Racconto di Silvio Marchi. Terza tappa, 7 giugno 2019.

1^ parte: Borgo Rivola – Riolo Terme

Dopo l’’ottima cena preparata dalle cuoche della Pro Loco di Borgo Rivola, sotto la direzione della Presidente Ardelia Pulti, il gruppo si ritrova alle 9,15 circa davanti al bar “Quelli che…”. Dopo aver fatto colazione, imboccato un tratto di strada di fronte al bar, ci si avvia lungo la sponda sinistra del Senio, arrivando dopo circa 500 mt. al ponte vicino alla cava. Ci si ferma per circa 10 minuti ad ascoltare le parole di Hubert, che spiega le motivazioni della camminata e il senso delle cerimonie, con musica dei tamburi, purificazione con penne indiane bagnate nell’acqua e lancio finale delle gocce di luce nell’acqua del fiume.

Si prosegue sulla sinistra del fiume lungo i campi che lo costeggiano entrando dopo circa 500 mt. nella zona delle serre di Borgo Rivola, una distesa di tunnel di cellophan per la produzione di vari tipi di ortaggi e, dopo circa 1 km. si attraversa il fiume passando su un ponte di tubi e si cammina su una strada sterrata in mezzo ai campi per ulteriori 500 mt. . In corrispondenza di un punto in cui la strada fa una esse, adiacente ad una grande casa, incontriamo una grande quercia centenaria, e il gruppo si ferma a contemplarla in un momento di raccoglimento, accompagnati dalla musica di un flauto tradizionale dei nativi americani, suonato da Lucilla.  Si riparte in direzione Riolo Terme lungo una  strada asfaltata, ma poco frequentata da auto e, arrivati ad un bivio, ci si ferma ad osservare uno stagno asciutto, un’opera costruita dal Parco della vena del gesso per la conservazione e la riproduzione di anfibi autoctoni, ma abbandonata e in disuso. Ripreso il cammino, dopo circa 1,5 Km. si arriva alla diga adiacente al ponte della Casolana prima di Riolo Terme e ci si ferma per una cerimonia, scendendo vicino all’acqua su una spiaggetta di sabbia e sassi, sulla destra del fiume. Finita la cerimonia, su invito di Prem Antonino, divisi in piccoli gruppi, ci si dedica a costruire con sabbia e sassi delle piccole opere di fantasia, a suggello del momento di ispirazione collettiva.

Si riprende il cammino lasciando il fiume e avviandosi lungo un percorso ciclo pedonale che porta in direzione delle terme di Riolo Terme, che vengono raggiunte dopo circa 1 Km.. Entrati nel parco delle terme, ci si ferma per circa 10 minuti a rifocillarsi da alcune fontane e, successivamente, ci si avvia  in ordine sparso verso il centro della cittadina. Radunato di nuovo il gruppo nella piazza, si decide di percorrere in corteo il corso principale, cantando l’inno della camminata e suonando i tamburi. Arrivati verso le 12,30  nei pressi delle scuole elementari, dove si sta svolgendo nel giardino esterno la festa di fine anno scolastico, ha luogo un bellissimo momento di incontro. I canti e i suoni del gruppo attirano l’attenzione dei bambini e dei loro genitori e/o parenti, coinvolgendoli nel richiamo a curarsi dell’acqua e dell’ambiente. Lasciata la zona della scuola, si ritorna indietro e si arriva davanti al palazzo comunale. Anche qui il gruppo si ferma e intona il suo canto per l’acqua, perché sia sentito e fatto proprio dagli amministratori. Ripreso il cammino, ci si dirige verso il parco fluviale e la baracchina chiamata TimOrso per il pranzo. Luigi, proprietario della baracchina, ha preparato un buffet vegetariano molto buono che tutti gustano volentieri.

2^ parte Riolo Terme-Tebano

Terminato il pranzo, verso le 14,00, si riprende il cammino per la seconda parte della tappa, in direzione Tebano. Si rimane sulla sponda sinistra del fiume, sotto l’argine e vicino all’acqua per circa 1 Km. Poi ci si inoltra per i campi sempre costeggiando il fiume. Arrivati all’incrocio con un’altra carraia che va verso destra, la si imbocca costeggiando una vecchia casa colonica, si attraversa il fiume su un ponte di tubi e si prosegue. Dopo circa 300 mt. si incontra un’altra casa colonica, molto grande, anch’essa disabitata, ma che a suo tempo ospitava molte famiglie, con al proprio interno un grande cortile. Proseguendo lungo una carraia in salita per altri 300 mt., si arriva in un parco molto bello, il parco di Villa Schiavio. Composto da una zona piena di alberi secolari, tra cui alcune sequoie e cedri giganteschi, con all’interno le rovine della villa padronale (fatta saltare durante la II guerra), una chiesa consacrata, una fontana di acqua sorgiva, una vecchia ghiacciaia  e una grande casa colonica, simile a quella precedente, ma ristrutturata, e una zona in cui è presente un lago, che fungeva da grande piscina ed era percorso anche da piccole barche, il parco ha provocato grandi emozioni nel gruppo e lo si è dovuto lasciare malvolentieri.

Ritornati sui propri passi, appena riattraversato il ponte di tubi, si imbocca un sentiero in mezzo alla vegetazione sulla sponda  sinistra del fiume, che si deve percorrere in fila indiana, perché abbastanza stretto, ma ombreggiato. Si prosegue per circa 500 mt. sul bordo del fiume, superando alcuni fossi, tra cui uno su un ponticello di tronchi costruito dagli esploratori del Senio, si  incontrano alcuni orti e, nei pressi di una casa, si imbocca una carraia che sale verso una strada che, costeggiando sulla destra un piccolo canale e la sponda del bacino di una cassa di espansione ancora in costruzione, dopo circa 500 mt., arriva di nuovo vicino al fiume, al termine della cassa di espansione.  Salendo su un breve ma impegnativo pendio, ci si inoltra su un sentiero simile al precedente, in mezzo alla vegetazione. Dopo circa 500-600 mt. il sentiero sbuca in una carraia adiacente un campo, che si percorre per ulteriori 500-600 mt., fino a sbucare vicino alla cosiddetta discesa delle Casacce, sulla Casolana. Superato un grosso fosso, rasentando il guard-rail e costeggiando per circa 100 mt. la strada, si imbocca una nuova carraia di fianco a una casa e si ritorna vicino al fiume. Costeggiando i campi, si percorrono le carraie avendo il fiume sempre sulla destra e, dopo circa 3 Km., si arriva nei pressi della presa del Canale dei Mulini e subito dopo alla  Diga Steccaia di Tebano.

Dopo una dovuta sosta al manufatto che aveva ispirato i progetti di Leonardo durante la sua permanenza in Romagna, in breve il gruppo raggiunge la strada provinciale che porta a Tebano e attraversato il ponte arriva negli spazi fra la ormai desueta pesa e  la vecchia scuola. Lì, montate le tende da parte di chi pernotterà sul posto, i volontari dell’associazione Amici del fiume Senio preparano una gustosa cena, dopo la quale la giornata si conclude in allegria con i balli della nostra tradizione contadina.

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