Completare il Pai, monografia del Senio

Torniamo al Pai. “Un piano necessario, ma da completare” dice la Provincia. “Un primo passo importante verso una nuova strategia di difesa del suolo” aggiunge, “che consente di avviare la progettazione di opere fondamentali per la sicurezza, a partire dalle vasche di laminazione”. Poi viene giustamente chiesta una gestione partecipata.

Una impostazione, quella della Provincia, corretta e rispettosa dei diversi ruoli. La parola chiave pare essere “completare” quel lavoro. In questa logica la nostra esperienza, corroborata da un incontro con gli associati e simpatizzanti dell’8 aprile scorso, ci indica alcuni suggerimenti che metteremo a punto.

Quali sono gli argomenti che possono implementare la pianificazione avanzata? Li citiamo per titoli, nel corso delle prossime settimane li svilupperemo e alla fine li invieremo ai tecnici predisposti a valutarli.

1 – Proporremo un capitolo dedicato alla cura della montagna per governarne gli effetti che oggi riverbera sui fiumi. Elemento cardine un processo di riforestazione e di attività che non alterino in modo significativo la morfologia del suolo.

2 – Il Pai prevede decine di nuove opere per ogni fiume. E’ necessario indichi anche i criteri per individuare le priorità.

3 – Si parla di un Programma generale di gestione della vegetazione ripariale. Occorre chiarire che si tratta di un tema centrale del capitolo della manutenzione a livello di bacino e che quindi non può escludere, come ora accade, rilievi arginali considerati fondamentali come quello fra Ponte del Castello e Tebano.

4 – Proporremo maggiori esplicitazioni sul tema delle delocalizzazioni allo scopo di ampliarne la visione e la portata.

5 – Circa le aree di esondazione controllata, che riteniamo centrali nel processo di mitigazione dei rischi riferiti ad eventi oltre che eccezionali, indicheremo che in premessa siano posti i temi di una adeguata legge sulle servitù di allagamento e dell’adeguamento della rete di deflusso secondaria, già oggi insufficiente.

6 – Proporremo l’esplicitazione di un concetto visionario che porti a dire che le nuove opere per dare spazio all’acqua e ai fiumi vanno combinate con l’obbiettivo di paesaggi resilienti visti nell’ottica della tutela della biodiversità e della sostenibilità, quindi di un nuovo modello di sviluppo per quelle aree.

7 – Chiederemo di approfondire l’ipotesi avanzata di opere aggiuntive nel tratto più a valle del Senio. Il riferimento è ad una nuova cassa di espansione o area di laminazione e ad una valutazione approfondita circa la possibilità di divaricazione degli argini dopo Alfonsine, fino alla foce.    

1 commento
  1. Angelo Minguzzi
    Angelo Minguzzi dice:

    1per gli interventi da fare in montagna occorre coinvolgere contemporaneamente i Professionisti Geologi e i Professionisti Agronomi Forestali.
    2 le priorità, certamente, ma tra interventi che siano VALIDI. Se non sono validi non c’è prima o dopo che tenga
    3 ok
    4 il discorso delle de localizzazione è strettamente legato alla localizzazione delle CASSE DI ESPANSIONE.
    5 NON si devono fare le esondazioni controllate. Il POSTO PER L’ACQUA deve essere risolto in maniera definitiva, con le CASSE DI ESPANSIONE
    6 Lasciate stare il discorso della biodiversità e amenità varie. È già tanto se si trova il POSTO PER L’ACQUA
    7 Ogni ipotesi di localizzazione delle CASSE DI ESPANSIONE va studiata da CHI CAPISCE e DOVE SI PUÒ.

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