StampaA giorni si riunirà il tavolo provinciale – coordinato dal Prefetto – per la gestione della sicurezza del Senio. L’Associazione Amici del fiume Senio, che mette al primo posto della sua iniziativa il tema della sicurezza, si augura possano essere chiarite diverse problematiche.

Il signor Prefetto, i Sindaci e il Servizio di Bacino del Reno conoscono il nostro contributo di idee, sostenuto da una petizione che al momento ha raccolto 700 firme fra i partecipanti alle varie iniziative promosse.

Il nostro desiderio è quello di rimarcare alcuni convincimenti che offriamo alla discussione.

Pensiamo che la manutenzione debba tornare a fare parte della normale gestione del fiume. Debba quindi essere ricondotta ad una normale periodicità. Governo e Regione debbono mettere le risorse necessarie. Ai comuni potrebbe spettare il compito di promuovere e coordinare la partecipazione delle istanze private ed associative alla gestione sussidiaria degli interventi e alla promozione della valorizzazione del fiume stesso.

La manutenzione è utile sia vista e programmata nell’ottica del Bacino fluviale e che sia rispettosa dei caratteri di complessità che ogni fiume riveste (sicurezza, ambiente, paesaggio).

Tenuto conto della difficoltà di promuovere interventi di fondo nella stagione invernale, pensiamo si dovrebbe almeno decidere di prelevare da subito dal letto del fiume – dalla collina al Reno – gli alberi secchi e le ramaglie che, essendovi depositati in grandissima quantità, ostruiranno il normale decorso dell’acqua in caso di piene, con i gravi pericoli che si possono immaginare.

Da tempo viene comunemente riconosciuto che elemento centrale per la sicurezza delle popolazioni a valle, sia l’entrata in funzione delle casse di laminazione di Cuffiano – Faenza. Recentemente ci pare sia stato ribadito come questo intervento sia entrato nelle priorità (20 in totale) della Regione, sia stato finanziato e che i lavori partiranno entro il corrente anno. Alla luce di voci discordi raccolte in diverse occasioni, ci permettiamo di chiedere che su questo tema, decisivo e delicato, sia fatta definitiva chiarezza.

Crediamo sia anche opportuno conoscere se si collegherà da subito la cassa di espansione già pronta – come è fortemente auspicabile – o e si riterrà di dovere aspettare che anche la seconda sia conclusa. Ben sapendo che in tale evenienza la conclusione dei lavori avverrà solo fra molti anni. In ogni caso sosteniamo che nell’ambito dell’investimento complessivo sia recepita l’opzione di recupero ambientale dell’intera area interessata, così come previsto dal progetto dell’opera depositato agli atti.

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Sentitevi liberi di contribuire!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *