Ieri, tre luglio duemiladiciassette. Bellissima serata a Tebano. Famiglie, bambini, pubblico con il sorriso sul volto ad ammirare il paesaggio, l’ambiente, le opere d’arte create con ciò che la natura offre. Ad ascoltare musica, discutere, divertirsi con rispetto per tutti e tutto.

Il primo grazie va ai ragazzi che vengono dall’Africa che con la loro preziosa manualità hanno intrecciato le canne del piccolo bar. Grazie ai tebanesi, ai comuni di Faenza, Castel Bolognese, Cotignola e all’azienda Terre Naldi che ci sono sempre stati vicini e sostenuto. Grazie a Primola di Cotignola – che ci ha ispirati e guidati – e alle decine di volontari e sostenitori degli Amici del Senio che hanno lavorato, duramente, per l’organizzazione. Infine grazie al tanto pubblico che ha frequentato l’evento e che ci ha manifestato molti elogi, tanto graditi e che speriamo di confermare in futuro.

Rifletteremo sul senso che questa iniziativa ha avuto per trarne conforto e insegnamenti che ci aiutino a progredire nel bene comune, nell’armonia, nella cultura e nella civiltà.

Siamo già al domani con nuovi appuntamenti. I prossimi tre lunedì di luglio saremo, con altre associazioni, al Mulino Scodellino con Muti d’autore. Tre film, in uno scenario incomparabile. Anche esso, come Tebano, figlio del Senio. Anche lì cultura, paesaggio, ambiente e divertimento. Vi aspettiamo.

Breve rassegna di foto del socio Roberto Torricelli sulla serata del tre luglio.

L’impegno è di quelli importanti, la fatica e le difficoltà sono state tante. Speriamo che l’iniziativa sia gradita e che tante persone vi partecipino con senso di responsabilità e pieno rispetto di tutti e di tutto. La stagione è quella estiva. Saremo all’aperto, in campagna, in luoghi pubblici e privati. In un ambito di per se fragile. L’evento sarà l’anteprima dell’Arena delle balle di Cotignola e avremo come arredo diverse balle di paglia. Il primo obbligo per tutti sarà quindi quello di NON FUMARE.

Coloro che avranno fame potranno mangiare. Prepareremo cibo di strada (farro alle verdure, insalata contadina, piadine con affettati e formaggio, spiedini di caprese, mini hamburger, patatine, cantucci, macedonia di frutta). Da bere avremo acqua, due birre artigianali di La Mata – un produttore del Senio – e cinque etichette di vini dei contadini di Tebano. Il vino lo proponiamo “da assaggio” secondo la nostra filosofia del “bere”, contraria alle esagerazioni. Chiediamo inoltre che chi guida non beva vino. Non vorremmo mai essere concausa, seppure involontaria, di incidenti e di danni.

Dopo avere accennato al senso di responsabilità che deve sempre  essere presente in noi tutti, sia organizzatori che partecipanti di manifestazioni popolari, qualche riga per illustrarvi il programma.

L’idea che ci guida è quella di fare cultura, con leggerezza, puntando su elementi valoriali come il mondo contadino, l’arte del racconto, il paesaggio. Non sarà una sagra, non avremo pubblicità, non sarà una vetrina. Lasceremo spazio all’ascolto, alla riflessione, alla contemplazione del bello che ci sta intorno. Ascolteremo musica folk, giocheremo con la luna.

L’incipit dell’evento sarà dato dalla presentazione di un bel libro su Tebano, la piccola località che ci ospita. Alle 19,20 in punto, Patrizia Capitanio – l’autrice – con l’arredo di alcune balle di paglia, parlandoci brevemente della località Tebano e della sua storia, darà il senso a tutta la serata.

Alle 19,45 Mario Baldini condurrà i partecipanti (max 20-30, occorre prenotarsi – 3400532380) a spasso per la campagna alla scoperta di luoghi, storie e persone.

