Il quadro degli interventi per il Senio

Il Pai (Piano Assetto Idrogeologico) “è lo strumento conoscitivo, normativo, tecnico-operativo mediante il quale sono pianificate e programmate le azioni e le norme d’uso riguardanti l’assetto idraulico e idrogeologico del bacino idrografico al fine di garantire un livello di sicurezza adeguato rispetto ai pericoli di natura idraulica e geologica e mitigare le condizioni di rischio tutelando gli aspetti ambientali e paesaggistici ad esse connesse”.

Nel nostro caso parliamo del Pai del Po al quale si aggiungerà una variante – quella che conosciamo, tutt’ora in discussione – che riguarderà il Bacino del Reno – di cui il Senio fa parte – e gli altri fiumi romagnoli, fino al Marecchia.

Essendo il Bacino del Po quello maggiore in Italia la logica ci dice che l’organismo tecnico che lo governa sia probabilmente quanto di meglio in campo. Quindi potremmo dire, per una volta, che siamo in buone mani.

La parte che riguarda direttamente noi è la Monografia del Senio. Un elaborato che contiene lo studio della pericolosità idraulica e la definizione delle direttive tecniche per la gestione del rischio. Come tanti di voi che ci seguite avrete visto, contiene 44 pagine di scritto e tabelle. Un documento complesso, particolarmente per i neofiti, ma che conviene studiare e conoscere, perchè parla del nostro futuro.

Noi vorremmo aiutare a comprenderlo, anche per poi potere dire la nostra, visto che siamo nella fase in cui le Autorità hanno il compito di raccogliere le osservazioni dei portatori di interessi. Il percorso che abbiamo delineato prevede un incontro con l’Autorità di Bacino del Po, previsto per la prossima settimana a Parma; una successiva assemblea degli associati Amici del Senio, degli aderenti al Comitato Alluvionati Castel Bolognese/Bacino del Senio e invitati; incontri con cittadini della vallata; analisi e informazioni tramite il nostro sito; l’invio delle nostre osservazione al Governo che, in ultima analisi, dovrà porre il timbro ad un Decreto che avrà efficacia di legge.

Con questa nota, dopo avere descritto l’aspetto metodologico lungo il quale pensiamo di muoverci, richiamiamo la vostra attenzione sul quadro degli interventi previsti per il Senio.

In sintesi, sono i seguenti:

  • realizzazione di 4 casse di espansione: una prima della confluenza del Sintria (località San Giorgio) per 1.500.000 metri cubi; il completamento delle due in località Cuffiano/Tebano delle quali si parla da oltre vent’anni, per 3.500.000 metri cubi; una quarta prima della Chiusaccia di Cotignola (località C.na Morini) per 2.500.000 metri cubi;
  • realizzazione di un’area di esondazione controllata, fra Castel Bolognese e Solarolo della dimensione di 320 ettari;
  • altri interventi per il contenimento dei livelli idrici, così localizzati:
  • abitato di Isola (rafforzamento argine in sx);
  • abitato di Riolo Terme (rafforzamento argini sia in Dx che in Sx)
  • Castel Bolognese – Faenza, dal Ponte di Tebano al Ponte dell’Emilia: un nuovo argine arretrato fra Biancanigo e Ponte del Castello; lo spostamento di tratti di argine; il rafforzamento di tratti di argini – anche sul rio Celle a difesa della periferia nord-ovest di Faenza; la dismissione di arginelli esistenti; l’abbassamento di decine di ettari di golene, particolarmente nel tratto ponte Fs Adriatica – ponte Autostrada A14;
  • predisporre il programma di gestione della vegetazione ripariale coordinando la sicurezza idraulica con la tutela della vegetazione, riconoscendone le funzioni ecosistemiche essenziali e il ruolo chiave nella mitigazione del rischio idraulico;
  • predisporre il programma di gestione dei sedimenti per regolare l’attività di manutenzione degli alvei (e tanto altro).

Il quadro delle proposte è ampio. Saranno sufficienti a mitigare il rischio e a fornire relativa sicurezza? Esiste un numero sufficiente di tecnici e una cultura adeguata per fare i progetti? E le risorse finanziarie? Il Governo vorrà mettere a disposizione quelle che serviranno, in tempi accettabili?

Certamente i tempi saranno lunghi. Occorrerà una forte determinazione in chi i lavori deve farli e in noi cittadini a vigilare e a spingere, uniti, nella giusta direzione. Allora sono importanti le priorità. Da dove partiamo con le opere? Per il Senio credo sia facile decidere: occorrerà partire dal completare i lavori delle due casse di espansione di Cuffiano/Tebano, collegandole adeguatamente all’alveo con una tecnica che consenta di colmarle entrambe, e al momento opportuno.

Infine vorremmo ricordare il tema del quadro normativo di cui poco si parla. Cito un solo aspetto. Manca ancora la legge sulle servitù di allagamento. Questa è fondamentale e preliminare per affrontare il tema delle aree per le esondazione controllate.

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