Fiume Senio, il Pai in parole semplici. Gli interventi previsti.

Alcune informazioni in premessa. Il Pai Po è il Piano Assetto Idrogeologico del Po. Quello di cui stiamo discutendo è una Variante al Pai Po in essere che accoglie e accomuna al piano base tutti i fiumi da Bologna a Rimini. Quelli interessati alle alluvioni post maggio 2023. Il Pai Po, e adesso la variante, sono prodotti dello studio dell’Autorità distrettuale di bacino del Po (una delle sette nazionali) istituita dal Ministero dell’Ambiente. Si tratta quindi di uno strumento operativo del Governo. 

Inizialmente il Governo per riprogettare l futuro dei nostri fiumi aveva escogitato i Piani Speciali, affidati alla gestione del commissario Figliuolo. Dopo un lungo periodo di attesa l’idea dei Piani speciali è stata cassata e il compito è stato affidato all’Autorità distrettuale del Po. I tecnici (del Ministero) hanno lavorato e prodotto le linee guida della variante che riguardano i nostri fiumi.

Il 30 dicembre il piano è stato assunto dal Governo, che ha stabilito tre mesi di tempo per fare si che fosse conosciuto e discusso, prima della sua definitiva approvazione con DPCM (Decreto per Presidente del Consiglio dei Ministri). Giunti quasi alla scadenza del termine, senza che ci sia stata una adeguata campagna di informazione e di partecipazione, ha prevalso il clima di protesta innescato da alcuni portatori di interesse e il termine di fine discussione è stato prorogato di altri due mesi. 

Quello che ci proponiamo come Associazione, che da oltre un decennio parla di manutenzione e sicurezza del fiume, è di fare conoscere il lavoro dei tecnici incaricati di studiare e di indicare la misure da adottare, fiume per fiume, per diminuire il rischio dovuto dagli effetti nefasti del surriscaldamento del pianeta.

Di seguito pubblichiamo una sintesi della Monografia del Senio compresa nella variante del Pai, commentata dal geologo Paride Antolini, già presidente dell’Ordine regionale professionale. L’illustrazione parte dalla Vena dei Gessi e arriva fino a Cotignola, il tratto fluviale su cui si è concentrata l’attenzione degli studiosi. Il virgolettato è opera integrale dei tecnici del Pai.  

Intervento 1. Isola, frazione del comune di Riolo Terme. Contenimento dei livelli idrici a difesa dell’abitato.

(Antolini) A difesa dell’Abitato di Isola è programmata, nella zona indicata con pallini rossi, un’opera di difesa. Il tipo di opera, muro o argine, sarà deciso nella fase di progetto; sempre in fase di progetto l’opera può essere oggetto di variazioni. Allego un estratto della tavola delle Fascie allagabili del Senio con legenda, dove si spiega che la fascia A è l’area più vicina al fiume, racchiusa dal tratteggio, soggetta alle piene “ordinarie”, mentre la fascia di esondazione B, racchiusa fra le linee continue, rappresenta l’area potenzialmente occupabile dal fiume durante le piene importanti.

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Intervento 2, 3, 4. Comune Riolo Terme. Interessate sponda sinistra e sponda destra. Contenimento dei livelli idrici verso l’abitato.

(Antolini) Con i pallini rossi viene indicata la costruzione di un muro o un argine, in materiale e dimensioni da stabilire in fase di progettazione a difesa delle abitazioni potenzialmente allagabili all’interno dell’area velata con tratteggio obliquo rosso (area a maggior densità di abitazioni). Vi è da dire che nel contorno, all’interno della Fascia A e della Fascia B (ricordo che la fascia A è l’area che il fiume occupa nelle piene ordinarie mentre la fascia B viene potenzialmente interessata durante le piene importanti), ci sono altre case che a seconda della quota altimetrica vengono più o meno interessate dalle tipologie di piena, per i casi più gravi e acclamati occorre verificare col proprio tecnico la possibilità di delocalizzare attivando da subito le apposite ordinanze del Commissario Straordinario di Governo; per tutti i casi non rientranti, si presume, che in futuro sarà compito della Regione stabilire criteri per procedere o meno alla delocalizzazione.

Allego immagine dell’area.

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Intervento 5. Comune di Riolo Terme. Interessata la sponda destra. Nuova cassa di laminazione.

