Pai e Senio, speriamo si faccia presto
Ieri sera a Castel Bolognese, con la collaborazione del geologo Paride Antolini, abbiamo presentato le dieci proposte contenute nel Pai per elevare il livello di sicurezza del fiume Senio. Erano presenti circa sessanta persone, da Alfonsine, a Faenza, a Casola Valsenio.
Debbo dire che i meno interessati sono apparsi i miei concittadini di Castel Bolognese e questo mi lascia poco contento. Fatichiamo a capire che il nostro centro abitato è stato nel secolo scorso la vera cassa di espansione del Senio e che purtroppo lo sarà ancora. Visto che nulla è ancora stato fatto di decisivo per elevare la sicurezza, pensando al futuro. Non sono state fatte funzionare le casse di espansione e non si sa quanto potrà accadere, non si è ancora posto mano al rifacimento dell’argine dal Ponte di Castello a Tebano che, anche il Pai dice essere decisivo per salvare Castel Bolognese e la vallata.
Nel corso della serata le persone intervenute hanno colto i punti di debolezza del Pai. Fra questi sono balzati alla luce il tema della tutela del fiume in collina e montagna, quello della rete di scolo secondaria particolarmente in relazione alle aree interessate alle esondazioni controllate e l’aspetto delle delocalizzazioni da incentivare nelle aree alluvionali. Parimenti sono stati posti i temi delle priorità degli interventi da effettuare e della manutenzione da qualificare ed incentivare nell’immediato.
Nei prossimi giorni cercheremo di dare organicità alle nostre idee di implementazione dei contenuti della monografia de Senio e le faremo conoscere agli estensori della pianificazione contenuta nel Pai, con i quali abbiamo già avuto un proficuo incontro a Parma. Poi le daremo alla Regione, alle Amministrazioni comunali e al pubblico. In questo modo continueremo il nostro impegno sui temi della sicurezza del Senio iniziato 13 anni fa con una petizione in calce alla quale raccogliemmo oltre mille firme. (Foto il disegno della Cassa di espansione prevista a San Severo di Cotignola).
Ps – Questo, lo ricordiamo, fu il testo della petizione.
Per il fiume Senio chiediamo:
- realizzare subito le opere di collegamento con la cassa già pronta a Cuffiano;
- un piano di manutenzione del bacino del Senio per la massima sicurezza della funzione idraulica nel rispetto della complessità ecologica, ambientale, paesaggistica e della vegetazione ripariale e golenale;
- una più accorta regolamentazione del prelievo dell’acqua per garantire il deflusso minimo vitale anche in estate;
- una gestione intelligente della presenza degli alberi, no al loro taglio indiscriminato;
- …..
Questo a testimonianza del nostro impegno anche in tempi non sospetti, sul tema della sicurezza. E a riprova dello sgarbo di cui siamo stati oggetto da parte della Commissione parlamentare di indagine che, venendo sul Senio, nemmeno ha pensato di salutarci.









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