Chi ci segue ricorderà la conferenza che promuovemmo nel mese di maggio, a Castel Bolognese, per sostenere l’idea di un percorso ciclo naturalistico e della memoria sugli argini del Senio, dalla collina al mare. Quella conferenza fu assai partecipata dai rappresentanti delle istituzioni e furono dette cose molto importanti che riassumemmo in un articolo che titolammo “Dalla collina al mare, si può fare“.

A sette mesi di distanza, con lo stesso format, ripetiamo la conferenza a Lugo. In primavera la promuoveremo a Faenza. Lo scopo è chiaro: riprendere l’argomento, sensibilizzare una nuova platea interessata, approfondire e verificare il punto in cui siamo.

In questi mesi, parlandone, abbiamo verificato l’interesse degli appassionati della bicicletta e quello dei podisti. Abbiamo avuto la certezza che diverse attività produttive e di servizi vedono con entusiasmo la possibilità di sviluppare con quell’opera, una nicchia di turismo molto appetita in Europa e anche nelle regioni del nord Italia. Sono oramai mille le firme di cittadini raccolte nel corso delle nostre iniziative, in calce alla petizione che sostiene, fra altre cose, anche il percorso ciclabile.

Se sviluppare contributi ed idee provenienti dal basso ha ancora un senso, ci aspettiamo non solo di essere ascoltati, ma che le nostre amministrazioni traducano il senso della nostra richiesta in fatti concreti.

 

documentoUna gentile signora – Patrizia Capitanio – ha scritto un bel libro su Tebano, una piccola località delle colline faentine a cavallo del Senio. Noi, che intendiamo valorizzare tutto ciò che vive attorno al Senio, in collaborazione con il Polo di Tebano, abbiamo pensato di presentarlo a Castel Bolognese

La ragione è che Tebano, pur essendo una frazione del comune di Faenza, data la sua collocazione, vive da sempre in simbiosi con Castel Bolognese.

Il bel libro di Patrizia Capitanio testimonia questo intreccio con tanti racconti e informazioni. Ad esempio ci ricorda che la Chiesa di Tebano, oggi Santuario, racchiude numerose opere di Angelo Biancini fra le quali l’Annunciazione che costituisce lo studio preliminare del bassorilievo che lo scultore ha realizzato per la facciata della Basilica di Nazaret.

Ricordando questo legame, abbiamo pensato di anticipare la presentazione del libro, che avverrà sabato 3 dicembre alle ore 16,30 presso la sala lettura della biblioteca di Castel Bolognese, con una visita al Museo all’aperto di Angelo Biancini. Sarà la stessa Patrizia Capitanio a guidarci lungo le vie del paese alla ricerca di alcune fra le più significative opere che il grande maestro scultore ha donato alla città.

L’appuntamento è per le ore 15 al Bar Capriccio in via Roma 1/b.

felisio_la-casetta-65Domenica 27 novembre faremo una camminata lungo la riva sinistra del Senio nel tratto che va dal ponte di Tebano a quello di Riolo Terme. Si tratta del primo tratto di fiume verso la sorgente, quasi completamente non arginato.

Siccome il nostro obbiettivo principale è il percorso ciclo pedonale dalla sorgente al mare, l’escursione ha lo scopo di vedere come si può passare in quel tratto e cosa di bello c’è da vedere. Annoteremo e fotograferemo; al momento opportuno passeremo le informazioni a chi sarà chiamato a fare il progetto.

Incontreremo sicuramente qualche difficoltà, ma non credo ostacoli insormontabili in quanto cammineremo entro i 6 metri dal letto del fiume che la legge affida al demanio pubblico. Si presume quindi ci sia stata una certa cura nella manutenzione.

Il ritrovo per chi vorrà venire con noi è fissato alle ore ore 9 a Tebano. L’escursione è di circa 12 chilometri. Pensiamo di potere percorrerli in 4/5 ore di tempo. Pranzeremo al sacco,

Ricordiamo che la camminata non presenta difficoltà particolari. Tuttavia occorre essere in buona salute e abituati a camminare (quindi, discretamente allenati). Si consiglia di calzare scarponi o scarpe alte con fondo non scivoloso, di recare con se una modesta riserva di acqua e di vestire a strati.

Per il rientro da Riolo ci organizzeremo con delle auto. Pertanto occorre prenotarsi per sapere quanti siamo.

L’escursione si svolgerà con qualunque condizione atmosferica, a meno che non piova o nevichi in partenza, oppure abbia piovuto o nevicato il giorno precedente. In caso di sospensione sarà rinviata a domenica 4 dicembre.