“A monte della confluenza del torrente Sintria, in destra, è prevista la realizzazione di una cassa di laminazione fuori linea, priva di opere di regolazione in alveo e attuata senza ribassamenti del piano golenale. Il volume utile è stimato in 1.300.000 m³;”

(Antolini) Si intende cassa di laminazione fuori linea (o in derivazione) quando non interrompe direttamente il corso del fiume, ma si trova accanto ad esso. Il fiume e la cassa saranno separati da un argine con una soglia di sfioro più bassa; finché il livello dell’acqua è normale, la cassa resta vuota; quando arriva la piena e l’acqua supera una certa altezza, inizia a “traboccare” lateralmente dentro la cassa; la cassa trattiene il volume d’acqua in eccesso, abbassando il picco di piena a valle; una volta passata l’emergenza, l’acqua viene fatta defluire lentamente nel fiume tramite una uscita di fondo. Non è prevista un’opera di regolazione trasversale al Senio (l’alveo sarà libero). Non sono previsti ribassamenti dei piani golenali, nel senso che il terrazzo alluvionale attualmente coltivato rimarrà alla quota attuale.

In figura la cassa è quella delimitata sul lato della collina da pallini rossi.

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(NdR) Continua l’esposizione da parte di Paride Antolini degli interventi contenuti nelle linee guida del Pai Po per il fiume Senio. Siamo nella zona delle casse di laminazione (espansione) di Cuffiano – Brisighella – Faenza. Da decenni sono strategiche, ma ancora incomplete. Mancano le opere di collegamento col fiume, già previste diversi anni fa, per poterle sfruttare per tutta la loro portata. Notate come l’opera di difesa a dx (pallini rossi) eviti il contatto della furia dell’acqua con il rilievo della ex discarica dei rifiuti del comprensorio faentino.

Intervento 6. Comuni interessati: Riolo/Brisighella/Faenza. Località Cuffiano. Sponde del Senio interessate: destra e sinistra.

“A valle di Riolo tra Cuffiano e Tebano sono presenti le vasche di laminazione non ancora ultimate. A seguito dell’evento alluvionale del maggio 2023 numerosi sono stati gli interventi di ripristino e di adeguamento dei rilevati arginali delle casse e delle opere di sfioro di entrata e scarico. 

In particolare, dall’abitato di Isola, nel comune di Riolo Terme, lungo entrambe le sponde iniziano, a difesa degli allagamenti dei piani golenali, una serie di rilevati arginali non classificati e discontinui fino ad arrivare alle vasche di laminazione di Cuffiano e Tebano. L’evento del 16 maggio ha determinato, in tutto il tratto Casola – Tebano, il pieno coinvolgimento dell’ambito fluviale confinato morfologicamente dai versanti, con ampie esondazioni che hanno interessato anche le aree più depresse del centro di Riolo Terme.”

“A valle della confluenza del torrente Sintria, è strategico il completamento delle casse di laminazione in località Cuffiano, opere fuori linea, attuate con scavi e arginature, connesse a un sistema di regolazione dei deflussi in alveo. Il volume utile complessivo di tali opere è dell’ordine di 3.500.000 m³. Il sistema di opere dovrà essere dimensionato per garantire a valle una portata al colmo dell’ordine di 200 m³/s al transito dell’evento di riferimento.”

(Antolini) A differenza della cassa in progetto a monte della confluenza con il Sintria, queste di Cuffiano, come ormai noto, sono state progettate con un sistema di regolazione del deflusso in alveo, opera ancora da costruire.

“L’effetto delle casse in località Cuffiano nella configurazione attuale, post sistemazioni conseguenti eventi 2023 e 2024, è rappresentata nell’immagine seguente (figura 17 e 18) per l’evento T50 di durata 9 e 18 ore. È palese come i volumi di eventi con durate di pioggia comprese tra 18 e 24 ore, critiche per il tratto a valle, confluenza con Sintria, siano tali da rendere inefficaci le opere esistenti: il colmo di piena transita sostanzialmente inalterato.”

(Antolini) In sostanza, le casse di laminazione, rappresentano un intervento strategico per eventi importanti (T50) ma non possono fare miracoli se le piogge si prolungano nel tempo. Una cassa di espansione non è un “pozzo senza fondo”, ma un’opera ingegneristica tarata su calcoli statistici precisi. In gergo tecnico, si dice che sono progettate in base a un determinato Tempo di Ritorno (T).

La linea con pallini indica un’opera di arginatura che dovrà essere costruita in sinistra e destra del Senio (limite di progetto tra la fascia B e la fascia C).

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(NdR) Siamo nella zona di Castel Bolognese, città storica “cassa di espansione” del Senio che con le misure previste dal Pai si tenta di difendere.

Intervento 7. PRIMA PARTE. Comuni interessati: Castel Bolognese. Località a valle delle Casse di Cuffiano. Sponde del Senio interessate: sinistra, contenimento dei livelli idrici. Analisi.