Alle 20,45 – attorno ad un grande tavolo – un caro amico enologo del Senio discuterà dei vini che poi potrete assaggiare.

Alle 22 – se tutto va bene – si accenderanno le luci sul fiume e sulla diga di pali e fascine pensata da Leonardo.

Poi le FemmeFolk ci parleranno con la loro musica trascinante. Contemporaneamente – sempre se non ci saranno intoppi – potrete giocare con la luna e con le idee del contadino Gigi.

Non c’è biglietto d’ingresso, ma ci sono i costi. Avremo un aiuto da parte dei comuni di Faenza e di Castel Bolognese, di Terre Naldi. Ma ci servirà anche il vostro contributo economico. Vi chiederemo un’offerta libera e volontaria che ci consenta almeno di fare pari e patta. Come condizione per potere rifare l’esperienza il prossimo anno. Se potete, siate generosi.

La settimana scorsa, nel salone Estense di Lugo, Cichino Zoli, dichiarando il suo sviscerato amore per il ciclismo, ci ha detto che lui, in bici, l’argine del fiume lo percorre anche col “canarello” alto un metro.

Il fatto è che quello spirito pionieristico a cui si deve la bellezza e la fortuna della bici, va scomparendo. Se si vuole che i percorsi ciclabili siano frequentati in modo significativo, la sede deve consentire un adeguato drenaggio una buona scorrevolezza. E’ questo uno dei temi che abbiamo posto come Associazioni promotrici, pensando al possibile sviluppo di percorsi ciclo-pedonali lungo gli argini dei fiumi.

Ma andiamo con ordine. Nella sostanza i temi che abbiamo toccato come contributo ai contenuti della legge sono stati questi:

  • fare in modo che ispiri misure per la riorganizzazione del traffico nelle città (ampliamento aree pedonali e Ztl, zone 30, sensi unici;
  • l’incentivazione dell’uso della bici promosso dalla contrattazione sindacale;
  • favorire l’azione di raccordo degli attuali percorsi esistenti e la garanzia di adeguata manutenzione;
  • prevedere l’utilizzo degli argini di fiumi come sedi di possibile sviluppo della ciclabilità;
  • che la legge risolva i temi della proprietà degli argini e del loro libero accesso, rimuovendo ogni condizione ostativa tutt’ora presente.

Al Convegno, in una sala con una folta partecipazione di pubblico, erano presenti tre sindaci (Alfonsine, Fusignano, Castel Bolognese) e molti assessori e consiglieri comunali, particolarmente della Bassa Romagna. Oltre che a diversi rappresentati di associazioni sportive ed economiche.  Sono stati parte integrante del convegno stesso i consiglieri regionali Mirco Bagnari – relatore della legge – e Manuela Rontini – presidente della commissione regionale Territorio, Ambiente e Mobilità.

In generale il dibattito ha apprezzato l’iniziativa della Regione che metterà in tre-quattro anni 25 milioni per la ciclabilità. Cinque per il percorso Bologna – Verona; dieci per le città capoluogo; gli altri dieci per il resto. Lugo ha fatto presente cose fatte e un progetto concordato con Faenza nell’ambito delle città capoluogo. Fusignano ci ha detto di come abbia promosso il declassamento a favore delle bici di strade minori che lo collegano ad Alfonsine. L’Unione della Bassa Romagna ha poi proposto un metodo di lavoro che possa consentire di sfalciare gli argini del Senio alcune volte l’anno.

Molti interventi del pubblico hanno contribuito ad arricchire il dibattito e le proposte, dimostrando attenzione e disponibilità. In particolare si è fatta rilevare la valenza turistica dello sviluppo dei percorsi ciclopedonali e quindi l’interesse economico del mondo della produzione e dei servizi. Mirco Bagnari – che aveva illustrato i contenuti della proposta di legge – e Manuela Rontini che ha chiuso il dibattito, dopo avere chiarito i vari punti, si sono impegnati ad elaborare alcune delle proposte avanzate e a sostenerle nel prossimo dibattito nell’aula del Consiglio Regionale.