Per info e prenotazioni scrivete a amicifiumesenio@gmail.com oppure a domenicosportelli@gmail.com Potete anche telefonarmi (3400532380). Vi aspettiamo.

mostra-a-castel-bol-8Il Senio incuriosisce e piace. La ragione è certamente nel fatto che i cittadini della vallata hanno sempre vissuto in simbiosi col loro fiume, specialmente i montanari. E adesso cercano nelle fotografie i loro lontani ricordi.

Molte visite alle mostre sul Senio esposte domenica scorsa a Castel Bolognese. L’occasione era data dalla sagra del Bracciatello, per altro avvenuta in tono minore per i lavori nella piazza maestra. L’invito ci era pervenuto dalla Pro Loco e a noi ha fatto molto piacere accoglierlo.

Tante persone si sono avvicinate al tavolo della mostra. E quante parole.

I pescatori – che ci hanno lasciato i riferimenti per contattarli – hanno detto che il pesce è tornato, ma che il fiume è tenuto male.

Un gruppo di ricercatori storici di Forlì ha sostenuto di avere molte notizie del Senio nella storia e che vorrebbero parlarne.

Una gentile signora ci ha ricordato di avere visto, con la rotta del ’66, l’acqua alta dove ora c’è via Giovanni 23° e che suo padre aveva portato il televisore sul tetto della casa, essendo l’unica cosa di valore che possedeva.

Tante firme al quaderno della mostra, 30 firme alla nostra petizione sul Senio e 12 nuovi aderenti all’Associazione. Fra i nuovi iscritti agli Amici del Senio, dopo Franco Gaglio, un altro storico sindaco. E questo ci ha fatto molto piacere.

Il 20 gennaio porteremo per 10 giorni le Mostre sul Senio a Lugo. Saremo nella Rocca, in una sala prestigiosa che il comune di Lugo ci mette a disposizione. Sarà il preludio della conferenza sul percorso ciclo-naturalistico sul Senio dalla collina al mare che faremo il giorno dopo, 21 gennaio, nel salone Estense.

invitovolantino-jpg-coloriUn fine settimana per la cultura e il territorio. Ecco i prossimi appuntamenti degli Amici del Senio.

Sabato 12 novembre. Siamo nell’ambito della valorizzazione del Senio, un fiume non solo carico di storia – e in futuro vedremo quanta – ma un riferimento per le popolazioni che hanno vissuto attorno ad esso nei secoli.

Una gentile signora – Patrizia Capitanio – ha scritto un bel libro su Tebano, una piccola località delle colline faentine a cavallo del Senio. E noi che intendiamo valorizzare tutto ciò che vive attorno al Senio, abbiamo pensato di presentarlo a Castel Bolognese.

La ragione è che Tebano, pur essendo una frazione del comune di Faenza, data la sua collocazione, vive da sempre in simbiosi con Castel Bolognese.

Il bel libro di Patrizia Capitanio testimonia questo intreccio con tanti racconti e informazioni. Ad esempio ci ricorda che la Chiesa di Tebano, oggi Santuario, racchiude numerose opere di Angelo Biancini fra le quali l’Annunciazione che costituisce lo studio preliminare del bassorilievo che lo scultore ha realizzato per la facciata della Basilica di Nazaret.

Ricordando questo legame, abbiamo pensato di anticipare la presentazione del libro, che avverrà sabato 12 novembre alle ore 16,30 presso la sala lettura della biblioteca di Castel Bolognese, con una visita al Museo all’aperto di Angelo Biancini. Sarà la stessa Patrizia Capitanio a guidarci lungo le vie del paese alla ricerca di alcune fra le più significative opere che il grande maestro scultore ha donato alla città. L’appuntamento è per le ore 15 al Bar Capriccio in via Roma 1/b.

Domenica 13 novembre. A seguito del gradito invito della Pro Loco, presenteremo, in occasione della Sagra del BRACCIATELLO e del VINO NOVELLO, nel bel chiostro del Palazzo comunale, IL SENIO SI MOSTRA. Si tratta due mostre (una inedita) sul nostro fiume: IL PERCORSO DEL SENIO TRA MEMORIA E NATURA e CARO SENIO. Le mostre saranno visitabili dalle ore 9 alle 19. Nell’occasione sarà presentata l’idea di un percorso ciclo-naturalistico e della memoria dalla collina al mare.

Vi invitiamo tutti.

E sosteneteci.

Iscriversi agli Amici del Senio costa 5 euro all’anno.