“Tra il ponte di Tebano (confluenza rio Torretto) e il ponte della SS9 via Emilia (località Ponte del Castello), circa 10 km, i rilevati in sinistra, sempre in fregio all’alveo attivo, sono via via più rilevanti in sagoma e quota e svolgono funzione arginale strategica, all’oggi, per la difesa dell’abitato di Castel Bolognese. Tali opere sono classificate come arginature su sedime demaniali solo in brevi tratti discontinui, in particolare presso località Fornaciotto e Biancanigo.”

“L’alveo del Senio, a valle delle casse tra Cuffiano e Tebano, presenta ancora un andamento meandriforme, fino a raggiungere l’abitato di Castel Bolognese (RA) dove a monte dell’abitato, durante l’evento alluvionale del 2 maggio 2023, si sono riscontrati gli allagamenti più significativi: una rotta arginale in località Fornaciotto, che ha determinato il coinvolgimento della frazione e di diverse abitazioni sparse fino a interessare la periferia sud-est del capoluogo e allagamenti in località Biancanigo.”

“L’evento del 16 maggio 2023 tra Tebano e il ponte della via Emilia ha causato una serie di rotte in sinistra (le più rilevanti localizzate a monte della presa del canale dei Mulini, presso diga Steccaia, a Biancanigo presso via Boccaccio e in via Burano alla periferia sud di Castel Bolognese) hanno determinato esondazioni con allagamenti che hanno interessato l’intero abitato di Castel Bolognese, per poi proseguire verso nord nel territorio del comune di Solarolo.”

Cosa succede con un Evento T50

“Procedendo verso valle, a monte del ponte di Tebano, in corrispondenza della derivazione del canale dei Mulini e della confluenza rio del Torretto, inizia in sinistra il sistema difensivo arginale, oggi strategico per la difesa di Castel Bolognese. Nel tratto tra Tebano e Ponte del Castello, le durate di pioggia più severe sono comprese tra 18 e 24 ore. In Fig. 19 sono rappresentati i tiranti massimi per l’evento di durata di pioggia 9 ore; l’evento sollecita al massimo il sistema di ritenuta con locali sormonti tra via Burano e il ponte della SS9.

In Fig. 20 sono rappresentati i tiranti massimi per l’evento di durata di pioggia 18 ore; sormonti diffusi in sinistra caratterizzano tutto il tratto con il coinvolgimento di parte dell’abitato di Castel Bolognese verso est e di diversi insediamenti sparsi. Le esondazioni si propagano quindi poi verso nord fino a raggiungere Solarolo prima e Lugo poi, con dinamiche analoghe al secondo evento di maggio 2023. Anche ad est del rio Celle le esondazioni superano la via Emilia e raggiungono il rilevato ferroviario.”

Cosa succede con un evento T200

“Ricevuto il contributo del torrente Sintria, il Senio per l’evento T200 palesa l’inadeguatezza attuale del sistema difensivo di Castel Bolognese, con sormonti diffusi dalla derivazione del canale dei Mulini a Ponte del Castello. Gli areali coinvolti sono molto simili a quelli dell’evento 16-18 maggio 2023 (cfr. Fig. 29). Anche la propagazione dell’esondazione verso nord nord-est nei territori di Solarolo e Lugo è simile. Dal confronto tra gli idrogrammi a monte del ponte di Tebano e in ingresso al ponte della via Emilia è possibile stimare in circa 3.000.000 m³ il volume esondato.”

Nella figura 29 (T200 18 ore) il perimetro in rosso racchiude le aree allagate negli eventi del 16-18 maggio 2023, le aree in azzurro-blu sono i tiranti idrici massimi stimati.

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(NdR) Continua l’illustrazione delle linee guida del Pai. Siamo alle misure per difendere Castel Bolognese e la vallata, da precisare in fase di progettazione. Fra le misure indicate dal Pai l’arretramento in alcuni tratti, il rafforzamento e la classificazione dell’attuale argine di sx. In dx e’ prevista un’opera di contenimento a protezione della zona di Pieve Ponte. 

Intervento 7. SECONDA PARTE. Le proposte.

Comuni interessati: Castel Bolognese. Località: a valle delle Casse di Cuffiano. Sponde del Senio interessate: sinistra, contenimento dei livelli idrici.

“Tratto tra ponte Tebano (confluenza rio Torretto) e Ponte del Castello Tra Tebano e Ponte del Castello. In sinistra, il contenimento dei livelli idrici a difesa dell’abitato di Castel Bolognese è attuato grazie ad un nuovo sistema arginale, arretrato rispetto all’esistente e posto in prossimità dell’abitato, che si sviluppa, a partire da via Ghinotta, lungo i limiti dell’edificato per poi piegare verso est, pressoché parallelo alla via Emilia, fino a Ponte del Castello. 

