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In discussione la passeggiata sul fiume

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Senio - Bruco di fiume a spasso nel Parco fluviale di Castel Bolognese

Senio – Bruco di fiume a spasso nel Parco fluviale di Castel Bolognese

Siamo in attesa che il Tribunale di Ravenna si pronunci, in secondo grado, circa la denuncia del comune di Castel Bolognese contro un privato cittadino che ha sbarrato il passaggio sull’argine del fiume Senio di fronte a casa sua. Impedendo in tal modo la passeggiata che tanti cittadini facevano da tempo immemorabile. La persona interessata, non si è limitata a porre sbarre, ma ha anche piazzato una video registrazione e minacciato a più riprese persone che, non credendo ai propri occhi, hanno aggirato l’ostacolo.

Nel corso del primo grado di giudizio il Giudice ha sentenziato l’immediata rimozione degli ostacoli. Il soccombente si è appellato e in questi giorni, dopo molti mesi, pare essere vicini alla sentenza di secondo grado.

Si sa che si è dato corso ad uno scambio di memorie processuali. Non so cosa voglia dire, ma intuisco che ci siano problemi. Si parla di un intervento del Servizio di Bacino, ovvero dell’autorità del fiume. Servizio che, seppure in modo indiretto, in qualche modo già si era espresso all’indomani della sentenza. Io stesso ricordo che, subito dopo la pronuncia positiva per i cittadini, un alto dirigente di quel Servizio, che dipende dalla Regione, affermò con un articolo sul Resto del Carlino, essersi trattato di una sentenza sbagliata.

Mi chiesi come abbia potuto un dirigente della Regione, un dipendente pubblico, entrare a piedi pari in un processo e sentenziare contro il giudice che ha emesso la sentenza. Mi sarebbe parso più consono il dovere di rispettare le sentenze e lasciare che la giustizia compisse il suo corso.

Da quanto ho capito, a giudizio del Servizio di bacino, la prima sentenze non avrebbe tenuto conto di un Decreto risalente all’inizio del secolo scorso (1904), quando ancora vigeva lo Statuto Albertino, il quale, ancora in vigore, pare stabilisca il divieto di passaggio dei cittadini sugli argini dei fiumi. Di conseguenza, si potrebbe pensare che in tutti questi anni le persone che hanno percorso gli argini dei nostri fiumi lo abbiano fatto abusivamente (viandanti, sportivi, sognatori, poeti, partigiani, cacciatori, pescatori, tartufai, scolaresche, contadini, ortolani, vagabondi, malandrini…). Senza per altro che si abbia avuto notizia di una sanzione comminata (se c’è un regolamento…).

Proprio oggi ricevo da un amico di Faenza il testo del famoso decreto del 1904. Potete leggerlo anche voi, cliccate qui http://www.regione.piemonte.it/ambiente/tutela_amb/dwd/rd523_1904.pdf . Non l’ho letto tutto, lo farò. Sbirciando qua e la, mi è balzato agli occhi l’articolo 59. Dice che gli argini sono pubblici. Poi dice che sopra di essi i comuni e i privati possono ricavarne strade. In quel caso, chi fa una strada deve impegnarsi alla corretta manutenzione della riva. Se il comune non fa la manutenzione – solo in quel caso – l’autorità può sbarrare la strada. A Castello l’oggetto della causa in Tribunale è che si chiede semplicemente che si possa transitare a piedi in una argine pubblico (e se non è pubblico si deve spiegare per quale ragione non lo è – io non l’ho ancora capito). Più in generale si chiede di utilizzare gli argini come percorsi di interesse naturalistico da transitarvi a piedi e in bici. Non si tratta e non si chiedono affatto strade. Che sono ben altra cosa.

Mah, non so. Speriamo sia solo un brutto sogno e che il risveglio sia giusto. Sono anni che Enti, Associazioni, Amministrazioni locali sono impegnati a valorizzare i nostri fiumi, immaginandoli come percorsi per pedoni, biciclette, cavalli con uscite verso i punti di interesse storici, ambientali e produttivi. Sono anni che si parla di sviluppo del turismo lento e del turismo della memoria. Da anni si parla di Contratti di fiume, ossia di patti volontari – in attesa che diventino legge – per gestire la complessità del fiume assieme alle popolazioni. E oggi siamo ancora costretti ad occuparci del tema del libero accesso ai fiumi? C’è da non crederlo. Al momento non ci resta che sperare in una giustizia giusta.

9 Dicembre 2014/0 Commenti/da Domenico Sportelli
Tags: agibilità, divieti, sbarra, Sentenza
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https://amicidelsenio.eu/wp-content/uploads/2026/07/logo_amici-del-senio-26.png 0 0 Domenico Sportelli https://amicidelsenio.eu/wp-content/uploads/2026/07/logo_amici-del-senio-26.png Domenico Sportelli2014-12-09 06:01:222026-01-07 21:54:07In discussione la passeggiata sul fiume
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