Ancora da Riolo Terme, alluvionati invisibili

Poco tempo fa abbiamo pubblicato la Lettera di un alluvionato di Riolo Terme e una nostra breve risposta. L’interessato, alluvionato cinque volte in pochi anni, esprimeva il disagio che stava provando. Nei giorni scorsi, a seguito di una nostra comunicazione relativa ad un evento di fiume, ci ha riscritto. Con la sua approvazione, pubblichiamo questa seconda lettera. Anche per la ragione che la riteniamo rappresentativa del disagio ancora vissuto da migliaia di persone.

“Grazie per le informazioni. Se posso cercherò di esserci. Proprio il 28 cambieremo casa per la quinta volta in due anni e mezzo e, con l’aiuto di alcuni ragazzi, faremo il trasloco; quindi saremo impegnati fino a sera nel mettere a posto quello che possiamo. Questa sarà la prima pietra per ricominciare da qualche parte ma, soprattutto, per scappare da Riolo Terme. Se mai torneremo ad avere un futuro sarà lontano da Riolo Terme anche se, senza soluzioni per la nostra situazione sarà impossibile ricominciare veramente.

Due anni e mezzo di completo silenzio da parte dei vari enti ma, quello che colpisce, è l’assenza dell’istituzione che più di ogni altra dovrebbe avere a cuore le sorti del proprio territorio, mi riferisco al Comune. Per questa istituzione non esistiamo, siamo trattati peggio degli appestati. Questo comportamento la dice lunga sulla voglia di andare ad incidere sulle vere cause che hanno portato a questo scempio ripeto, soprattutto in un territorio violentato dagli interessi dei pochi a discapito della sicurezza dei molti. Sembra quasi che, per il Comune, meno si parli di Riolo Terme meglio è.

Per ora siamo andati avanti con la diffida al Comune e alla Regione nella quale abbiamo esposto le nostre ragioni. Se fosse per l’avvocato saremmo già in tribunale, gli ho detto che volevo attendere nel caso si fosse mosso qualcosa, per ora nulla di nulla. E’ chiaro che la sicurezza di tutto il territorio è un tema talmente vasto e complesso che non può essere gestito a colpi di sentenze, però questo silenzio e questa brutta sensazione che le nostre angosce e la nostra disperazione non siano assolutamente prese in considerazione, fa molto male. Grazie di nuovo.”

Breve risposta.

Comprendo tutto il suo disagio, dalle diverse sfaccettature. Per i ritardi nel trovare una soluzione (delocalizzazione) alla sua condizione familiare e nel sentire lontana le Istituzioni, a partire dal Comune.

Credo che il disagio verso le Istituzioni sia al momento una condizione purtroppo comune a tantissimi cittadini. Aggravata dal tema delle alluvioni e dal loro portato. Istituzioni che spesso si affidano ai “demiurghi” di turno. Che semplificano la complessità, non riconoscono la funzione dei corpi intermedi e che non ascoltano. Salvo poi lamentarsi della vacanza elettorale della maggioranza dei cittadini. Qualcosa non va, ma non bisogna arrendersi (DS).

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