L’anno appena trascorso ha visto il rallentamento del lavoro della nostra Associazione. Lo si deve principalmente agli effetti della pandemia, ma anche alla stanchezza derivata dal fatto che la sostanziale sordità dei nostri interlocutori verso ciò che da anni stiamo sostenendo, col consenso e la partecipazione di migliaia di cittadini, tende ad inibire la voglia di agire da parte di molti di noi.

Nei prossimi mesi ci saranno quindi delle novità. Cercheremo di rimotivare e allargare il gruppo dirigente nel tentativo di recuperare nuovi stimoli per nuove iniziative che portino alla valorizzazione del nostro storico fiume che, purtroppo sempre più spesso, anche da parte di alcuni amministratori della valle viene definito torrente.

Il punto è che quando un’associazione di cittadini che rappresenta interessi comuni a tante persone nell’ottica del bene comune, non viene realmente ascoltata – salvo qualche concreta eccezione – quando non messa alla berlina, si ottiene uno scadimento della civile convivenza e si aprono spazi alla rassegnazione e/o alle opzioni estremizzanti.

I nostri obbiettivi restano quelli di sempre:

  • riportare i cittadini a vivere il proprio fiume;
  • una adeguata e costante manutenzione per la sicurezza, rispettando natura e ambiente;
  • la valorizzazione e il ricordo della storia del Senio;
  • la ciclo via del Senio per unire la collina alla valle e al mare;
  • un fiume teatro di cultura innovativa.

L’augurio che rivolgo a tutti è quello di riuscire insieme a trovare le giuste motivazioni per essere ascoltati. E che i nostri interlocutori offrano quello che per noi è un dovere: la loro disponibilità concreta.

 

6 commenti
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    gianni dice:

    contribuire a rendere fruibile il bello che la natura ci mette a disposizione aiuta tutti a risollevarci dalle nostre paure (per tanti motivi giustificate) ma se ci impediscono di ringraziare per il tanto bene che ci circonda,pian piano ci chiudiamo in noi stessi,con risvolti molto negativi.Vivere è una battaglia per la condivisione (vivere da soli è un carcerarsi) che si vince assieme e chi ci amministra tutti dovrebbe tenerne conto …auguri !!!

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    SILVIA CASADIO dice:

    MAI COME OGGI, CRESCE L’IMPORTANZA DEL VALORIZZARE IL NOSTRO TERRITORIO, ABBIAMO DEI POSTI MERAVIGLIOSI A POCHI PASSI DA NOI, E’ IMPORTANTE SCOPRIRLI E CONOSCERE LA LORO STORIA..

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    Luciano Cavassa dice:

    Mi occupo di ricerca sulla fauna del territorio; volevo sottolineare come sia deleterio per la biodiversità continuare a sfalciare, fino al suolo e decespugliare totalmente gli argini dei fiumi, pratica incrementata in modo esponenziale negli ultimi 10 anni. Così vengono distrutte per sempre le specie di lepidotteri, la maggior parte si nutrono di erbe spontanee, alcuni sono presenti come immagine un solo mese all’anno, come la bellissima e rara “Zerynthia polyxena”, specie protetta, ricordiamo il Macaone, il Podalirio ecc. Quasi tutte le farfalle compiono il loro ciclo vitale, biologico, su erbe spontanee, molte delle quali non utilizzate dell’uomo, vegetano lungo gli argini dei fiumi senza disturbare nessuno: Le farfalle lasciano sulle erbe o al suolo le uova, poi larve e crisalidi. Scomparendo le farfalle, gli insetti, e l’ambiente, scompaiono tutte le specie di passeriformi che si nutrono di essi e nidificano sia sulle erbe dei pendii arginali, come il Saltimpalo, il Beccamoschino; sui cespugli come l’Usignolo, le Averle, dentro alla canna nel letto del fiume, anch’essa totalmente tagliata, qui nidificano la Cannaiola, il Cannareccione, il Forapaglie, il Tarabusino, e tanti altri. Potrei continuare a lungo su questo argomento, per il quale non riesco a capire come l’uomo e le Amministrazioni siano così digiune di informazioni ambientali, questioni che se trascurate si ritorcono contro la stessa umanità. Luciano Cavassa

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    • Domenico Sportelli
      Domenico Sportelli dice:

      Grazie per il suo contributo che, speriamo, faccia riflettere chi di dovere. Come Amici del Senio, abbiamo sempre ribadito che non è in discussione la funzione di sicurezza del fiume e come la manutenzione sia oltremodo necessaria. Il punto è saperla combinare con la funzione di corridoio e presidio ecologico che ogni fiume reca in se. Questo tanto più in una fase che ci chiama a vivere maggiormente il territorio diffuso. Le dico anche che ci ricorderemo della sua professionalità e che la inviteremo a prendere parte ad una delle nostre camminate sul fiume per potere approfondire sul campo le tematiche da lei espresse. Domenico Sportelli

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