Confermo che domani si va. Avremo il sole. Ci troviamo alle ore 8,45 al ponte sul Senio che conduce alla Cava del gesso di Borgo Rivola. Il cammino sarà quasi tutto su carraie di campagna, stradelli e poco asfalto. Consiglio di calzare scarponi da montagne o scarpe pesanti antiscivolo. Pranzo al saccco.

Info Domenico cell 3400532380

Per domenica prossima 3 dicembre abbiamo programmato una camminata da Riolo Terme a Casola Valsenio, lungo le rive del Senio. Siamo nella fese di esplorazione dei percorsi sul Senio e, piano piano, stiamo risalendo verso la sorgente (Sambuca). L’iniziativa si inserisce nel progetto del percorso ciclo naturalistico collina-mare che da tempo sosteniamo ed è propedeutico alla prossima uscita della prima guida del Senio, alla quale stiamo lavorando.

Amici pescatori e il nostro capo esploratore, che hanno già visitato il percorso, ci hanno anticipato essere tranquillamente fattibile e molto bello. A questo punto estendiamo l’invito a partecipare a tutte le persone interessate, invitandovi a leggere il programma. Non lasciamoci spaventare dal tempo. Domenica non cadrà nulla dal cielo. Anzi, vedremo il sole. Certo, bisognerà calzare gli scarponi, sapendo che potranno inzaccherarsi.

Lungo il percorso visiteremo – con guida – la chiesa romanica di Valsenio, poi proseguiremo fino a Casola, arrivando nel parco fluviale, dal quale risaliremo in piazza. Ricordo che il pranzo è “al sacco”. Al termine della camminata faremo due chiacchiere sui nostri programmi futuri. Chi lo vorrà potrà poi rinnovare l’adesione per il 2018 (o iscriversi per la prima volta) agli Amici del Senio (5 euro).

 

 

Domenica 12 novembre, nella bella cornice del chiostro di palazzo Mengoni, sede del Municipio di Castel Bolognese, avverrà l’esposizione delle opere vincitrici e la premiazione degli autori che hanno partecipato al concorso fotografico Il percorso del Senio tra storia e natura. L’appuntamento è per le ore 11 del mattino. Le foto resteranno esposte fino alle ore 18.

Nella primavera scorsa gli Amici del Senio lanciarono il concorso nella previsione di editare una nuova mostra itinerante del Senio e per illustrare la prima guida del Senio di prossima pubblicazione. Sono pervenute opere da 47 autori per un totale di 443 scatti. Esse riguardano: la storia del fiume e vallata, la natura, il paesaggio, le attività economiche, i prodotti tipici, le manifestazioni e gli eventi.

Tutte le foto faranno parte della documentazione relativa al Senio e saranno conservate presso la sede operativa dell’Associazione. Le foto ammesse sono di buona qualità, tuttavia si evidenziano alcune lacune in taluni settori che colmeremo. Consideriamo il lavoro svolto un work in progress. Invitiamo pertanto coloro che volessero collaborare alla nostra ricerca a continuare ad inviarci foto.

Le foto premiate saranno diciotto. I premi, in natura, sono frutto di contributi degli sponsor, che ringraziamo. A premiare i vincitori saranno amministratori e personalità della vallata. Al tavolo degli Amici del Senio troverete materiale relativo alle nostre attività, potrete firmare la petizione per il percorso ciclabile del Senio e aderire, o rinnovare l’adesione per il 2018, all’associazione Amici del Senio.

Se non avete di meglio da fare veniteci a trovare. Siamo ospiti all’interno della Festa del Brazadel e del Vino novello, organizzata dalla Pro Loco, potrete quindi partecipare alle iniziative in programma che prevedono anche la possibilità di pranzare e cenare alla festa.

 

Mai tante persone ad una camminata organizzata dagli Amici del Senio come il 21 ottobre 2017. Siamo davvero contenti. Come minimo vuole dire che siamo credibili, che il format è buono, che camminare a piedi piace e che il nostro fiume – con la sua storia – è un valore aggiunto. Descrivo il percorso per aiutare chi volesse ripercorrerlo in futuro.

