Pensavo che l’anima camminatrice degli Amici del Senio si fosse rivelata in queste giornate autunnali e che un numero maggiore di persone avesse accolto la nostra proposta. Evidentemente mi sbagliavo, anche se gli undici coraggiosi hanno avuto ragione.

Capite che il mio non è un rimprovero, ci mancherebbe. Il fatto è che quando si mette passione e tempo per organizzare un evento, per quanto piccolo e insignificante sia, si vorrebbe avesse riscontro. Qualora ciò non accada vuol dire che in qualche cosa si è sbagliato e su questo, noi Amici del Senio, siamo chiamati a riflettere. Anche se i Mille hanno liberato l’Italia e se tante nobili rivoluzioni sono partite da un manipolo di uomini e donne.

Descrivo brevemente la camminata, che chiamo il giro di monte Battaglia, per corroborare chi volesse provarla.

Siamo partiti alle 9,40 dal passo del Prugno, dove si parcheggia tranquillamente. In circa tre quarti d’ora siamo arrivati in cima, sotto la torre del vecchio Castello. La storia epica di questo luogo è raccontata dai tanti cartelli istallati e da una grande opera in bronzo che ci racconta gli orrori dell’ultima guerra. Il luogo è panoramico, con lo sguardo che corre dalle Alpi, al mare, alla vetta innevata del Cimone.

Proseguendo, siamo scesi per il ripido sentiero, fino ad incrociare la strada che porta a San Ruffillo. Giunti a questo punto – la compagnia era in forma – abbiamo deciso di proseguire verso la chiesa di Valmaggiore. Dopo circa tre quarti d’ora l’abbiamo vista, ci siamo dichiarati soddisfatti. E fermati per cibarsi di quanto avevamo nello zaino.

Tornati sui nostri passi, giunti alla confluenza con la strada di San Ruffillo, l’abbiamo imboccata. Siamo scesi, incontrando un antico castagneto molto bello e case di campagna ben tenute. Arrivati ad un incrocio, abbiamo svoltato a sinistra lungo la via Chiesuola, che sale verso il prugno. Ancora bei scorci di campagna, coltivata con arte e maestria. Una quercia secolare a destra con a fianco una graziosa edicola mariana, poi due vecchie piantate con viti ancora maritate agli aceri campestri – gli “oppi” di antica memoria – ci hanno condotto a due grandi, antiche abitazioni di campagna. Piantate e case di campagna così ben tenute, non se ne vedono quasi più e per questo, quel contadino andrebbe premiato.

Abbiamo proseguito in leggera salita verso il Prugno e quando il ginocchio di uno, l’anca dell’altro, le mie giunture hanno cominciato a farsi sentire, abbiamo capito di essere giunti al limite del nostro allenamento. Eravamo però arrivati, dopo cinque ore dalla partenza. Aperto il tavolino degli Amici del Senio, ci siamo rifocillati con qualche buon tortellino imbottito di marmellata di cocomera, chi ha voluto ha ritirato la tesserina 2020 dell’associazione, altri hanno liberamente donato un contributo, a noi indispensabile per gestire le future iniziative. E ci siamo visti tutti contenti.

Abbiamo detto cinque ore dalla partenza. Calcolando che un’ora e mezzo/due l’abbiamo impiegata nella divagazione verso Valmaggiore, possiamo dire che il giro del Monte Battaglia si compie comodamente in tre ore, tre ore e mazzo. Ieri, con la divagazione, abbiamo percorso circa 18 chilometri. Solo il giro attorno al Monte saranno stati 11. Il dislivello in salita, compreso il tratto verso Valmaggiore è stato di circa 400 metri. Solo per il giro del monte sono 350.

Adesso alcune foto scattate lungo il percorso (cliccare). Arrivederci alla prossima camminata.

 

 

 

 

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