A seguito della pubblicazione del comunicato degli Amici del fiume Senio, che esprime perplessità circa la rasatura di ogni forma di vita vegetale ed animale lungo il corso del Senio – azione definita per la “sicurezza” – espongo il testo della lettera che Mario Baldini di Cotignola, inventore dell’Arena delle Balle di Paglia, ha inviato ai sindaci della Bassa Romagna.

Cari Sindaci del Senio dell’Unione, siete tutti amici che stimo, però ve lo devo dire.

Ieri sera sono andato all’Arena ed ho visto i lavori di taglio a raso del Senio di Cotignola che sono arrivati all’Arena delle balle di paglia.
Oggi ho parlato con l’operatore del trattore tritaalberi della ditta che ha ricevuto l’appalto. Ho capito alcune cose.
So tutto quello che c’è da sapere sulla sicurezza idraulica, primo posto nella classifica delle priorità di Fiume, compreso, spero, le casse ad espansione di Castel Bolognese.
Però.
Noi siamo gli abitanti estivi del Senio. Da 6 anni abbiamo realizzato, proprio lì, un’ Arena, che sta diventando un museo nazionale della paglia. Cerchiamo di valorizzare e di salvaguardare il fiume. Lì ci abbiamo fatto dei nidi di land art, per colorare il paesaggio e la campagna del fiume con i sentimenti della terra.
Vogliamo collaborare e partecipare.
Cosa volete di più?
Invece.
Ci troviamo ad elaborare il lutto da soli, senza alcuna informazione e contatto.
Ci bastava ragionare 10 minuti sul luogo anche solo per informare gli “abitanti dell’Arena”, per cercare di capire quali operazioni selettive senza costo e difficoltà si potevano fare.
Mi è stato detto: “Succede che nella zona d’Arena tagliano tutto e, subito dopo, passata l’Arena non si interviene, per adesso”.

Qualche albero o qualche pezzo di vegetazione, di questo ecosistema complesso delicato e fragile, si poteva salvare, si può salvare?
Basta poco, per valutare operazioni selettive senza costi, scritti nei programmi ma non nei fatti di fiume.
L’Arena e il fiume, in quel tratto, è anche un paesaggio che è visitato da migliaia di persone.
Così si avvicina la comunità ai suoi paesaggi.
Quando si parla di partecipazione, la partecipazione è sensibilità ed attenzione, verso le varie anime del territorio. Anche quando queste sono storte.
Noi siamo un’anima, piccola. Noi siamo un ragno nascosto nei fili d’erba.
Anche un ragno può dare senso alla vita di una comunità: fa la ragnatela.

Adesso ci toccherà fare il funerale dei nostri sogni di fiume.
Secondo me parlarne avrebbe fatto bene alla salute di tutti.
Ne discuteremo tra di noi, un po’ ammaccati, con qualche ripercussione.
Resta un dubbio: si poteva fare meglio, senza costi in più? Con chi
dobbiamo parlare?
Non è solo un problema d’Arena.

Grazie e saluti

Mario Baldini
Primola Cotignola

Alla luce degli interventi di pulizia degli argini in corso di realizzazione nel tratto del fiume Senio che scorre tra Fusignano e Cotignola, e che presto potrebbe interessare gran parte dell’asta fluviale, l’associazione “Amici del fiume Senio” ha ribadito con un comunicato stampa la propria posizione in merito a quella che dovrebbe essere una più equilibrata gestione degli habitat fluviali. Riporto il testo del comunicato.

L’associazione Amici del fiume Senio è nata e opera per valorizzare il nostro fiume e riaffidarlo alle comunità. La burocrazia e l’incuria degli ultimi decenni hanno ridotto la sua funzione idraulica, rendendolo meno sicuro, e lo hanno spogliato di ogni identità storicamente tanto cara alle popolazioni dei suoi luoghi.

È necessario disboscare la burocrazia con una legge regionale che ridefinisca ruoli, attribuzioni e competenze e riavviare il naturale processo di manutenzione, nel rispetto di tutte le componenti dei fiumi.

Il fiume, per definizione, è un ecosistema aperto. È quindi parte di un ambiente complesso, con tante funzioni integrate tra loro. La qualità della manutenzione deve quindi poter garantire un equilibrio tra tutte le componenti del fiume stesso. Da questo deriva che gli aspetti idraulici debbano essere valutati assieme a quelli ambientali di contesto, sapendo che interagiscono e che si sostengono a vicenda.

Sulla base di queste considerazioni, l’associazione esprime la propria perplessità sulla qualità della manutenzione in corso caratterizzata dalla completa rasatura di ogni forma arborea degli alvei e della parte interna delle sponde.