Sempre in sinistra: − tra confluenza rio Torretto e il ponte di Tebano l’arginatura manterrà tracciato e quote delle opere esistenti; Monografia_Senio.docx 36 − tra il ponte di Tebano e località la Bucaccia il sistema golenale ripercorre il tracciato dei rilevati esistenti solo parzialmente, in corrispondenza degli edificati posti a ridosso del corso d’acqua (Fornaciotto e Biancanigo); nei restanti tratti si sviluppa arretrato garantendo in questo modo il coinvolgimento di rilevanti aree golenali al transito di eventi anche frequenti. Le quote di sommità dell’arginatura possono essere confermate rispetto al sistema di difesa attuale; − tra località la Bucaccia e Santa Maria della Pace, l’argine golenale mantiene il tracciato delle opere esistenti fino a chiudersi sul maestro in corrispondenza dell’area cimiteriale. Procedendo verso valle i rilevati esistenti dovranno essere dismessi;”

“L’argine golenale, nel tratto terminale tra la Bucaccia e Ponte del Castello, tanto in destra quanto in sinistra dovrà essere predisposto affinché, al transito dell’evento di riferimento, quota parte del volume di piena possa localmente tracimare senza indurre il crollo del rilevato. Il sistema andrà studiato in termini altimetrici affinché sia in grado di limitare la portata al colmo in ingresso al tratto arginato di pianura a 210 m³/s e, contestualmente, di minimizzare le esondazioni per eventi frequenti. Il tracciato planimetrico dell’arginatura golenale è rappresentato dal limite della fascia A. Si osservi che laddove il sistema arginale descritto manterrà tratti di rilevati esistenti, dovrà essere garantita l’adeguatezza strutturale di tali opere”.

(Antolini) In sostanza l’argine golenale, quello attualmente non classificato e ritenuto dei privati, passerà sotto la gestione del pubblico e quindi in gestione alla “Regione”. In parte mantiene l’attuale posizione e in parte viene arretrato (allontanato dal fiume). In figura sotto è rappresentato dal tratteggio che delimita la fascia A. L’argine dovrà garantire una adeguatezza strutturale e quindi sarà oggetto di interventi. Le quote verranno adeguate al nuovo progetto e quindi studiato nell’altimetria. In caso di eventi importanti in cui si preveda il sormonto di questa prima arginatura, il sormonto non sarà generalizzato ma previsto in determinati punti da stabilire in fase progettuale. Si tenga sempre presente che in fase progettuale modifiche più o meno parziali possono esserci.

La difesa più consistente della Città di Castel Bolognese è affidata ad una arginatura (argine maestro) indicata nella figura qui sotto con pallini rossi. Il limite posto in Via Ghinotta è indicativo e variabile in fase di progetto, come pure la tipologia della difesa, argine o altra struttura.

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(NdR) Siamo ancora nel tratto Tebano – Ponte del Castello. Parliamo della difesa dell’abitato e della vallata. Nella puntata precedente abbiamo visto come la difesa principale sia affidata all’attuale argine (arretrato, rinforzato, classificato e quindi gestito dalla Regione). Qui la pianificazione del Pai prevede un ulteriore baluardo a difesa della città i cui limiti dovranno essere definiti in fase di progettazione.

Intervento 8. Comuni interessati: Faenza. Località: Ponte del Castello. Sponde del Senio interessate: destra, contenimento dei livelli idrici.

“Il bacino del Senio si chiude a Ponte del Castello (SS9 via Emilia), presso Castel Bolognese (270 km², lunghezza asta sottesa circa 60 km)”,

“Tra il ponte di Tebano (confluenza rio Torretto) e il ponte della SS9 via Emilia (località Ponte del Castello), circa 10 km, in destra, i rilievi sono ancora prossimi all’alveo attivo e confinano l’ambito fluviale anche per eventi estremi fino a località Cascina “Braghitona di sotto”; in tale tratto sono presenti, in fregio all’alveo attivo, rilevati su sedime privato funzionali a proteggere da eventi frequenti gli areali coltivati retrostanti e due isolate cascine. Da Cascina “Braghitona di sotto” a Ponte del Castello, i rilevati in destra proseguono con a tergo alcuni insediamenti sparsi, compresi tra Senio e la confluenza del rio Celle.”