Partiti alle 14,30 da piazza Bernardi (nuova fontana spenta, dispiace che i tanti ospiti da fuori non abbiano potuto vederla: zampilla dalle 15). Erano con noi un gruppo di Nordic Walking, intere famiglie con bimbi, tante persone che sul percorso avevano ricordi. E Paolo Grandi, storico e ricercatore che ci ha aiutato a leggere il territorio.

Seguendo la ciclabile dell’Emilia e imboccata via Burano (di fronte alle Cupole), in poco tempo si raggiunge la riva del fiume. Vedendoci in tanti, il contadino (signor Liverani) che gentilmente concede di passare dal suo cortile, ci ha offerto di aiutarlo a raccogliere i cachi, senza però avere fortuna. In fondo al primo tratto si possono ammirare orti condotti con maestria e passione. A seguire una ricca vegetazione ripariale con alcune betulle secolari. La riva è pulita, grazie ai contadini che se ne fanno gratuitamente carico.

Poco prima del Ponte del Castello, Paolo ci ha indicato il punto dove esisteva fino agli anni settanta una delle tre “passerelle” nel territorio Castellano, fino a Biancanigo. Passerelle a pelo d’acqua, fatte da semplici binari e traversine ferroviarie, ma tanto utili perchè consentivano in poco tempo di giungere a Casale. Certo, in quegli anni le auto erano poche e si viaggiava prevalentemente a piedi o in bici. Oggi le cose sono cambiate, ma senza ombra di dubbio, se alcune di quelle passerelle simil-guado fossero riattivate sarebbero molto gradite a tante persone amanti del cammino e della natura.  Come Associazione ci impegneremo su questo tema.

In quel punto Floriana ci ha ricordato come nel passato fossero presenti in acqua le cozze di fiume, che venivano raccolte e mangiate.

Giunti al Ponte, dopo le prime case, si scende in un prato che funge da percorso demaniale e si arriva sulla via Emilia, che si attraversa protetti da un semaforo a chiamata per i pedoni. Poi il percorso prosegue lungo via Gradasso fin dopo il sottopasso della ferrovia, passato il quale si risale sulla riva. Al Ponte del Castello segnaliamo un problema: per cause non tutte nobili, che hanno come riferimento i confinanti e l’Autorità del fiume, la riva del Senio, dalle prime case, fin dopo il ponte della ferrovia, non è transitabile. Crediamo che questo non sia giusto e che quindi, chi di dovere si attivi per sanare quella situazione.

Arrivati al Ponte, Paolo ha reso notizia delle tante battaglie che lì si sono svolte nei secoli. In prevalenza fra bolognesi e faentini, fra guelfi e ghibellini, fra napoleonici e papalini, fino all’ultima guerra, con la linea Gotica eretta dai nazi-fascisti e lo storico fronte del Senio. Nell’antichità, lungo la Consolare, sul Senio, il borgo si chiamava San Proculo, era poco distante dalla riva destra e si raccoglieva attorno alla chiesa sorta accanto al cimitero che ora potete vedere in via Sant’Orsola, a poche centinaia di metri dalla via Emilia. In occasione di una delle cruente guerre del dodicesimo secolo (maggio 1171) al termine della quale il guerriero ferrarese Guglielmo di Marchesella compose le diatribe fra i faentini e i bolognesi,  la pace venne firmata sulla riva sinistra del Senio. Sul luogo venne eretta una chiesa che venne chiamata Santa Maria della Pace; sorgeva accanto all’attuale cimitero della Pace. Con l’ultima guerra poi, le due chiese vennero abbattute e dopo furono edificate: quella della Pace, di fronte al cimitero e quella di San Proculo al Borgo dei Marziani (pieve Ponte).

Ripreso il nostro cammino e giunti sulla riva, camminando sullo stradello ai suoi piedi, si può ammirare uno dei tratti più belli del Senio, costituito da una grande ansa, ricca di vegetazione ben curata, di attività sportive non impattanti e da una serie di magnifici orti, forse i più belli di Castel Bolognese. Quando lo stradello ha ripreso la cima della riva ci siamo soffermati brevemente a parlare dei Budelli del Senio. Si tratta del tentativo dell’uomo di rettificare gli argini allo scopo di velocizzare il corso dell’acqua togliendo la sinuosità del letto del fiume. Poi qualcuno pensò che così facendo avrebbero creato pericoli di rotte a Cotignola (dove gli argini si stringono) e allora (per fortuna) non se ne fece nulla. Rimasero i vecchi argini che continuarono a seguire la tortuosità del fiume e i nuovi, più alti e rettilinei. Nelle anse che così si formarono si crearono dei laghetti che ben presto divennero importanti siti naturalistici, tali da far ritenere logica la loro valorizzazione.