Negli ultimi mesi le amministrazioni locali hanno dimostrato la massima disponibilità al confronto sul tema della valorizzazione del fiume e si sta lavorando per lo sviluppo di un progetto partecipato. Opereremo affinché il tema della manutenzione entri nel confronto aperto, sostenendo come Associazione i seguenti punti:

1) La manutenzione del fiume dovrebbe essere il risultato di uno studio sufficientemente articolato e approfondito di tutto il suo bacino. Lo scopo principale di ogni intervento dovrebbe essere quello di “trattenere” quanto più possibile l’acqua in ambito montano e pedemontano per poi rilasciarla gradatamente. Agli effetti del trattenimento dell’acqua e al suo lento defluire non è secondario il ruolo che assumono gli alberi in golena e in riva e il manto erboso.
2) Occorre distinguere fra falciatura dell’erba, sempre necessaria (almeno una volta all’anno), e il taglio degli alberi.
3) L’esigenza di taglio degli alberi deve essere scientificamente dimostrata da dati precisi relativi alla loro influenza sulla sezione relativa alla portata del fiume. In altre parole, il taglio degli alberi dovrebbe essere “selezionato” con giusti criteri e compreso in una armonica visione del fiume e di tutte le sue componenti (idriche, ambientali, paesaggistiche, eccetera).
4) Tutte le operazioni devono essere svolte con strumenti che non alterino la delicatezza del fiume e tutto il materiale ricavato deve essere asportato fuori dalla portata delle acque di piena, per ovvie e comprensibili ragioni.

Riguardo al tema della carenza di risorse economiche, l’associazione ritiene che sia necessario riaffidare il fiume alle comunità, le quali possono contribuire a contenere i costi, dal momento in cui le comunità stesse verrebbero toccate da una funzione di controllo alla quale potrebbe aggiungersi una fattiva collaborazione nelle operazioni di taglio dell’erba e di taglio selettivo degli alberi. Le risorse statali per la manutenzione devono essere rapportate alle giuste esigenze, e questo è un compito della politica: crediamo che la corretta manutenzione del territorio nazionale debba essere una scelta imprescindibile per il Governo.

La partecipazione e la condivisione sono fondamentali per trattare questa materia: pertanto, l’associazione Amici del fiume Senio chiede al Prefetto e ai Sindaci di essere coinvolta nel Tavolo di Coordinamento sull’assetto idrogeologico dei fiumi, con il ruolo inerente la propria funzione sociale.

Spesso incontro persone che mi parlano del fiume Senio. Le ascolto volentieri perché a me il fiume è sempre piaciuto. L’ho frequentato fin da ragazzino assieme a mio padre, pescatore. Si pescavano anguille, “gobbe”, carpe, tinche e altri pesciolini. E poi le rane. Ogni tanto in squadra e in segreto, la notte, si andava a prosciugare una “buca”. I “grandi” mi prendevano con loro, quasi in un gioco di iniziazione. Col paletto e con assi di legno che ci portavamo dietro, prima si sbarrava il corso dell’acqua a monte, poi a valle; qualcuno entrava nel gorgo con i secchi e si iniziava lo svuotamento. Col calare del livello, i primi pesci cominciavano a saltare e venivano catturati. Pesci anche di 3 chili. Più difficile con le anguille: andavano inseguite “a manaza” nella melma. Il giorno dopo questi pescioni venivano spaccati a metà, collocati nelle apposite pirofile, conditi e portati al forno di Santarelli per la cottura. La sera, gran trebbo con parenti e vicini di casa.
Potrei dire anche di quando, vicino a Felisio, assieme a “Bibi” e ad altri amici cotignolesi degli anni sessanta, trovammo 8 “spunzole” alte 20 centimetri. E di quanto potemmo gustarle in una frittata con tante uova e con contorno di radicchi di campo e “bruciatini”, sempre raccolti nelle rive del fiume.

Questi ricordi, e tanti altri collocati nella mente, mi rendono, per così dire, simpatiche, tutte le persone che vogliono bene al nostro fiume e che desiderano viverlo, gustandone il patrimonio eco-ambientale che lo caratterizza. Mi piacciono le persone che camminano o corrono lungo i propri argini; quelle che coltivano piccoli orti, garantendo la sicura vigilanza di quel tratto. Sono queste le ragioni che mi portano a sostenere l’idea di costituire l’Associazione degli Amici del fiume Senio. Un’Associazione che comprenda cittadini di tutti i comuni bagnati da esso, che unisca quindi Palazzuolo con Alfonsine, passando da Casola Valsenio, Riolo Terme, Castel Bolognese, Solarolo, Fusignano. Che colleghi la montagna e la collina della Romagna fiorentina e faentina con la pianura della Bassa romagna.

Mercoledì prossimo, 12 marzo – alle ore 20,30 – alcuni Amici del fiume Senio si troveranno a Solarolo, presso la Sala Consiliare del Municipio. Parleranno della volontà di costituire l’Associazione. Io ci sarò per portare il mio contributo. L’incontro è aperto a tutti. Se l’idea vi pare buona, partecipate e date una mano a realizzarla.