Le casse di espansione del Senio hanno mai funzionato?

La casse di espansione di cui si parla sono due. Per comodità le chiamiamo di MONTE – quella in territorio di Cuffiano-Riolo Terme i cui lavori sono stati conclusi oltre un decennio fa, ma mai collegata con il fiume – e di VALLE – quella in territorio di Tebano-Faenza per la quale, ancora oggi, non sono stati conclusi i lavori di escavazione per una vertenza legale in atto.

Va detto che entrambe, se fossero stati efficacemente conclusi i lavori di collegamento con il fiume, già da anni avrebbero potuto contenere una rilevante quantità di acqua (2,6 milioni di metri cubi). Mentre, a regime, dopo avere completato i lavori di dimensionamento di quella di valle, le due casse saranno in grado di trattenere 4,2 milioni di metri cubi di acqua (fonte Autorità di bacino CC Castel Bolognese del 4 Aprile 2025). Una quantità di rilievo, si tenga però conto che nel corso dei due eventi del maggio 2023 si calcola siano usciti dal Senio 30/40 milioni di metri cubi di acqua.

Occorre sapere che nel 2019 – il 29 novembre al Granaio di Fusignano dall’ing. Claudio Miccoli – venne presentato pubblicamente con diapositive il progetto per collegare le due casse al fiume. Prevedeva in loco appositi sbarramenti per alzare il livello dell’acqua e fare in modo che le casse potessero riempirsi. Il progetto tecnico riteniamo sia questo (fonte archivio ISPRA):

Successivamente questo progetto fu abbandonato – sarebbe utile capirne la ragione – e sostituito, dopo gli eventi catastrofici del 2023 con un sistema di laminazione che è quello che oggi possiamo vedere. Purtroppo, sostanzialmente inefficace.

In questi giorni, dopo le piogge di Natale che ha portato il Senio in soglia 3 (rossa) a Tebano e in profondo rosso da Cotignola al Reno con le conseguenze che abbiamo vissuto, si torna a parlare della mancata efficienza di quelle casse. Ricordo che il riferimento per la loro entrata in funzione è il superamento della soglia rossa all’idrometro di Tebano (come annunciato nel CC di Castel Bolognese del 4 aprile 2025). Confidiamo che la discussione porti finalmente a decisioni cogenti ed efficaci da parte dell’Autorità di Bacino e della Regione.

Come hanno funzionato le casse fino ad oggi? Questa la cronistoria dagli eventi a partire dal 2023.

Evento del 2/3 maggio 2023. Le due casse, quella di monte e quella di valle non ricevettero nessun apporto dal fiume (testimonianza degli abitanti del posto).

Evento del 16/17 maggio 2023. La cassa alta non ricevette acqua dal fiume. In corrispondenza di quella bassa, accadde che la furia dell’acqua proveniente da monte, in località Maccolina, travolse l’argine di dx, si riversò nel territorio della cassa, per poi rirompere l’argine a valle e rientrare in alveo quando in fondo alla medesima incontrò la collina. In questo caso si può dire che un poco di acqua sia entrata nella cassa di valle (per poi mettersi in coda, quando l’acqua nel fiume calò e probabilmente uscire dalle rotte apertesi a valle e contribuire all’alluvione di Castel Bolognese e della valle (Testimonianza degli abitanti del posto e mie foto).

Nei mesi successivi, con lavori in somma urgenza dell’Autorità di Bacino e Protezione Civile e lo stanziamento di 3,1 milioni di euro, venne rifatto l’argine di dx travolto dalla furia dell’acqua e quindi riproposta la situazione precedente. Con l’accorgimento – fra altri – di creare due zone di sfioro dell’acqua e consentire così di entrare nelle casse. Lo sfioro per la cassa alta, come tutti possono vedere, fu fatto abbassando l’argine della cassa, prevedendo quindi un utilizzo molto limitato della stessa.

Evento del 18 settembre 2024. Quella a MONTE – nonostante l’abbassamento del livello di entrata dello sfioro – non ricevette acqua dal fiume. Quella a VALLE invece funzionò. Immagazzinò l’acqua possibile (tenuto conto che non è ancora completata nella sua portata di progetto). Contribuì, assieme alle esondazioni nei campi alluvionali di dx dove le rotte dl 2023 non erano state chiuse, a fare si che l’argine in sx – quello che protegge Castel Bolognese e Solarolo – “tenesse”, se pure con qualche piccola esondazioni. Va detto che anche in questo caso, siccome lo svuotamento della cassa di valle – che questa volta ha funzionato – avviene con un tubo posto poco oltre il livello del fiume in magra, col calare della fiumana l’acqua trattenuta dalla cassa si sia messa in coda e che possa essere andata ad alimentare la rotta avvenuta a Cotignola. (Testimonianza degli abitanti del posto e mie foto)

Evento del 14 marzo 2025. Fiume a livello 3 (rosso) nei comuni di pianura. Sia la cassa di MONTE che quella di VALLE non hanno ricevuto acqua dal fiume. (Testimonianza degli abitanti del posto e mie foto)

Evento del 25 dicembre 2025. Fiume a Livello 3 (rosso) sia a Tebano che nei comuni di pianura. Sia la Cassa di MONTE che quella di VALLE non hanno ricevuto acqua dal fiume. (Testimonianza degli abitanti del posto e mie foto)

Questa successione di avvenimenti dimostra, credo senza ombra di dubbio alcuno, che il sistema attuale di entrata dell’acqua nelle casse deve essere ripensato. Così non funziona allo scopo per cui le casse sono state realizzate (contenere 4,2 milioni di metri cubi di acqua).

La descrizione, nel suo processo evolutivo, mi risulta sostanzialmente precisa, Può esserci qualche inesattezza circa i numeri. Ragione per la quale se qualche lettore ha precisazioni (comprovate) da fare me le invii nei Commenti, oppure scrivendo a domenicosportelli@gmail.com

NdR. La foto in evidenza mostra il foro di scarico della cassa di valle. Noterete guardando verso l’alto una piccola collinetta. Quella è la ex discarica dei rifiuti del faentino in funzione fino alla fine degli anni ottanta. Noterete che la fiumana quando scende va verso questa collinetta. Sappiamo che la forza dell’acqua erode. Ci chiediamo se siamo sicuri che la furia del fiume non possa entrare a contatto con la discarica? Abbiamo posto pubblicamente la questione, ma anche in questo caso, nessuna risposta.

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