Proseguendo per strade comunali e vicinali siamo giunti al Molino Scodellino che abbiamo potuto visitare, ammirando anche il funzionamento delle sue macine di pietra. Dopo il ristoro, abbiamo ripreso il cammino che in venti minuti ci ha riportati in piazza Bernardi, da dove eravamo partiti.

DESCRIZIONE IN BREVE DEL PERCORSO. Piazza Bernardi, piazza Fanti, viale Roma ciclabile della via Emilia, via Burano, argine del Senio fino al Ponte. Attraversamento dell’Emilia al semaforo, via Gradasso fin subito dopo il sottopasso della ferrovia, da dove si risale subito la riva. Si percorre la stradina ai suoi piedi all’interno; quando questa vi riporta sull’argine, scendere per via Rezza, riprendere via Gradasso, poi via Farosi fin dopo la ferrovia da dove si imbocca via Pignattina. Via Canale, Molino, via Canale, via S.Croce (dopo il sottopasso), viale Cairoli (Stazione), via Costa e piazza Bernardi. Avete percorso 10,5 km e consumato circa 630 calorie. Di passo normale e qualche sosta, si impiegano circa due ore e mezzo.

E adesso un caleidoscopio di foto (Ivano Fagnocchi)

La camminata di sabato prossimo, 21 ottobre, vista in unione con quella dell’1 scorso, disegna un percorso ad anello di circa 20 chilometri che potrebbe rappresentare la futura offerta di qualità del comune di Castel Bolognese a coloro che piace andare a piedi e bicicletta. Un percorso ideale che, partendo dalla stazione – la quale nell’ambito della ristrutturazione in corso può diventare intermodale per le bici – tocca lo storico Molino di Scodellino, arriva al Senio dalle parti dei budelli e da qui, percorrendo la riva di sinistra giunge fino alla diga steccaia e alla presa del Canale dei Molini a Tebano. Per poi ritornare lungo il canale, fino ad attraversare il Rio Cupa e percorrere la Marchesina vecchia fino alla zona sportiva di Castel Bolognese. Da qui giungere al Museo all’aperto delle opere di Angelo Biancini e alla piazza, appena rimessa a nuovo.

Tornando alla Camminata in programma, arriveremo sulla riva del Senio da via Burano. Percorrendo la riva, approderemo al Ponte del Castello dove il ricercatore storico Paolo Grandi illustrerà brevemente le famose battaglie di San Procolo e del Fronte del Senio nel ’44. Dopo il sottopasso di via Gradasso, riprenderemo la riva del fiume, giusto nel punto da ammirare il bel ponte della ferrovia e i famosi orti di Castello. Illustreremo la storia dei budelli del Senio, uno dei siti naturalistici più belli della Provincia che attende di essere valorizzato. All’altezza della via Rezza, gireremo verso il Molino di Scodellino, dove ci attenderà la visita guidata al manufatti e le macine a pietra fatte funzionare per noi dagli Amici del Molino di Scodellino (che ringraziamo per la collaborazione). Poi, in circa un quarto d’ora torneremo alla piazza da dove siamo partiti.

Sono certo di essere vicino al vero dicendo che questo tratto del Senio è uno dei più interessanti e belli. Particolarmente per il paesaggio che incontra e per la storia vissuta. La campagna, sapientemente lavorata, la centuriazione romana, i campi delle storiche battaglie fra Guelfi e Ghibellini, fra napoleonici e papalini, fra nazi-fascisti e i soldati alleati di 32 nazioni che ci hanno liberato, fanno si che il fiume Senio possa essere considerato fiume sacro alla memoria.

La camminata – di 10,5 chilometri -,  ci permetterà di conoscere e di parlare con il territorio. Ci lascerà quindi addosso, non solo un poco di fatica, ma anche il buon senso di appagamento che deriva dall’avere accresciuto il nostro bagaglio di conoscenze. Nella foto il programma (clic sulla crocetta in alto a destra per ingrandire).