Che dire? Entro giugno averemo la legge e dopo il re sarà nudo. Avremo amministrazioni comunali già pronte con i progetti che avranno maggiori probabilità di ottenere finanziamenti; altre che si daranno da fare celermente per andare a punto in occasione dei prossimi bandi. Altre ancora che resteranno al palo. La cosa certa è che se, come si prevede, la legge riconoscerà gli argini dei fiumi come sedi da potere percorrere a piedi e in bici, la nostra proposta di ciclopedonale sull’argine del Senio (e Lamone, se si vorrà), che così tanti consensi ha suscitato, potrà allora essere effettivamente realizzata. Dipenderà dalle volontà e dalle condizioni che le Amministrazioni comunali sapranno/vorranno realizzare.

 

 

 

 

Sabato prossimo – 1 aprile – andremo per erbe a Fusignano. Si tratta della prima iniziativa degli Amici del Senio nel comune di Arcangelo Corelli … e di Sacchi. Ci troveremo alle 14,30 nella piazza centrale del paese, da dove ci porteremo sulla riva del fiume. Dopo un paio d’ore, ci recheremo nel parco Primieri per qualche assaggio di prodotti confezionati con le erbe che avremo visto e imparato a riconoscere.

Ringraziamo l’Amministrazione comunale per il patrocinio che ci ha concesso e la collaborazione che ci ha fornito.

Ricordiamo che lo scopo principale delle iniziative promosse dagli Amici del Senio, è quello di valorizzare il nostro fiume. Di chiederlo sempre più sicuro; meglio manutentato e pulito di quanto avvenuto in questi anni e adeguatamente attrezzato per potere camminare sopra i suoi argini a piedi e in bicicletta (dalla collina al mare).

Infine diciamo che le nostre iniziative sono aperte a tutti coloro che vogliono partecipare. Essere soci è importante, ma non rappresenta una condizione. Venga chi vuole. Poi se qualcuno vorrà sostenerci, avrà modo di farlo.

Fiume Senio, un percorso ciclo-naturalistico e della memoria, dalla collina al mare. Questo è l’obbiettivo principale della nostra Associazione. Stavolta presenteremo le nostre idee a Faenza. Direte, cosa centra Faenza? Faenza ha il Lamone. Rispondiamo: vero, ma i suoi confini ad Ovest sono delimitati per decine di chilometri dal Senio e poi Faenza, con la storia dell’Unione dei Comuni è diventata di fatto la capitale amministrativa e politica di tutto quello che una volta veniva chiamato Comprensorio faentino. E allora Faenza centra eccome, con il Senio.

Sabato 25 marzo – ore 9,30 – saremo ospiti della Fiera dell’Agricoltura, uno dei maggiori eventi faentini dell’anno. Quest’anno la fiera è dedicata alla sostenibilità e all’innovazione e noi lì, ci sentiremo benissimo. Il nostro è un messaggio a favore del turismo responsabile e lento, quindi sostenibile. Un messaggio di contatto con la natura e con madre terra che attorno al Senio alimenta una agricoltura di qualità. Con il percorso sopra l’argine ci immaginiamo un “autostrada” con tanti caselli di uscita verso le mille attività e punti di interesse che il territorio offre. Possiamo quindi parlare anche di messaggio innovativo, nel senso che offriamo un compendio – una aggiunta – al modello di turismo massificato della costa e delle città d’arte, certamente da conservare, ma che è utile integrare.

Altra considerazione è che Faenza non vorrà non riconoscere al Senio quello che sostiene per il Lamone e la sua valle. La nostra idea e proposta è che Senio e Lamone facciano sistema e che le amministrazioni presentino un progetto che unisca i due fiumi con un unico percorso ciclabile ad anello con la potenzialità di diventare appetibile a livello europeo.
Noi abbiamo fiducia. In questi mesi, parlandone, abbiamo verificato un interesse che cresce in modo esponenziale. Fra i cittadini, le attività produttive, le varie associazioni portatrici di interessi. Anche le Amministrazioni locali e la Regione ci seguono con attenzione e ci sostengono, riconoscendo con il loro Patrocinio il valore di quanto stiamo portando avanti.

