Progetti Speciali, Pai e ancora rinvii. Quando entreranno in funzione le opere per mitigare i rischi?

L’incontro avuto a Parma il 26 febbraio scorso con dirigenti del Bacino del Pò per parlare del Pai è stato utile. L’intenzione manifesta era quella di capire meglio, di fare delle domande, di esprimere i nostri dubbi. Eravamo una delegazione di otto persone dell’Associazione Amici del fiume Senio, del Comitato alluvionati Castel Bolognese/Bacino del Senio, di provenienza lungo l’asta del Senio. Era con noi il geologo Paride Antolini, un tecnico che stimiamo e che ci sta aiutando a comprendere.

Nel corso dell’incontro le persone incontrate, fra le quali il Segretario Generale, hanno ripercorso con l’ausilio della cartografia tutto il bacino del Senio, proponendoci le analisi tecniche e le linee guida della pianificazione proposta. Ricordo che l’Autorità di Bacino distrettuale del Po, la struttura che ha elaborato le proposte del Pai, è un organo del Governo.

Questo metodo ci ha permesso di avanzare domande e richieste di chiarimenti che hanno trovato risposte puntuali. Ora siamo nella condizione di parlarne con maggiore cognizione di causa con i nostri associati e con tutti.

Primo conoscere. Per questo stiamo divulgando attraverso i social la lettura che del Pai fornisce un tecnico competente e che alla fine riproporremo nelle pagine di questo sito.

L’aspetto principale che qui desidero richiamare è che il Pai indica le linee guida di una pianificazione degli interventi da compiere per mitigare i rischi collegati agli eventi atmosferici fuori controllo. Dopo di che dovrà entrare in ballo la Regione – Protezione Civile e Autorità di Bacino – per dare corso alla fase progettuale delle opere. Sarà quello il livello che dovrà affinare il lavoro entrando nel merito delle questioni tecniche relative al funzionamento delle misure di piano. Volerne parlare a priori, come pare si voglia fare, non so se sia la tattica giusta.

Il Governo, assumendo il Pai, ha previsto tre mesi di tempo per raccogliere le osservazioni dei portatori di interesse locali. Il problema è che oramai giunti alla scadenza dei tre mesi, non è ancora partita su scala vasta l’opera di informazione e di coinvolgimento partecipativo dei cittadini. Si sono mossi alcuni potentati economici, portatori di interessi legittimi, ma ciò che pare essere mancata è un’azione coerente delle Istituzioni. Ed è forse questa la ragione che ha indotto i Sindaci a chiedere – ed ottenere – il rinvio di due mesi per la presentazione delle osservazioni alla pianificazione indicata nel Pai.

A questo proposito ricordo che per la pianificazione strategica volta al futuro veniamo dai Progetti Speciali di Figliuolo e che di tre mesi in tre mesi siamo ancora al palo, all’indeterminatezza quasi totale. Questa purtroppo è la realtà dei fatti che dovrebbe suggerire di abbandonare tattiche dilatorie e di assumere il coraggio delle scelte. Anche di quelle non completamente popolari.

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