 

La barricaia delle cantine Astra

La barricaia delle cantine Astra

Eravamo una ventina di persone alla camminata di sabato verso Tebano. Non quante speravamo. Avevamo lavorato con impegno a quell’appuntamento, ma evidentemente non siamo stati abbastanza bravi. E dire che l’iniziativa è stata molto interessante.

La riva del fiume era comodamente percorribile e ringraziamo quei contadini che la tengono rasata. La grande ansa che il Senio disegna fino a lambire la Pocca è suggestiva e bella ad ogni stagione. La temperatura clemente mantiene tante erbe che abbiamo cominciato a riconoscere. E più di un partecipante ne ha raccolte.

Giunti a Tebano, l’esplorazione della galleria che avrebbe dovuto originare l’acquedotto è avvenuta in sicurezza ed ha soddisfatto la curiosità dei presenti. Ci sono mancate foto chiare e una ripresa efficace, ma rimedieremo presto.

Dopo il pozzo, la visita alla cantina Astra. Il Direttore ci ha accompagnati fra i tini e le botti. Abbiamo imparato che a dispetto di un’ambientazione non alla moda, quella cantina svolge un’opera di ricerca nel campo vinicolo molto importante e che si pone al servizio dei piccoli produttori che vengono così sostenuti e condotti ad una completa valorizzazione del loro prodotto. Man mano che scopro le tante attività del Polo tecnologico di Tebano, mi stupisco di quanto poco se ne parli.

Per quel poco che posso capire, vedo una cittadella della ricerca in crescita. Ma bisognosa di stimoli per decollare a più vasto raggio. Non conosco le strategie dei proprietari – il comune di Faenza – ne la discussione in Unione dei comuni. Posso intuire che occorrano investimenti e che forse una migliore integrazione con il privato possa dare risultati migliori.

Ringraziamo Astra e il Polo per l’ospitalità e per la collaborazione che forniscono alle attività degli Amici del Senio. Per quanto ci riguarda continueremo a sostenerli perchè diventino un punto di eccellenza nei loro campi di intervento e perchè si consolidi il loro rapporto con la bellezza del territorio che li ospita.

Dopo Astra abbiamo visitato il Santuario. Una chiesa che unisce spiritualità ed arte. Contiene opere di artisti assai significative che si mischiano con la devozione della Madonna miracolosa. Si tratta di uno scrigno che don Gigino cura con affetto, ma che spero di non essere blasfemo se dico che meriterebbe maggiore attenzione.

Al termine della visita al Santuario, ci siamo soffermati presso la fontanella che non c’è più. Lungo la strada, davanti alla chiesa, fino a due decenni fa c’era una fontanella che dissetava i viandanti. Essa traeva acqua dalla famosa galleria dell’acquedotto che le passava di fianco. Ebbene, ci siamo ripromessi di tentare di riportarla alla luce, liberandola dai detriti che la stanno soffocando. Se gli abitanti di Tebano ci aiuteranno, quest’inverno ci proveremo.

Concludo con un appello. In quella zona, costituita dalla chiesa, dalle attività del Polo, dalla scuolina – sede universitaria – e da alcune abitazioni, non vi abita più nessuno. Non sto a dire perchè, tanto è intuibile, ma in quel punto occorrerebbe istallare rapidamente un numero adeguato di telecamere di sorveglianza. Non dovrebbe essere tecnicamente difficile e nemmeno tanto costoso. Bisognerebbe affrontare il problema. Si batta un colpo.

Ed ora alcune foto.

ads-volantini_unfiumediricordi_3-webSabato 15 ottobre, camminando lungo il Senio, faremo visita ad un’opera straordinaria per quei tempi: un acquedotto che doveva portare acqua potabile a Cotignola, Granarolo e Bagnacavallo.

Siamo all’inizio del Novecento. Da secoli Tebano è conosciuto come luogo d’acqua. La montagna la raccoglie, le sabbie gialle e la ghiaia la filtrano e la contengono, uno spesso strato di argilla la trattiene dieci metri sopra il livello del Senio.

Nel 1906 tre ingegneri faentini vengono incaricati di redigere il progetto. Le acque sono potabili, indipendenti dal fluire del fiume, il giacimento appare perenne. Dopo numerose ricerche durate non meno di un lustro, iniziano i lavori con la costruzione della galleria di raccolta. Poi i lavori si interrompono, senza che ancora se ne conosca la ragione.

