Riguardo le iniziative proposte sul tema degli alberi Il 21 e 22 novembre, piantiamo alberi, ho ricevuto questa bella lettera.

“Caro Domenico, buonasera!
Seguo ormai da tempo le attività dell’Associazione con grande piacere, spero per questo che vorrà apprezzare il mio contributo per raddrizzare un po’ il tiro della sua comunicazione sulla Festa degli Alberi prossima ventura.
Riconosco il suo invito ad usare la fantasia, uscire e darsi da fare come frutto di grande entusiasmo e passione, ma è un invito quanto meno incauto.
Affidare alla libera iniziativa di ciascuno la scelta del tipo di pianta e del luogo, potrebbe portare a problemi abbastanza seri: se non si ha competenza delle caratteristiche della pianta che si sceglie, delle sue interazioni con l’ambiente circostante e con il terreno su cui la si pianta, si rischia nella migliore delle ipotesi di condannare una pianta a morte, nella peggiore di andare a modificare un ecosistema.
Le faccio un esempio molto concreto: la robinia (da noi comunemente conosciuta come acacia) è una pianta alloctona, piantata ormai molto tempo fa senza tenere in considerazione il suo carattere infestante. I risultati sono sotto gli occhi di tutti, ha trovato condizioni favorevoli ed ha proliferato, soppiantando e a volte anche condannando altri tipi di piante locali.
Non mi intendo molto dell’aspetto burocratico, ma dubito infine che si possano liberamente piantare alberi su terreno pubblico, l’altro invito è appunto di informarsi con attenzione su questo aspetto.
Non sarebbe una cattiva idea se l’iniziativa bellissima che sta cercando di mettere in piedi non fosse lasciata all’improvvisazione del singolo, ma coordinata da qualcuno che sia esperto di botanica e possa guidarci ad evitare gli errori di cui le dicevo sopra.
Spero di esserLe stata utile per approfondire l’argomento, nel frattempo le auguro buona serata e ricambio l’augurio di buona salute.”
(lettera firmata)

Intanto, grazie. La lettera pone almeno tre problemi ai quali cerco di rispondere.
Quali alberi piantare? Domanda fondamentale. Ho chiesto lumi ad un esperto del Servizio Giardini del comune di Faenza – struttura all’avanguardia per la gestione del verde – che mi ha risposto. Queste le piante che ci suggerisce di allocare, come adatte al nostro territorio.
Acero campestre
Cerro
Leccio
Maggiociondolo
Pallon di maggio
Frassino angustifolia
Carpino nero
Crespino
Farnia
Frassino orniello
Gelso bianco
Ginestra di spagna
Melo selvatico
Nocciolo
Pero selvatico
Roverella


Per piantare alberi occorre il permesso. Certo. Occorre il permesso sia che si proponga di operare sul terreno pubblico che su quello privato. Le regole sono dettate dagli uffici urbanistici dei comuni e dal Codice Civile. Sono semplici e di facile accesso.

Occorre una guida. Siamo convinti che sia fondamentale la guida di un esperto di botanica che, a mio parere, dovrebbe essere messo a disposizione dall’Unione dei comuni. Una guida che ci insegni che l’albero è un corpo vivente che va allocato, fatto crescere e trattato nel modo dovuto.

Ricordo che la nostra Regione ha deciso di promuovere in cinque anni la messa a dimora di 4,5 milioni di piante. Una per ciascun abitante. Questo ad esempio vuole dire: 10.000 piante a Castel Bolognese (circa 2.000 all’anno); 120.000 piante a Faenza, ecc..
Per avere le piante, la Regione ha redatto una convenzione con 19 vivaisti, da Rimini a Piacenza (uno anche a Faenza – Dalmonte). La lista completa è nel sito della Regione.
A questi vivaisti Enti, Associazioni e cittadini possono rivolgersi per avere, gratuitamente, le piante da mettere a dimora.
Ultima considerazione. Il numero delle piante è talmente elevato che occorrerà pensare anche alla promozione di zone boscate, a forte intensità arborea. Per questo nella nostra zona può aiutarci il fiume Senio. Particolarmente nel tratto fra Ponte del Castello e Felisio, alla luce del progetto di un parco naturalistico di circa 30 ettari, idea promossa dall’Ente Parchi romagnoli. Torneremo presto sull’argomento.

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