Siamo fra coloro che pensano che sviluppare contributi ed idee provenienti dal basso abbia ancora un senso. Il problema – per tutti – è non deludere poi le aspettative che si creano. Allora, quello che ci aspettiamo è che si passi dalla fase dell’interesse a quelle della progettazione e della realizzazione delle opere. Confidiamo che la Conferenza di sabato possa dirci qualcosa di concreto al riguardo.

Nella foto (doppio clic) potete vedere il programma della manifestazione.

Sabato prossimo la prima uscita. Ci troviamo a Felisio. Percorreremo la riva sinistra fino alle betulle del picchio. In questi giorni la campagna si offre con pochi pudori; forse fa vedere il meglio di se. Per qualche assaggio, ci fermeremo sotto una quercia monumentale, molto bella, che vorremmo adottare.

Se per qualcuno prevarrà la voglia di camminare, potrà arrivare fino al ponte della Ciusaccia di Cotignola, casomai scendendo sulla riva di destra. Al ritorno potrà incontrare gli altri sotto la grande quercia per un brindisi collettivo.

Ricordo che le iniziative degli Amici del Senio, sono aperte a tutti coloro che vorranno partecipare. Essere soci è importante, ma venga chi vuole. Poi se qualcuno vorrà sostenerci, potrà farlo.

 

Al momento sono tre gli appuntamenti fissati “ad andar per erbe” sul Senio (doppio clic sulla foto). Partiremo con Solarolo, poi Fusignano e San Potito, due nuove località dove gli Amici del Senio stanno mettendo radici. Al centro sempre il fiume, la sua valorizzazione, con occhi aperti su ciò che di bello sta intorno ad esso.

Venite a trovarci. Il gusto di imparare a riconoscere le erbe spontanee sa di quasi magico. Ci avvicina alla natura, alla madre terra e al suo miracolo di donare vita a moltissime piante, ciascuna delle quali ha il suo posto nella complessità del pianeta. Pensare poi di cibarsene, è straordinario. Noi legheremo i due aspetti: riconoscerle e assaporarle.

Se avrete pazienza e un buon rapporto con la vita all’aria aperta, molti di voi continueranno le raccolte per intercalare i gusti, oramai standardizzati, delle verdure di bottega. Il vostro palato recepirà sapori nuovi, spesso, più marcati e veri. Mai banali. Il vostro olfatto si affinerà di odori sconosciuti.

Solitamente, al termine delle nostre raccolte, ci fermiamo sotto un albero o in un’aia. Allestiamo un banchetto e assaggiamo il raccolto. Semplicemente lavato e condito, oppure ammannito con formaggi, uova, o altro. Sarà un bel pomeriggio. Vi aspettiamo. E ricordatevi di prenotare.

Domenica scorsa abbiamo esplorato il tratto di Senio che da Riolo Terme supera Borgo Rivola, passando per la stretta, a ridosso del corso dell’acqua.

Partendo dal ponte sul Senio a Riolo, la riva di destra è subito inagibile per le canne, gli arbusti e il pattume. Allora abbiamo ripiegato sul bel percorso ciclabile che porta a Gallisterna. Ripreso il fiume, abbiamo proseguito per lo stradello vicino alla riva destra. Passati i laghetti, siamo giunti alla zona degli orti. Poco prima abbiamo deviato sulla sinistra per ammirare l’albero più vecchio di Riolo terme, uno splendido esemplare di quercia plurisecolare, ancora in buono stato.