Di ciò che allora fu costruito resta ancora aggi una tangibile testimonianza, sotto otto metri di terra. Si tratta del primo tratto della galleria di raccolta che ancora oggi versa un rigagnolo di acqua per il Senio. Lasciando traccia nel muricciolo, sotto la chiesa, dove era posta una fontanella, dove, fino a pochi anni fa hanno trovato ristoro i ciclisti di mezza Romagna.

Sabato, giunti sul posto, un amico speleo, in sicurezza si calerà nel pozzo e filmerà la galleria che, se le condizione tecniche saranno buone, potremo vedere in diretta su Facebook. Oppure vederla in breve differita.

Siamo a Tebano sul Senio, paese di acque, ma anche di vino. Non a caso, dopo la galleria, visiteremo le cantine Astra del Polo di Tebano. Renderemo così omaggio ad uno dei centri di ricerca vitivinicolo più apprezzati della Regione.

Sullo sfondo il bel libro “Tebano, una piccola località delle colline faentine viva oggi come ieri – Carta Bianca editore -” e la sua autrice Patrizia Capitanio. E’ stata la lettura di questa interessante pubblicazione che ha ispirato questa iniziativa degli Amici del Senio. Il libro sarà presentato a Castel Bolognese – nella sala lettura della biblioteca – sabato 12 novembre.

Cliccando la foto, potrete leggere il programma dettagliato dell’iniziativa.

 

Conoscere il vino

Conoscere il vino

Ieri alla camminata di Solarolo, centellinando un’ottima Albana del 2009 del podere Mazzolano di Roberto Graziani, Mario ci ha raccontato di quando Galla Placidia – in giro per le colline di Forlì – dopo avere assaggiato questo vino e averne constato il suo splendido colore giallo, esclamasse di come avrebbe voluto “berti in una coppa d’oro”. Si dice fosse da quella esortazione che il paesino prese il nome di Bertinoro.  L’imperatrice poi lungo la via del ritorno, poco prima di Ravenna, si racconta finisse col suo destriero gambe all’aria e pare che proprio da quell’inconveniente, forse dovuto all’ebrezza, i cittadini del posto chiamassero la località: Gambellara.

Vero o no che sia questa storia, di certo l’albana fa del suo colore giallo dorato una delle sue caratteristiche di base e quella di Roberto conferma la regola. Sempre in tema di assaggi, prima dell’albana (14 gradi), eravamo passati da un allegro Chardonnay (11,5 gradi) e da un ben strutturato Sangiovese di 13 gradi. Tutti ottimi vini delle terre di collina (Riolo Terme) del nostro Senio.

Con l’iniziativa di ieri, dopo le erbe, il pane, i trebbi abbiamo continuato il cammino lungo il fiume, alla scoperta delle tradizioni, delle storie e dei prodotti della sua valle. La prossima tappa sarà forse alla scoperta degli acquedotti sotterranei di Tebano e del nasturzio, una pianta molto rara che a Tebano ha trovato un habitat ideale.

Dicevo di ieri e dell’abbinamento camminata sul fiume e legame col territorio. Va detto che, nonostante fosse un caldo fuori dal normale, un folto gruppo di cittadini – particolarmente donne e bambini – ci ha seguito.  Dopo avere ricordato i Martiri di Felisio e deposto un mazzo di fiori di fiume sul loro Monumento, ci siamo incamminati verso il passo di Lungaia, seguendo il sentiero segnato da amici contadini con il loro “trincia”. Nonostante il secco abbiamo potuto apprezzare i profumi intensi di alcune erbe pestate fra le quali la mentuccia e la ruccola. Poi la scoperta di alcune rigogliose piante di luppolo in fiore.

Va detto che in quel tratto il Senio è messo poco bene. Serve di accurata manutenzione, di riprofilatura di tratti di riva crollati, di controllo sugli emungimenti che ormai gli hanno tolto anche le lacrime. Speriamo di essere ascoltati.

Concludo ringraziando l’amministrazione comunale di Solarolo che sempre ci sostiene e tutti coloro che con il loro impegno hanno reso possibile questa iniziativa degli Amici del Senio.

 

 

Foto - Articolo da Settesere

Foto – Articolo da Settesere

Segnaliamo e salutiamo con piacere da Settesere settimanale questa bella iniziativa dei comuni di Fusignano ed Alfonsine. Hanno pensato di riservare alle biciclette una rete di piccole strade di campagna che uniscono due comuni e diversi punti di interesse del territorio. Oggi l’inaugurazione.