L’appuntamento è per domenica 1 ottobre. Partiremo da Castel Bolognese nel primo pomeriggio. Arriveremo a Tebano, percorrendo la riva del Senio. Alla partenza, chi non è di Castello avrà modo di vedere la piazza, recentemente ristrutturata, con la nuova bella fontana.

A Tebano, visiteremo le opere della Basilica, l’acquedotto sotterraneo, la diga steccaia leonardesca e la presa del Canale dei Mulini. Ai partecipanti offriremo un piccolo rinfresco a km 0. Avvicinandovi al nostro tavolo, potrete aderire all’Associazione (€ 5) e firmare la petizione a sostegno della richiesta di ciclabile del Senio. Aderire e firmare per noi è molto importante e ve ne saremo grati: vuole dire darci forza e avere una possibilità in più di essere ascoltati.

Al ritorno percorreremo un tratto di canale dei Molini, poi via Marchesina vecchia, una vicinale che attraversando la campagna, ci porterà alla zona sportiva, quindi alla piazza. Il programma, nel dettaglio, potrete consultarlo nella foto esposta sotto al titolo (cliccata la foto, per espanderla cliccate nel tasto in alto a dx). Per altre informazione potete telefonarmi (cell 340 0532380), oppure scrivere a domenicosportelli@gmail.com

 

Pre scrittum: quando cliccate sulla foto per leggere il programma, per ampliare l’immagine cliccate il bottoncino in alto a destra.

Per il 10 settembre, l’idea è quella di visitare la scena del concorso di pittura estemporanea che si tiene a Tebano sul Senio. Promuovono la rassegna, l’associazione degli acquerellisti di Faenza – quella del compianto Silvano Drei – assieme agli esponenti del Polo tecnologico di Tebano (che vuol dire il comune di Faenza). Nella stessa giornata si celebra la Madonna della Fognana, che gode di venerazione fra i fedeli per meriti conquistati (miracoli).

Una manifestazione che mette assieme l’arte, il paesaggio, il lavoro contadino, la tecnologia, la ricerca, la devozione, è qualcosa di veramente originale e bello. Ed è per questo che abbiamo deciso di sostenerla con una nostra iniziativa che la avvicini ad una platea più estesa di persone.

L’idea è stata quella di proporre un CAMMINO DEL SENIO che si concluda in quel luogo: nel campo dove i pittori acquerellisti dipingono la vendemmia. Ed ecco che quando i camminatori – o ciclisti – arriveranno, dopo essersi rifocillati, potranno prendere contatto con i pittori al lavoro e con il territorio (bello) nel suo insieme. Potranno visitare il Santuario, la diga steccaia leonardesca, ammirare la foto gigante dell’acquedotto sotterraneo, e altro.

Gli Amici del Senio sosterranno i camminatori e visitatori, facendo loro da ciceroni, in un luogo che considerano fra i più belli del Senio e dove vorrebbero mettere su casa e aprire il primo info point della vallata.

Per arrivare ognuno potrà partire dal punto in cui crede, da Palazzuolo ad Alfonsine. Potrà percorrere l’argine che abbiamo chiesto ai Presidenti delle Unioni dei comuni della Romagna faentina e della Bassa Romagna di darci una mano affinchè l’erba sia tagliata. Al momento non abbiamo alcuna risposta (forse un disguido feriale), ma quel che conta è la concretezza: abbiamo visto macchinari all’opera nel cotignolese, speriamo arrivino almeno fino a Tebano. Con tutto il rispetto (mi raccomando), se le cose non vanno bene, in questo caso, potremo pensare di appellarci alla Madonna miracolosa?

Fuor di metafora, l’argine di sinistra è tutto percorribile, all’infuori di una tratto al Ponte del Castello dovuto all’incuria oltre la media e al “possesso” del medesimo vantato da alcuni confinanti. Il problema si risolve in questo modo: giunti al ponte della ferrovia, scendete l’argine a destra; incontrerete subito una stradina asfaltata (via Gradasso) che percorrerete in direzione della via Emilia. In meno di un chilometro giungerete alla consolare che attraverserete con l’ausilio del semaforo pedonale a chiamata (prima potrete rifocillarvi al bar). Prendete la ciclabile verso Castello e dopo poche decine di metri vedrete un buco nella rete e l’argine. Tranquilli, quello è il passaggio dei mezzi dell’Autorità del fiume e nessuno vi dirà nulla.