Nella zona degli orti, per superare una riva che lambisce il corso dell’acqua, ci siamo spostati sulla riva di sinistra. Normalmente il passaggio si fa sopra un guado di tubi. Domenica non era transitabile. L’ingrossamento del fiume dei giorni precedenti aveva portato a valle rami e tronchi i quali avevano chiuso i tubi, producendo una diga non possibile da superare. Di conseguenza, per il passaggio, siamo ricorsi ad una passerella in ferro, a campata unica, costruita nei paraggi dove, avendone constatata la precarietà, siamo transitati uno per volta.

La zona degli orti si supera percorrendo una carraia che costeggia la riva del fiume. Questa porta ad un laghetto e subito dopo alla cava Pietralunga (la macadora), che si aggira. Al ponte si può salire sia sulla carraia si sinistra (idrografica) oppure da destra sullo stradello che conduce al campo sportivo di Rivola e ad un successivo parcheggio. Chi sale a destra, giunto al parcheggio deve attraversare il ponticello e portarsi a sinistra.

Qui parte il sentiero che alcuni Amici del Senio avevano aperto nei giorni precedenti l’escursione. Si incontrano le prime falesie, alcune stratificazioni relative a diverse ere geologiche, grotte, tane e una fitta vegetazione. Non si perde mai la vista dell’acqua che scende, copiosa e limpidissima. L’ambiente compare nella sua naturalezza. Gli interventi dell’uomo sono inesistenti o poco visibili come per alcune briglie di sasso. Si nota qualche area interessata da rifiuti gettati in passato dalle case sopra il dirupo.

Non essendo esperto di botanica, posso solo dire di avere notato betulle, salici, querce, robinie. Bei cespugli di pungitopo, piante di iris del tipo feotidissima o giaggiolo puzzolente. Poi sambuco e tanti rovi. Gli ultimi cento metri del sentiero sono quelli più complicati, caratterizzati da piccoli salti, passaggi vicino all’acqua, tronchi posti di traverso in una selva di rovi dove il sentiero ricavato con cesoie e falce appare come una galleria.

Alla fine, prima di salire sul ponte che porta alla cava, un piccolo rigagnolo d’acqua si attraversa con un balzo oppure con alcuni tronchi posti di traverso (e rimossi).

Eravamo 60 persone – da dieci a oltre settant’anni – e sei cani, ma nessuno ha incontrato difficoltà insuperabili. Certo, tutti, abituati a camminare.

Giunti all’ingresso della via che conduce alla grotta di Tiberio, dopo circa tre ore di cammino, abbiamo incontrato la guida che poi ci ha condotto in grotta. Dopo qualche panino, la separazione con coloro che avrebbero visitato la grotta (esattamente la metà del gruppo) e la visita di un giornalista (Il Corriere di Romagna) che ci ha scattato qualche foto, abbiamo calzato i caschi e siamo saliti verso la grotta.

Katia, la signora – speleologa – che ci guidava si è mostrata esperta e simpatica. Ci ha spiegato tante cose della vena del gesso e delle sue mutazioni nei millenni. Poi la grotta. Cinquanta – sessanta metri sopra una pedana, per giungere ad una grande camera naturale molto variegata e bella con tante cose da vedere. Dopo la prova del buio e del silenzio assoluto – davvero una strana sensazione – siamo usciti. Per la visita circa un’ora e mezzo. Costo del biglietto – ridotto in quanto fuori stagione – sei euro.

Infine che dire? Due cose. Attrezzare un sentiero lungo il Senio che da Riolo vada fino alla Grotta di Re Tiberio, passando per la stretta di Borgo Rivola è sicuramente possibile. Percorrerlo poi, sarà molto bello, per la ragione che non è banale. Perchè incontra scorci e vedute interessanti, una bella vegetazione naturale e aspetti della geologia di grande interesse.

Per renderlo accessibile, basta poco. Un’idea potrebbe essere quella di attivare un “cantiere Fanfani” per lavori socialmente utili costituito per buona parte anche dai ragazzi richiedenti asilo presenti a Riolo. Sono sedici e hanno partecipato con gioia, assieme a noi, all’escursione appena descritta.