“In destra, il contenimento dei livelli idrici, a difesa della periferia occidentale di Faenza, è attuato potenziando (rialzo e ringrosso) il sistema arginale esistente lungo la sponda destra del rio Celle ed estendendolo verso monte fino alla SP66. Nel medesimo tratto viene definito un sistema arginale golenale con le seguenti caratteristiche:

  • tra Tebano e località Braghitona nuova, la fascia di deflusso di piena è vincolata dai limiti morfologici;
  • tra Braghitona nuova e Ponte del Castello il sistema golenale dovrà essere arretrato rispetto all’alveo attivo in corrispondenza dei meandri più accentuati mentre negli altri tratti si conferma l’andamento planimetrico delle opere esistenti.

L’argine golenale, nel tratto terminale tra la Bucaccia e Ponte del Castello, tanto in destra quanto in sinistra dovrà essere predisposto affinché, al transito dell’evento di riferimento, quota parte del volume di piena possa localmente tracimare senza indurre il crollo del rilevato. Il sistema andrà studiato in termini altimetrici affinché sia in grado di limitare la portata al colmo in ingresso al tratto arginato di pianura a 210 m³/s e, contestualmente, di minimizzare le esondazioni per eventi frequenti. Il tracciato planimetrico dell’arginatura golenale è rappresentato dal limite della fascia A. Si osservi che laddove il sistema arginale descritto manterrà tratti di rilevati esistenti, dovrà essere garantita l’adeguatezza strutturale di tali opere.”

(Antolini) Alcune considerazioni. Nell’estratto del PAI, qui sotto, è indicata l’arginatura con pallini rossi che serve per difendere la città di Castel Bolognese e l’eventuale tracimazione verso Faenza. Per chi sostiene che è una misura esagerata basterebbe guardare la figura 29 qui sotto allegata con anche l’evento del maggio 2023. Per chi critica il suo “effetto diga” si ricorda che il Ponte del Castello è in una situazione fortemente critica (riconosciuta nella Variante) e quindi necessita di interventi.

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(NdR) I Tecnici del Pai illustrano lo stato dell’arte. Siamo nella zona critica del Senio, immediatamente precedente alla strettoia di Cotignola.

Intervento 9. PRIMA PARTE. Comuni interessati: Castel Bolognese/Solarolo. Località: Cà Rossa. Sponde del Senio interessate: sinistra, area esondazione controllata. Stato dell’arte. 

“A partire dal ponte della SS9 il Senio si sviluppa arginato in modo continuo (argini seconda categoria) fino a confluenza Reno, circa 41 km.”

“Da Castel Bolognese è presente un sistema arginale classificato pressoché continuo, che confina il corso d’acqua nel tratto di pianura fino alla foce in Reno. Gli argini da monte verso valle aumentano la quota in sommità fino a oltre 6 m di altezza rispetto al piano campagna, con un alveo pensile rispetto alla quota della pianura ravennate. In queste condizioni risulta evidente che eventuali rotte arginali nel tratto medio terminale di pianura possono provocare potenzialmente allagamenti molto estesi. Nel tratto arginato, da Castel Bolognese a confluenza Reno, gli eventi di maggio 2023, pur sollecitando il sistema di ritenuta non hanno determinato rotte; nel secondo evento la laminazione dovuta alle esondazioni a monte della via Emilia ha permesso di evitare sormonti generalizzati nell’asta di pianura; locali sormonti e trafilature hanno comunque interessato il tratto in corrispondenza di Cotignola.”

Tratto arginato classificato di pianura

“Si osservi come due tratti si palesino maggiormente critici: nel tratto 1, in particolare tra il ponte della linea ferroviaria BO-AN e il ponte dell’autostrada A14, laddove sono riconoscibili interventi di sistemazione non recenti (nuove arginature in arretramento rispetto all’alveo attivo) la portata compatibile attuale è sensibilmente minore rispetto ai tratti a monte e a valle; tra la Chiusaccia e il ponte della linea ferroviaria Castel Bolognese – Ravenna a Lugo (tratti 3 e 4), diversi tratti presentano corde molle e quote disomogenee destra-sinistra che condizionano la capacità di deflusso complessiva.”

“La portata limite di progetto del tratto arginato del fiume Senio è pertanto definita nel modo seguente: da Ponte del Castello a La Chiusaccia: 210 m³/s; da La Chiusaccia a Reno: 180 m³/s”

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Intervento 9. SECONDA PARTE. Comuni interessati: Castel Bolognese/Solarolo. Località: Cà Rossa. Sponde del Senio interessate: sinistra, area esondazione controllata. Intervento Previsto.