Ripreso l’argine, arriverete a Tebano. Come Amici abbiamo promosso due appuntamenti: da Solarolo (ponte di Felisio) alle ore 8,30 e da Castel Bolognese (Biancanigo via Rossi, 307) alle 10,30 ai quali ognuno potrà aggregarsi liberamente.

Vedo che mi sto allungando e mi fermo. Seguiteci nei prossimi giorni nella pagina Facebook degli Amici del Senio (e mettete “mi piace” altrimenti siamo nessuno) per essere informati meglio circa il programma di domenica a Tebano (in itinere). A proposito, se farà cattivo tempo tutta la manifestazione sarà spostata alla domenica successiva (17 settembre). Vi aspettiamo.

 

Alla fine dello scorso mese di marzo, lanciammo, assieme al Nuovo Circolo Fotografico di Fusignano, l’iniziativa di un Concorso fotografico del Senio. Lo scopo era, e rimane, quello di realizzare una guida  e una nuova mostra itinerante della vallata del Senio.

Giunti alla fine di Agosto è ora di tirare le fila. Quello che vi chiediamo è di contribuire a realizzare questi nostri obbiettivi, quindi di inviarci le vostre foto (entro il 17 settembre). Sappiamo che tante persone sono appassionate di fotografia e che non disdegnano mostrarle. Questa è una occasione. Prendetevi un’ora di tempo e dateci una mano.

Il volantino in fotografia vi ricorda l’impostazione del concorso. Per altre informazioni e per scaricare il modulo di partecipazione potete:

  • consultare la pagina FB  di NCF – Nuovo Circolo Fotografico o chiedere con mail a circolo.ncf@gmail.com;
  • oppure rivolgersi a Roberto Torricelli, sia telefonicamente al n 335 7403312 o tramite e-mail r.torricelli@libero.it

Buone foto a tutti.

 

In agosto si pensa volentieri al programma delle attività autunnali. Nel corso dell’assemblea associativa del mese di maggio abbiamo confermato che l’obbiettivo al centro della nostra attenzione resta il percorso ciclo-pedonale sulle rive del Senio. Per allargare l’interesse, abbiamo deciso di coinvolgere nella discussione, oltre alle Amministrazioni comunali, tutte le forze politiche variamente identificate e presenti nel territorio.

Al momento, dopo oltre tre anni di iniziative e di contatti con le amministrazioni comunali, registriamo questi impegni concreti:

  • Il comune di Castel Bolognese sta lavorando per un percorso della memoria ad anello che unisca stazione fs, piazza, canale dei Molini, diga steccaia, argine del fiume e molino Scodellino con sette nuovi chilometri di percorso ciclabile sul fiume;
  • I comuni dell’Unione della Bassa propongono di estendere ad altri eventi il modello di convenzione con l’Autorità del fiume che adottano il 25 Aprile, che comprende lo sfalcio dell’erba nella sommità degli argini. Potremmo avere in tal modo gli argini con l’erba rasata presso che tutto l’anno;
  • Il comune di Riolo Terme si è impegnato alla realizzazione del sentiero lungo il Senio, fino alla grotta del re Tiberio.

Gli Amici del Senio incoraggeranno queste scelte e saranno disponibili a collaborare per la loro attuazione.

Le iniziative del prossimo autunno penso si collegheranno a questi argomenti e, allora, una prima idea potrebbe essere questa.

Promuovere un Cammino del Senio, a tappe, che corrobori le belle manifestazioni che già avvengono sul fiume e quelle che in futuro potranno sorgere. Fra quelle in essere ricordo: l’Arena delle balle di Cotignola, la mostra di pittura estemporanea di Tebano, la manifestazione del 25 aprile nella Bassa.

Il lavoro da fare non è poi tanto. Individuare i posti tappa, ovvero località con strutture minimamente adatte ad ospitare i viandanti. Che possono viaggiare a piedi, a cavallo o in bici; che possono volere dormire in tenda o nel letto; che vorranno autogestire il ristoro o che vorranno andare al ristorante; che avranno bisogno di alcuni servizi essenziali per lavarsi e per gli atti consueti.

