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Il piacere dello stare insieme, semplicemente

Attività

Siamo partiti davanti al bar Senio di Cotignola. Un bar storico, decaduto col passar del tempo, rispetto la funzione sociale e politica che ebbe negli anni sessanta e settanta. Sono diversi i bar Senio da Palazzuolo ad Alfonsine. Così come le Trattorie, i Cinema, le Attività economiche che si fregiano del nome del nostro fiume. A testimonianza dell’identità con cui, con il suo secolare incedere, ha caratterizzato il territorio.

Eravamo oltre cinquanta persone, a testimonianza dell’interesse che riscuotono le nostre iniziative, condite da diversi ingredienti. Cerchiamo sinergie, stavolta erano con noi Primola di Cotignola e i volontari del Museo Diffuso Granarolo. Guardiamo la natura, facciamo parlare il territorio, cerchiamo di promuovere contenuti, con iniziative mai fini a loro stesse, ma orientate ai valori del buon vivere e del bene comune.

Siamo saliti sull’argine del Senio e visto con piacere che era ber rasato. Abbiamo attraversato il ponte della ferrovia, facendo notare come questo impedisca il regolare deflusso dell’acqua e che quindi, al pari di quelli maggiormente citati, vada ricostruito. Poi abbiamo incontrato Domenico che ci ha condotto nel suo regno di piante e di fiori al quale dedica lavoro e passione da sempre.

Lungo via Bambozza, siamo arrivati alla via Granarolo – pericolosa da attraversare. Lì abbiamo incontrato il canale Naviglio e la sua complessità fatta di antico e di moderno. Un lungo tratto tombinato in nome della “modernità”, alberi secolari, la nascente ciclovia, il caos gentile dell’accrocchio determinato dall’incrocio col Cer, col canale Fosso Vecchio (credo), con la strada che porta alla centralina a biomassa e con la Ferrovia, oramai dismessa.

Poi il vecchio Macello, fino a poco tempo fa canile, ora, grazie al volontariato, centro culturale polivalente, legato all’idea di Museo Diffuso alla quale i granarolesi stanno lavorando con dedizione e buoni risultati. Al Macello ci ha presi in consegna Simona Sangiorgi, brava local, assessora alla cultura del comune di Faenza. Con lei e col suo spirito vivace e caratteristico delle genti di questo borgo che mai ha voluto piegarsi ai padroni di turno, abbiamo visitato gli scorci più belli di Granarolo. Sono ricorsi i nomi della Maddalena Venturi, dipintrice dei famosi plaustri (i vecchi carri di campagna con le caratteristiche “castellate” opere dei costruttori di un tempo che non cito per non fare torto a chi potrei dimenticare. Poi i bellissimi Murales che invito tutti a visitare con calma.

Infine, siccome tutti i salmi finiscono in gloria ci siamo trovati a tavola davanti ad un tris di spaghetti all’uovo, fatti in casa, secondo la migliore tradizione romagnola. E qui è continuato l’allegro dialogo fra le tante persone presenti, a dimostrazione del piacere e del valore della convivialità così caratteristica a noi romagnoli.

Questo percorso, se i Comuni lo vorranno e batteranno un colpo, potrà fare parte della Guida dei percorsi del Senio che abbiamo in animo di editare.

Prima delle foto, desideriamo ringraziare chi ha collaborato e chi è stato semplicemente parte in causa di questo bell’evento. Grazie al Comune di Faenza che ci ha concesso il Patrocinio (avremmo voluto chiedere anche al comune di Cotignola, ma ho incocciato in procedure troppo complesse per le mie conoscenze). Ricordo l’apporto fondamentale di Primola Cotignola e del Museo Diffuso Granarolo. Poi il ruolo avuto da parte dell’Irola del Circolo Anspi per gli spaghetti, il Quartiere di Granarolo per la location fornita, Simona Sangiorgi per averci guidati e illustrato. Grazie infine a tuttte le persone che col loro lavoro volontario hanno costruito e gestito l’evento.

Adesso alcune foto, non prima di avervi raccontato questa storia. Ho sempre creduto che la foto fosse l’essenza della verità; le ho sempre pubblicate dicendo che “avrebbero parlato” più di un fiume di parole. Poi alcune settimane fa mi capita di ascoltare un fotografo vero, incontrato nell’ambiente delle Balle di paglia, affermare che non c’è nulla di più bugiardo di una fotografia. Mi è crollato il mondo addosso. Speriamo di avere presto ad una delle nostre iniziative questa persona con la quale ho certamente “dei conti da fare”.

11 Novembre 2025/0 Commenti/da Domenico Sportelli
Tags: camminata, CotiGrana, Granarolo, Museo diffuso
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