Si tratta di una iniziativa che si sposa molto bene con l’idea che gli Amici del Senio sostengono, di un percorso ciclopedonale sull’argine del fiume, dalla Collina al Mare. Un domani, transitando in bici sull’argine, i turisti – giunti a Fusignano e Alfonsine – avranno a loro disposizione percorsi dedicati per addentrarsi a visitare il territorio. E’ esattamente quello che vorremmo.

Confidiamo che altri comuni vorranno seguire questa impostazione. Ci aspettiamo qualcosa di concreto, ad esempio, da parte dei comuni di Lugo e Bagnacavallo i cui centri storici saranno molto appetibili ai turisti “lenti” che transiteranno sul Senio.

Contemporaneamente ci aspettiamo che tutti i comuni del Senio si uniscano per dotarsi, a breve, di un progetto di valorizzazione del Senio che comprenda almeno il “preliminare” del percorso ciclabile che unisca i parchi della Vena del Gesso e del Delta del Pò e che si completi con il coinvolgimento del Lamone, o/e del Santerno.

Progetto preliminare che possa consentire di partecipare ai bandi di finanziamento e di avere le carte in regola per potere essere inserito nell’Atlante nazionale dei percorsi ciclabili.

 

Arena balleIn questi giorni il fiume Senio culla la sua più bella esperienza dell’anno. L’Arena delle balle di paglia di Cotignola. L’Arena vive dal ponte della Chiusaccia al ponte di Cotignola. Con l’Arena prende corpo il sogno di trasformare il nostro Senio in una grande palestra di arte, cultura e divertimento lento. Dal Reno, dove sfocia, alla Sambuca, dove nasce.

Se l’Arena delle balle vive qualche mese, l’Arena del Senio dovrà vivere tutto l’anno. L’Arena del Senio dovranno essere le centinaia e centinaia di iniziative che una moltitudine di attori sapranno mettere insieme per creare un evento di teatro, arte e cultura unico al mondo. Un sogno? No, un obbiettivo al quale tante persone stanno lavorando con impegno e passione.

L’Arena della balle di paglia è un evento visitato ogni anno da diverse migliaia di persone. Chi la scopre per la prima volta, rimane stupito e si chiede come possa essere possibile.

Voi avete mai visitato l’Arena? Se decidete di farlo, ne vale veramente la pena, vi offro qualche consiglio.

L’Arena è come il buon vino, va centellinato, scoperta piano piano. Per la visita potete partire dal parcheggio del nuovo campo Sportivo di Cotignola e arrivare a piedi per la campagna (illuminata), oppure potete percorrere la cima dell’argine di sinistra dal ponte di Cotignola o da quello della Chiusaccia. Il percorso è perfettamente agibile a piedi e in bici, grazie al taglio dell’erba offerto volontariamente da Franco, un contadino del luogo che apprezza il “gioco”.

Se vi incamminate lungo l’argine dal ponte di Cotignola, incontrerete la Golena dei poeti, ricavata dentro al Senio, poi la grande Arena delle balle di paglia con davanti il muro delle acacie del vecchio canale e  alle spalle la riva del fiume, il Ridotto balle, l’Arena dei bambini, la Casa della fotografia di paglia. Potrete risalire il canale attiguo al fiume, dentro al tunnel delle acacie, visitando gli allestimenti inventati dai creativi dell’Arena. Troverete l’Area pic-nic di via Cenacchio, per chiacchiere e spuntini, sede dei racconti della gente comune; a pochi metri il Casone teatro Ercolani, un vecchio ripostiglio di attrezzi agricoli trasformato nel più bel teatro si sempre. Proseguendo sull’argine, verso la Chiusaccia, dopo il sipario sull’argine, vi imbatterete nella Golena dei morti felici, teatro di surreali evocazioni, sempre legate ai fatti del popolo e alla sua cultura.

Lungo il tragitto sarete attratti da decine di opere d’arte create sul posto con i materiali del luogo. Di queste fanno parte i getti d’acqua sul Canale Emiliano Romagnolo.

L’ora migliore per la visita è quella fra il “lume e lo scuro”, potendo così vedere prima gli allestimenti alla luce del giorno e dopo, illuminati dagli artisti del led. Questo luogo incanta e coinvolge i bambini. Quindi nessuna preoccupazione per loro, se li portate vi saranno grati. Se arrivate presto, potete ristorarvi col cibo da passeggio ammannito al Bar delle acacie, dove anche si raccontano cose. Se siete vegetariani, vegani o celiaci, niente paura, si è pensato anche a voi. Poi la birra. E qui mi fermo. L’Arena vi aspetta. Il programma completo  è qui http://www.primolacotignola.it/public/file/1t000570.pdf