Estendere lungo tutto il corso del fiume la convenzione che la Bassa Romagna fa per il 25 Aprile e applicarla diverse volte l’anno per fare in modo che la sommità dell’argine sia sempre libera e percorribile.

La proposta che avanzo, innanzitutto agli Amici del Senio e alle Amministrazioni comunali, è di promuovere Il cammino della pittura che, nella sua versione sperimentale del primo anno, si concluda il 10 settembre a Tebano in occasione della mostra di pittura estemporanea ad acquerello dedicata alla vendemmia.

Potrebbe assumere il significato di una prima tappa nella direzione di qualcosa che poi, anno dopo anno, potrebbe diventare strutturale.

Non mi era mai capitato di ricevere tanti complimenti per una iniziativa alla quale ho lavorato. E dire che pensavo di avere fatto diverse cose buone in quaranta e più anni di lavoro (come operaio, sindacalista, amministratore e poi volontario quasi a tempo pieno).
Da martedì, per tre giorni, il mio telefono ha squillato e persone che conosco e che non conosco si sono rallegrati per la bella serata del 3 luglio a Tebano e per il successo che ha avuto, riconoscendolo meritato.
Il rilievo raccolto sui social e sulla stampa è stato anch’esso di notevoli proporzioni, e tutti hanno potuto constatarlo.

Ad essere sincero, tutto questo affetto, mi ha fatto piacere. So di avere dei limiti, ma anche qualche pregio. In questo caso la tenacia, la perseveranza, la passione e il senso dei contenuti e del bene comune che metto nelle cose che faccio, credo siano state premiate.

Detto questo – e non parlerò più di me – va detto che il successo dell’evento lo si deve principalmente alla coralità del gruppo di persone che ha lavorato. Un gruppo vasto ed eterogeneo, culture diverse in cui ognuno ha messo del suo ed ha rinunciato a qualcosa per il bene comune. Fra queste ricordo con ammirazione Patrizia Capitanio, l’autrice del libro “Tebano, una piccola località delle colline faentine, viva oggi come ieri” che ha rappresentato il filo conduttore dell’iniziativa.

Laura – l’anima del Polo tecnologico – è stata brava e tenace coordinatrice di questo gruppo, ma siccome alle parole debbono sempre seguire la costanza del duro lavoro del braccio guidato dalla mente, dobbiamo ricordare Mario e la sua opera davvero instancabile. Al loro fianco il gruppo storico degli Amici del Senio.

I tebanesi hanno risposto bene. Non era scontato, visto il taglio innovativo che proponevamo per l’evento. Un ringraziamento non formale va poi rivolto all’Amministrazione comunale di Faenza – abbiamo utilizzato suoi spazi – e a quelle di Castel Bolognese e Cotignola che ci hanno sempre sostenuto.

Infine dobbiamo riconoscere il ruolo fondamentale di alcune persone: Mario Baldini – l’inventore dell’Arena delle balle di paglia di Cotignola – regista di Tebano 1; Luigi Franzoni – l’ideatore delle varie istallazioni – che ha mostrato il talento di un vero artista di land art; i ragazzi delle luci – ditta Luxonix – cito per tutti Lele Ghermandi, per la maestria e la disponibilità che hanno mostrato nel giocare con la luce.

Con Tebano gli Amici del Senio realizzano un loro obbiettivo: dimostrare che è possibile espandere l’esperienza dell’Arena delle balle di paglia di Cotignola lungo tutto il percorso del Senio e nell’arco dei mesi dell’anno e dare ulteriore credito all’idea del percorso ciclo-pedonale mare–collina sopra gli argini del Senio. Con queste esperienze il Senio può candidarsi a primo fiume di land art d’Italia. Un fiume di arte e di cultura che si aggiungono alla sua storia.

Come si suole dire, domani è un altro giorno. Lavoreremo per Tebano 2 il prossimo anno e cercheremo altre Tebano sul Senio con altre storie ed altri personaggi della nostra cultura e tradizione da scoprire e raccontare. Continueremo a ricercare cultura, leggerezza, il bello e il sorriso delle persone, nella semplicità e fuori dagli schemi del divertirsi a tutti i costi e senza valori.