E’ doveroso ringraziare gli Amici del Senio che hanno condotto l’escursione, l’Amministrazione comunale che ci ha concesso il patrocinio, tutti i partecipanti e Mario, il vero autore del passaggio fra i rovi.

Prossima tappa, su, verso Casola Valsenio. (Fra le cose belle della giornata appena descritta, i primi due casolani iscritti agli Amici del Senio).

Ed ora alcune foto.

 

 

 

Riproponiamo Profumo di pane a “Cà ad san Zvan”, a Tebano, nella bella casa di impianto ottocentesco – forse chiesa, forse convento – dalla quale si può ammirare dall’alto il Senio e il panorama della sua valle, verso Monte Mauro. Lo scorso anno, per soddisfare le richieste, facemmo due puntate. Quest’anno il calendario degli impegni non lo consente, quindi affrettatevi a prenotare. Abbiamo 25 posti.

Sfogliando all’indietro le pagine del sito, troverete la cronaca e le foto delle passate edizioni.

Leggete con attenzione il programma (cliccate due volte sulla foto). Se vi chiedete quanto costa, vi diciamo che non c’è biglietto. Alla fine, se vorrete, potrete lasciare un’offerta libera che ci aiuterà per le future iniziative. Inoltre, chi lo vorrà, potrà iscriversi (o rinnovare l’adesione) alla nostra Associazione (5 euro) e così sostenerci, entrando a fare parte della nostra famiglia.

Continuiamo l’esplorazione del Senio verso la sua sorgente. Domenica 12 febbraio percorreremo il tratto da Riolo Terme, fino oltre la stretta di Borgo Rivola: là dove il Senio nei millenni ha tagliato la vena del gesso. L’iniziativa ha lo scopo di promuovere l’idea di un percorso ciclo-pedonale e della memoria lungo il nostro fiume, dalla sua sorgente al mare.

Abbiamo pensato di inserire nella camminata anche la visita alla grotta di Re Tiberio. La visita alla grotta sarà guidata da persona esperta del Parco. Ci fornirà del casco e ci spiegherà la sua storia. Nessuna difficoltà tecnica. In base alle regole del Parco, dovremo pagare un biglietto di ingresso (6 euro).

“Conosciuta per il suo altissimo valore archeologico-testimoniale, come vestigia fra le più interessanti di una lunga frequentazione umana a scopo cultuale collegata alla presenza di acque salutari, la cavità è nota nella letteratura archeologica italiana ed internazionale da dopo la metà dell’Ottocento. Nei circa 140 anni trascorsi dalla sua scoperta, numerose ricerche hanno via via messo in rilievo la stretta interconnessione fra le sue caratteristiche ambientali e l’interesse da parte di gruppi umani che, a partire dalla tarda età del Rame e sino all’età imperiale romana ne hanno utilizzato le concamerazioni a diversi scopi. In primo luogo per ragioni religiose, ma anche per utilizzi insediamentali e sepolcrali. Fra le numerose tracce legate alla presenza dell’uomo, la Grotta costituisce di gran lunga una delle testimonianze storico-culturali più interessanti e significative”.

Speriamo che l’iniziativa vi interessi, nel qual caso leggete con attenzione il volantino. Per il ritorno a Riolo da Borgo Rivola, porteremo su un’auto per poi recuperare quelle lasciate in partenza. Naturalmente chi lo vorrà potrà tornare a piedi per il sentiero percorso all’andata.

Nel corso della giornata troveremo l’occasione per fare due chiacchiere sulle iniziative dell’Associazione. Per sostenerci, potrete anche iscrivervi (5 euro) e firmare la nostra petizione per la valorizzazione del Senio.

Per essere informati sulle future iniziative – la prossima sarà Profumo di pane – seguiteci nel sito e nella pagina Facebook “Amici del Senio”. E mettete “mi piace”, altrimenti – secondo i moderni canoni – siamo nulla.