“Nel tratto 1, tra gli attraversamenti della linea ferroviaria BO-AN e della autostrada A14 (in particolare tra le località La Valle e La Palazza), sia in destra che in sinistra, si prevede l’adeguamento in quota e sagoma del sistema arginale esistente, regolarizzando locali depressioni e consolidando strutturalmente le arginature; a tale intervento sarà abbinato un intervento di abbassamento dei piani golenali tra alveo attivo e arginature e la rimozione delle porzioni di rilevato dismesse che ostacolano i deflussi; il complesso degli interventi citati dovrà garantire nel tratto una portata compatibile pari a 210 m³/s. Nel medesimo tratto l’ingresso di portate superiori a quella limite di progetto sarà gestito attraverso la realizzazione, in sinistra, di un’area di esondazione controllata. L’areale massimo interessabile è limitato a sud dalla linea ferroviaria, ad ovest da via Casanola e a nord da via Rosario, per circa 320 ettari complessivi. Il tratto arginale, dove sarà prevista la tracimazione controllata, dovrà essere adeguato affinché il sormonto non determini il crollo del rilevato. Le aree da destinare ad allagamento dovranno essere opportunamente confinate, in particolare sul fronte nord-ovest, così da proteggere il territorio esterno; le massime altezze dei confinamenti non saranno superiori a 2 m e dovranno essere realizzati in modo che un eventuale sormonto non induca il crollo del presidio. Eventuali insediamenti posti all’interno dell’area stessa saranno anch’essi protetti con misure locali. All’interno dell’areale potranno essere studiati sistemi di contenimento che permettano l’interessamento dell’ambito in modo progressivo e al contempo aiutino a trattenere quota parte dei volumi esondati”.

(Antolini) IN SOSTANZA. Adeguamento degli argini sia dal punto di vista strutturale che altimetrica eliminando le eventuali depressioni (cosiddette corde molli). Abbassamento dei piani golenali all’interno delle arginature (che non va confusa con il dragaggio dei fiumi come qualcuno, purtroppo, ancora non ha capito). Rimozione di porzioni di rilevati dismessi che oltre ad occupare volume contrasta il deflusso delle acque.

Veniamo all’area di esondazione controllata che purtroppo qualcuno vuol fare passare per cassa di espansione (e non lo è) e molti non hanno capito come funziona fingendo di non capire.

Estensione dell’area 320 ettari, l’esatta dimensione verrà definita in progetto come pure i limiti e l’eventuale inclusione o esclusione di abitazioni poste al limite del perimetro.

Scelto il punto dove eventualmente il Senio tracimerà, per eventi molto rari ma pur sempre da prevedere in base alle simulazioni, il tratto dovrà essere progettato in modo tale che il sormonto non determini il crollo e neppure l’erosione del terreno a valle. Ora per “ignoranza del tema” questo punto viene spiegato come una semplice posa di massi, ma vi posso garantire che il progetto è molto più complesso.

L’area su cui andrà a defluire l’acqua del Senio dovrà essere confinata. Come lo si fa? Con arginatura alta non più di 2 metri che non dovrà essere soggetta a rottura in caso di sormonto. Le case all’interno dell’area, essendo previsto un modesto battente di acqua, potranno e dovranno essere difese da altrettanti arginelli.

La domanda e obiezione che spesso si sente è quella delle quote differenti e variabili all’interno dell’area. Ora non è che ADBPO si sia bevuto il problema, ne è cosciente in quanto tutti possono accedere a banche dati in cui sono riportate le quote altimetriche del terreno.

Vi faccio un esempio, Cà di Cassiano è 35,53 m. sul livello del mare (margine sud est dell’area), se andiamo in prossimità di Cà Rossa (lato opposto) abbiamo una quota di 33,46 metri sul livello del mare; se poi ci spostiamo sul margine opposto, Biagiola, la sua quota è 31,38 m. s.l.m., sul lato opposto case Tomba è 29,6 m. s.l.m.

Come si gestiscono questi dislivelli? I casi sono diversificati. Esce la piena dal Senio tutto sommato in forma limitata ma sufficiente per abbassare il colmo di piena (idrogramma del Senio) e la laminazione sulla superficie proposta assolve il suo compito all’interno dell’area, con un deflusso verso le parti più depresse e con una altezza dell’acqua che non supererà i 150 cm.

Poi abbiamo il caso di una piena più consistente con una maggiore tracimazione del quantitativo di acqua, ed è quindi chiaro che la situazione precedente non può risolvere il problema; cosa ci viene in aiuto? Dice il PAI: “All’interno dell’areale potranno essere studiati sistemi di contenimento che permettano l’interessamento dell’ambito in modo progressivo e al contempo aiutino a trattenere quota parte dei volumi esondati”, tradotto vuol dire che l’area di 320 ettari viene suddivisa in superfici minori e compartimentate in modo che la piena occupi via via spazi maggiori con il principio dei vasi comunicanti.

