Giorni fa abbiamo visitato per diporto l’area delle ben note casse di espansione del Senio a Tebano/Cuffiano. Ricordate? Opera definita di assoluta priorità per la sicurezza dei comuni di pianura ubicati lungo l’asta del Senio. Finanziata con 10,5 milioni di euro, con progettazione esecutiva completata e con bando europeo per l’affidamento dei lavori che avrebbe dovuto partire la passata primavera. A questo proposito vi invito a leggere la cronaca che scrivemmo lo scorso mese di novembre a seguito delle affermazioni pubbliche rese in un incontro a Fusignano In primavera il bando per le casse di espasione del Senio.

Nel bel giro a piedi abbiamo notato due aspetti:

  • il completo abbandono dei lavori, se non per una alta (e certamente costosa) rete posta a protezione della cassa già fatta e assolutamente insignificante per la sicurezza in quanto la si può violare con un temperino, cosa che in diversi punti alcuni avventori hanno già fatto;
  • la bellezza di una zona naturalistica oramai conquistata dall’acqua, dalle piante arbustive e dalla fauna. Un vero paradiso per gli uccelli, se non fosse che, essendo la zona totalmente abbandonata, è diventata, oltre che meta di amanti della natura, anche di chi la usa per attività sportive non sempre compatibili, come il cross con motori e, addirittura, auto.

Nel corso della camminata, resa gradevole dal clima mite e dai colori autunnali, abbiamo potuto constatare che le querce secolari che esistono in quella zona sono oramai inesorabilmente attaccate dall’edera, quindi soggette ad estinzione in pochi anni. Abbiamo poi notato lo stato di totale abbandono del molino – credo si chiami Fantaguzzi -, delle pertinenze annesse, compreso una grande casa colonica e il particolare silos – faentino – che andrebbe conservato a testimonianza di una storica architettura rurale delle nostre zone.

Il sentimento finale della scampagnata è stato di amarezza e di gioia. Gioia per la riprova del grande valore naturalistico e ambientale dell’intera area. Fra altro abbiamo visto ragazzini a scuola di equitazione sui cavalli di un Agriturismo della zona, altro esempio questo della potenzialità della zona. Amarezza per i ritardi della politica, l’incuria e forse la non consapevolezza dell’utilità complessiva di quell’opera che attende di essere completata da oltre vent’anni.

L’augurio e l’invito pressante che rivolgiamo a Regione e Sindaci del Senio è quello di riprendere la vicenda in mano  e di portare a compimento un’opera di grande valore per la sicurezza e l’economia della vallata. Oltre che per la qualità della vita dei cittadini.

Ricordando che casse di espansione e area naturalistica al servizio dei cittadini – così come prevede la VIA del progetto – sono le due facce della stessa medaglia che vanno considerate e portate a compimento assieme.

 

 

 

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