Tolta la sbarra sull’argine del Senio

L’antefatto. Quando per evitare le frequenti esondazioni, il Senio venne arginato nel tratto fra Tebano e Ponte del Castello – per iniziativa dei privati che volevano salvare le loro terre – non venne risolto il problema delle proprietà. Contravvenendo alla logica vennero eretti argini, che garantivano anche la funzione pubblica della difesa del territorio dei comuni di Castel Bolognese e Solarolo, senza che questi e le golene venissero demanializzati. Nella sostanza un’opera di interesse pubblico e comune rimase di proprietà dei privati. Con tutte le conseguenze del caso: sicurezza limitata, conflitti di competenza, continua litigiosità. L’effetto più evidente è che ancora oggi non si da chi debba fare la manutenzione. E la vigilanza?

Il fatto. Nel 2013 accadde che un frontista, proprietario di argine, golena e letto del fiume fino alla sua metà (secondo le carte), mettesse una sbarra alfine di impedire per ragioni anche comprensibili dal suo punto di vista, il passaggio dei cittadini che da sempre hanno camminato per andare agli orti in golena, per diporto, per approvvigionarsi di prodotti e materiali, sopra l’argine fino al Ponte del Castello.

I castellani non accettarono di buon grado questo impedimento, ritenuto ingiusto e immotivato; molti continuarono a passare e gli animi si incattivirono. Fu allora che promuovemmo una petizione popolare, rivolta al Sindaco. che chiedeva il ristabilimento di una situazione che il tempo aveva di fatto consolidato. Fu un momento di profonda e sentita evocazione dei ricordi di un tempo da parte di moltissime persone, che dimostrò come il loro fiume rappresentasse parte della loro identità. Come avesse contribuito a forgiarla.

In men che non si dica vennero raccolte molte centinaia di firme in ragione delle quali il Sindaco di allora intentò una causa legale per dirimere la questione. Essa si basò, se non erro, sul presupposto che una consuetudine così protratta nel tempo e profonda nei sentimenti, dal momento che non ledeva interessi materiali di rilievo, dovesse essere riconosciuta come un diritto inalienabile e acquisito.

La conclusione. In questi giorni, dopo diversi livelli di giudizio che hanno visto prevalere il ricorso dell’Amministrazione comunale a tutela dei cittadini, il proprietario ha scelto di togliere la sbarra e di ricostituire di fatto la situazione ante. Adesso l’auspicio è che questa sentenza possa aiutare a dirimere diverse altre situazioni simili presenti lungo il fiume. Occorrerà leggerne il dispositivo, poi si vedrà. Difficile però per chiunque non tenerne conto.

In casi come questo la strada pensiamo debba essere quella dell’incontro del pubblico con il privato, del confronto e della ricerca del giusto punto di equilibrio. Dovrà essere il percorso da seguire per realizzare il completamento dell’anello ciclopedonale che dalla diga steccaia vorrebbe giungere al molino Scodellino, seguendo l’argine del Senio. Parliamo di bene comune. Col buon senso e la ragionevolezza questo obbiettivo si può realizzare .

Oggi

Dell’argomento ne abbiamo parlato in passato (fra parentesi gli accessi all’articolo)

(1/8/2013) – Si vorrebbe vietare il passaggio sull’argine del Senio (334)

(27/12/2013) – Castel Bolognese, precluso il passaggio sull’argine (238)

(29/12/2013) – L’argine sbarrato suscita interesse (169)

(27/1/2014) – Argine sbarrato, chi garantisce la sicurezza? (184)

(27/6/2014) – L’argine del Senio torna libero (192)

(26/8/2014) – Argine libero (210)

(9/12/2014) – In discussione la passeggiata sul fiume (193)

(14/2/2015) – Fiume e sbarre (135)

(14/3/2017) – Quelle sbarre vanno tolte 

 

 

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