Giorni fa ho percorso a piedi il tratto di argine del Senio dalla Chiusaccia a Cotignola. L’ho fatto per piacere e perchè alcuni Amici del Senio mi avevano scritto denunciando quello che a loro parere pareva essere una manutenzione sbagliata, particolarmente là dove ha fatto piazza pulita degli alberi, pensando, credo, di sostituirne la funzione con delle massicciate di sassi, come già avvenuto in altri tratti di fiume.

Siccome per natura non amo alimentare polemiche astratte, vi mostrerò le fotografie di quello che ho visto, quindi della situazione reale, alle quali aggiungerò qualche commento.

Se in qualche caso potrà aleggiare una punta di ironia ponetela in conto alla delusione derivata dal fatto che dopo quasi dieci anni di discussioni, iniziative e partecipazione dal basso volte alla valorizzazione del nostro fiume e di ciò che ad esso sta intorno, i risultati sono stati per ora insufficienti. Noi però continueremo, confidando che i ritardi siano recuperati e che le cose cambino.

Il cartello dei lavori

Sono partito dalla Chiusaccia e dal cartello dei lavori.

Non posso dimenticare che la funzionaria che firma questo appalto un anno fa mi ha intimato di smetterla di inviare segnalazione sulle tane di animali nel fiume. E dire che è dipendente della Regione, la stessa Regione che sostiene i Contratti di fiume, una possibile gestione futura degli stessi che veda la partecipazione dei privati e dell’Associazionismo. Una modalità che potrebbe proprio prevedere che un’associazione di volontariato come la nostra possa assumere funzioni a sostegno della vigilanza del corso d’acqua. Debbo dire onestamente che ho patito quel gesto come un’offesa e l’ho interpretata come un segno di disprezzo.

Naturalmente continueremo a segnalare le problematiche del fiume, interessando da ora in poi, oltre ai Sindaci, anche il Presidente della Regione e il nucleo ambiente dei Carabinieri.

Questa foto si riferisce al piccolo tratto di argine e di fiume compreso in Rete Natura 2000, un’area protetta voluta dal Comune di Cotignola e tutelata dall’Unione europea.

Il punto è che in quel tratto il fiume si restringe e quindi troppa vegetazione potrebbe ostacolare il defluire dell’acqua in casa di piena. Allora il compromesso realizzato fra comune e Regione è stato quello di mantenere una fila di alberi in modo da non vanificare completamente l’aspetto ambientale. Per come vediamo noi le cose questa scelta potrebbe orientare molti altri tratti di vegetazione riparia, invece… . Invece si preferisce spiantare ogni forma di vegetazione, contravvenendo anche le stesse linee di indirizzo della Regione, appaltando lavori effettuati poi con modalità che pensiamo tendano a minare la stabilità delle rive e degli argini, ma forse compiacendo alle imprese che procacciano il legname per le centrali elettriche a biomassa.

La golena dei Morti felici

Proseguendo verso Cotignola si incontra la Golena dei morti felici, interessata dalle periodiche istallazioni nel contesto delle iniziative dell’Arena delle balle di paglia.

In questa ansa del fiume possiamo già constatare come la piccola fiumana dei giorni precedenti abbia già cominciato ad erodere la riva rimasta senza la protezione delle alberature e dell’erba.

Vedrete che la soluzione sarà quella di fare una barriera di sassi (costi) e che probabilmente si rivelerà inefficace come già si è potuto vedere verso Rossetta e lungo il parco fluviale di Castel Bolognese.

L’Arena delle Balle di paglia

Poco dopo si nota come la legna che poi verrà triturata con enormi macchine e trasportata con grandi camion in un’area territoriale pregiata e fragile, sia stata accatastata nell’area dove ha luogo l’Arena delle Balle di paglia, un evento culturale di interesse nazionale che in tal modo non viene proprio valorizzato, anche se nulla di irreparabile.

L’Arena dei poeti

Questa è la Golena dei poeti dove con l’Arena si riesce a collegare il teatro di ricerca con la natura.

L’area è stata completamente spogliata della vegetazione nonostante che in quel punto il fiume sia largo e quindi avrebbe potuto sopportare la presenza di un poco di vegetazione, quella che costituiva la bella scena teatrale delle rappresentazioni.

Sommità dell’argine

Qui potete vedere come le possenti macchine che sradicano le piante segnino pesantemente la sommità degli argini, forse pensiamo noi minandone la stabilità. Così come avviene quando la vegetazione viene trinciata con l’effetto di scuotere le radici e quindi di indebolire la tenuta del suolo.

L’Asino serpente

Questo è l’Asino serpente che vigila sull’Arena delle balle, a quanto pare pure lui perplesso per ciò che vede intorno.

Senza parole

Il significato di avere lasciato un albero qua e la a centinaia di metri di distanza ci è sconosciuto.

E’ chiaro che si tratta di una scelta. Forse per mitigare il disagio di coloro che protestano per il deserto fatto. A me pare una presa in giro.

Il ponte della Chiusaccia

Questo è il ponte della Chiusaccia, si tratta di un manufatto solido e importante con una storia che racconteremo.

Desidero fare notare come ai suoi lati siano presenti due grandi golene che, a mio avviso, potrebbero essere coperte con alberi. Potrebbero ospitare due piccole zone boscose allocando centinaia di quei 4,5 milioni di piante che la Regione, lodevolmente, vuole piantare in 5 anni nel suo territorio per rispondere ai temi dell’inquinamento atmosferico e del riscaldamento del clima. Perche non pensarci?

La Chiusaccia

E infine la Chiusaccia.

Come Tebano, anche la Chiusaccia di Cotignola potrebbe ambire al titolo di ombelico del Senio, tante sono le cose interessanti attorno ad essa. Abbiamo la chiusa che originò il canale del molino di Cotignola, l’Arena della Balle, la zona ambientale di Rete Natura 200o con le buche della Fornace, la Madonnina del Senio effigiata in una edicola sul ponte. Abbiamo il locale storico. Non abbiamo più Panaza e la Gigina, ma potremmo pensare di proporre che diventasse il primo Rifugio di fiume d’Italia. Meta per i camminatori e i ciclisti della bramata ciclo via del Senio, trattoria di fiume e di campagna, ostello, luogo di incontro per avventurosi e sognatori.

Foto scattate il 13 dicembre 2020.

 

 

 

 

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