e cultura legati al territorio. Volevamo mostrare a chi avesse partecipato la bellezza del territorio che sta attorno al Senio. Sognavamo una futura “classica” in bici che avrebbe unito i due parchi della nostra Provincia, quello della vena del Gesso e quello del Delta del Po; che avrebbe collegato la collina con la valle e il mare. Una classica della quale sarebbero stati contenti gli antesignani del nostro cicloturismo: Alfredo Oriani da Casola Valsenio e Olindo Guerrini da Sant’Alberto, con il Senio che li unisce idealmente.

Eravamo consci delle tante difficoltà che avremmo incontrato, di tutti i tipi, ma sopra tutto di carattere organizzativo. Non pensavamo a grandi numeri. Cinquanta partecipanti sarebbe stato, secondo il nostro metro, già un buon risultato. Eravamo fiduciosi, ma sapevamo che da soli non potevamo farcela. Dovevamo partire dal fare i conti con l’assurdità di un cartello della regione Emilia Romagna che dice che sopra gli argini il passaggio ai “non addetti” è vietato. Quindi ai permessi, all’assicurazione, all’erba da tagliare, alle iscrizioni. Poi la logistica, il ritorno alla base di partenza.

Armati di buon coraggio abbiamo tessuto la rete. Ci siamo rivolti, come siamo stati capaci, al mondo del ciclismo, agli strumenti della promozione turistica, ai comuni. A tutti abbiamo chiesto collaborazione che si traducesse in impegni concreti. Abbiamo raccolto consensi e alcune concrete collaborazioni professionali. Abbiamo trovato soluzioni per quanto riguardava la logistica delle due giornate, compreso i luoghi da visitare. Ma qualcosa è mancato.

E’ mancato, a nostro giudizio, l’entusiasmo di molti, la necessaria collaborazione di alcuni e la mancanza di interesse da parte del mondo del cicloturismo (quello a me più vicino), che ritenevo essenziale. Più in generale è mancato il quadro di garanzie necessarie per un evento di quella prospettiva.

Gli unici che hanno risposto in modo adeguato sono stati il presidente dell’Unione dei comuni della Bassa Romagna – Luca Piovaccari – e l’assessore delegato dell’Unione dei comuni della Romagna Faentina – Daniele Meluzzi – i quali si erano seriamente impegnati allo sfalcio dell’erba nella sommità degli argini che si dovevano percorrere. A queste persone e a ciò che rappresentano, chiedo scusa per avergli inutilmente rubato del tempo che avrebbero potuto dedicare ad altro.

A noi piacerebbe riprovarci, casomai in autunno. Dipende essenzialmente da altri. Se si crea la condizione, gli Amici del Senio ci saranno.

 

 

 

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