Ci siamo ancora
Acque e Miracoli a Tebano si consolida, ma non senza difficoltà che devono farci riflettere.
Quello che conforta è che questo evento, viene oramai individuato come acquisito dal contesto che lo ospita. Qui, un’area economica di pregio, incontra lo studio e la ricerca e, insieme, incontrano un ambiente e un paesaggio inimitabili. Forse fra i più belli d’Italia.
Manca, ma questo è problema di altri, un progetto di valorizzazione di largo e lungo respiro. Un progetto di vallata, che unisca montagna e collina al mare. Si spera che la scintilla possa essere rappresentata dall’Unesco, quando e se riuscirà a tutelare la vena dei Gessi romagnoli. Ma anche l’area naturalistica che dovrebbe nascere con le casse di espansione del Senio previste dalla programmazione.
Dopo il sogno la realtà. Quest’anno abbiamo proposto iniziative per 4 giornate e sono tutte riuscite, seppure in modo difforme, causa anche una condizione atmosferica problematica.
Dal punto di vista organizzativo, abbiamo colto difficoltà rispetto alla ricerca di una cambio generazionale che oramai è nelle cose. Mi riferisco ai volontari che tanto ci aiutano, ma il cui numero tende a diminuire. Credo sia un problema di gran parte del mondo associativo; preoccupa il fatto che non se ne parli.
Rifletteremo con maggiore cura sul programma di un evento di questo tipo. Occorrono idee nuove, maggiormente in sintonia con l’oggi. Abbiamo notato un affievolimento della romagnolità. Sia in cucina che nella proposta culturale. Forse dovremo aprirci ai “popoli”.
Confido che qualcuno ci aiuti a capire. Anche il fatto che troppi tebanesi ci snobbano e che non riusciamo a sfondare nemmeno verso i castellani.
Fra chiari e scuri siamo arrivati in fondo. Non abbiamo potuto presentare per la pioggia promessa i Cumbia Poder, ma lo faremo con un prossimo evento che stiamo programmando.
La volontà che colgo è quella di continuare questa esperienza, pur fra tante difficoltà che vorremmo circoscrivere. Ci sono buoni segnali anche da parte di giovani ai quali diciamo grazie e ai quali chiediamo di aiutarci a cambiare.
Grazie al comune di Faenza e a Faventia Sales che ci ospitano, alle Aziende del Polo, alla BCC della Romagna Occidentale, al Consorzio di Bonifica che ci aiutano. E grazie a tutti i volontari che anche quest’anno ci hanno dato una mano.
E domani sarà un altro giorno.


















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