Terzo scenario di piena devastante ed epocale: in quel caso non sarebbe più un solo problema dell’area di Cà Rossa ma dell’intera pianura, ma proprio per le opere realizzate, l’area di Cà Rossa sarebbe quella con i minor danni.

Ultimo tema, come vengono allontanate le acque. Qui allego lo schema dell’idrografia gestita dal Consorzio (in figure a diversa dimensione); abbiamo due scoli, il Cà Rossa ed il Giano che dopo aver attraversato l’autostrada si immette nel Cà Rossa e proseguono verso Solarolo. Questo è un tema che deve essere risolto in fase di progetto valutando la capacità di deflusso ed eventualmente anche nuove opere, d’altra parte ogni tipo di automobile ha delle gomme adeguate in base alla cilindrata.

Questo è il punto che tratta il caso di una tracimazione dal Senio molto importante:

“Nell’area di tracimazione controllata si concretizzano livelli superiori ai confinamenti previsti, in particolare sul fronte nord e nord-ovest; anche in questo caso è necessario che le opere arginali siano progettate e realizzate per evitare il collasso in caso di sormonto. Gli effetti delle tracimazioni controllate si concretizzano in un forte abbattimento del colmo di piena verso valle che, ulteriormente laminato dalla cassa in progetto a monte della Chiusaccia, transita a Reno senza ulteriori rilevanti criticità.”

Il quadro degli interventi previsti è completato dalle seguenti opere:

  • interventi di adeguamento del sistema arginale alla portata limite di progetto in destra e sinistra tra gli attraversamenti della linea ferroviaria BO-AN e della autostrada A14 (in particolare tra le località La Valle e La Palazza);
  • interventi di adeguamento del sistema arginale alla portata limite di progetto in destra e sinistra tra la Chiusaccia e il ponte della linea ferroviaria Castel Bolognese – Ravenna a Lugo.
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Intervento 10. Comuni interessati: Cotignola. Località: C. Morini. Sponde del Senio interessate: destra, Cassa di laminazione.

“Nel tratto arginato, da Castel Bolognese a confluenza Reno, gli eventi di maggio 2023, pur sollecitando il sistema di ritenuta non hanno determinato rotte; nel secondo evento la laminazione dovuta alle esondazioni a monte della via Emilia ha permesso di evitare sormonti generalizzati nell’asta di pianura; locali sormonti e trafilature hanno comunque interessato il tratto in corrispondenza di Cotignola.”

“Il tratto terminale del Senio ha subito storicamente una continua evoluzione. È noto che il Senio prima dell’anno 1000 sfociasse nella laguna ravennate, per poi a metà del 1500 essere deviato nel Po di Primaro, e infine a fine 1600 convogliato nell’attuale corso del fiume Reno.”

“Procedendo verso valle (Fig. 24), ulteriori esondazioni (circa 500.000 m³) interessano il sistema arginale in sinistra a valle della località Chiusaccia; le esondazioni raggiungono la periferia di Cotignola con dinamiche simili all’evento settembre 2024.” Figura 24, T50 18 ore (simulazione).

Tra la Chiusaccia e il ponte della linea ferroviaria Castel Bolognese – Ravenna a Lugo (tratti 3 e 4), diversi tratti presentano corde molle e quote disomogenee destra-sinistra che condizionano la capacità di deflusso complessiva. La portata limite di progetto del tratto arginato del fiume Senio è pertanto definita nel modo seguente:

• da Ponte del Castello a La Chiusaccia: 210 m³/s;

• da La Chiusaccia a Reno: 180 m³/s.”

“Nel tratto 2, a monte della Chiusaccia, in destra in località C. Morini, è prevista la realizzazione di una cassa di laminazione fuori linea, priva di opere di regolazione in alveo, ma attuata con scavi e arginature. Il volume utile complessivo di tale opera è dell’ordine di 2.500.000 m³. L’intervento è funzionale a limitare la portata defluente verso valle a 180 m³/s”.

“Nei tratti 3 e 4, tra la Chiusaccia e il ponte della linea ferroviaria Castel Bolognese – Ravenna a Lugo, sia in destra che in sinistra si prevede l’adeguamento in quota e sagoma del sistema arginale esistente, regolarizzando locali depressioni e consolidando strutturalmente le arginature. Gli interventi saranno più rilevanti e diffusi nel tratto tra la Chiusaccia e il C.E.R., circa 2 km e garantiranno nel tratto una portata compatibile di 180 m³/s.”

“Gli effetti delle tracimazioni controllate si concretizzano in un forte abbattimento del colmo di piena verso valle che, ulteriormente laminato dalla cassa in progetto a monte della Chiusaccia, transita a Reno senza ulteriori rilevanti criticità.”

“Si osservi infine che in ingresso al tratto arginato si riscontrano portate simili tra T50 e T200 come testimoniano i seguenti idrogrammi.” Fig. 28 qui allegata a fondo pagina.

(Anolini) Ciò vuol dire che il grosso del lavoro viene svolto a monte della via Emilia. IN SOSTANZA, con la realizzazione delle opere lungo i Senio, la piena transita da Cotignola senza rilevanti criticità.

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Potrebbe essere un'immagine raffigurante mappa e il seguente testo "Procedendo verso valle (cfr Fig. 24), ulteriori esondazioni (circa 500.000 m²) interessano il sistema arginale in sinistra a valle valledella della lacalità Chiusaccia; le esondazioni aggiungono la periferia di Cotignola con dinamiche simili all' evento settembre 2024. Fig. 24 15.0-1m1 1.5 T50 18 ore -Esondazioni in sinistra località la Chiusaccia 5"
Potrebbe essere un'immagine raffigurante il seguente testo "250 Si osservi infine che in ingresso al tratto arginato si riscontrano portate simili tra T50 e T200 come testimoniano i seguenti idrogrammi. 200 150 100 50 0 12/31/202312:00 1/1/20240:00 1/1/202412:00 12:00 Fig. 28 1/2/2024 0:00 Pontc Castello Idraulico 50 1/2/202412:00 12:00 1/2/2024 1/3/20240:00 0:00 onte Castelio Idraulicc T200 Ponte Castello: idrogrammi in ingresso tratto arginato T50 1/3/202412:00 12:00 1/4/20240:00 0:00 T200 (durata pioggia 18 ore)"

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VEGETAZIONE E SEDIMENTI.

“Risulta inoltre necessario predisporre il Programma generale di gestione della vegetazione ripariale in coerenza con le disposizioni regionali di riferimento, evidenziando la necessità di coordinare le azioni di sicurezza idraulica con la tutela e valorizzazione della vegetazione ripariale, riconoscendone da un lato le funzioni ecosistemiche essenziali e dall’altro il ruolo chiave nella mitigazione del rischio idraulico.”

“Infine, occorre predisporre il Programma generale di gestione dei sedimenti quale strumento conoscitivo, gestionale e di programmazione di interventi, relativi all’assetto morfologico del corso d’acqua, mediante il quale disciplinare le attività di manutenzione degli alvei, delle opere e di gestione dei sedimenti. Il riferimento per la definizione dell’impostazione metodologica del Programma generale è la Direttiva Monografia_Senio.docx 40 sedimenti del PAI Po. Tale programma dovrà tenere in considerazione gli esiti degli approfondimenti svolti nell’ambito dell’analisi morfologica.”

SITUAZIONE PONTI.

“Gli attraversamenti di Isola (SRIN0008), Ponte del Castello (SS9-SRIN0018), linea ferroviaria BO-AN (SRIN0019), linea ferroviaria Faenza-Lavezzola (SRIN0024) e linea ferroviaria Ferrara-Rimini (SRIN0034) sono fortemente critici rispetto alle linee di assetto. Palesano criticità rilevanti anche i ponti di Cotignola (SRIN0025) e Fusignano (SRIN0030).” (Antolini) In poche parole, vanno rifatti o pesantemente ristrutturati.

(Antolini) Con questa esposizione ho cercato di inquadrare e spiegare le problematiche in maniera abbastanza semplice e comprensibile per tutti. Mi scuso per chi avrebbe preferito spiegazioni maggiormente tecniche ma preferisco una comunicazione semplice per tutti. Altri quesiti possono essere affrontati e risolti solo in fase di progettazione, prendete queste spiegazioni come un inquadramento generale.

Mi dispiace che vengano diffuse false informazioni ma ancor di più mi dispiace che quel poco di informazioni vengano fornite dal sottoscritto….ma così va il mondo. TENETE DURO!

(NdR) Termina qui l’esposizione semplificata e ragionata delle linee di indirizzo del Pai da parte del geologo Paride Antolini, che ringraziamo. Quello che tutti dovremmo sapere, quello che molti non vorrebbero sapere. Riprenderemo l’argomento l’8 aprile prossimo – al Centro Sociale di Casel Bolognese (ore 20,30) – in un incontro pubblico di Associazione, Comitato Alluvionati e invitati.   

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