Racconto di Silvio Marchi. Prima tappa, 5 giugno 2019.

Ritrovo a Palazzuolo in Piazza Alpi dei partecipanti. Espletate da parte degli amici di “Vivi consapevole in Romagna” le pratiche di iscrizione, si parte in auto verso Quadalto. A Quadalto, parcheggiate le auto, alle ore 10,15 circa, si avvia ufficialmente la camminata sotto la guida di Piero, un palazzuolese buon conoscitore dei sentieri della zona, supportato da Alberto e Silvio degli Amici del Senio.

Siamo una ventina di partecipanti, più due cani, Lola, la border collie di Silvio e Frodo, il pastore australiano di Alberto. Sono con noi anche gli sciamani di “Lowe shaman way”, guidati da Prem Antonino, che celebreranno i loro riti, ripresi dalla tradizione degli indiani americani, con i loro tamburi i loro corni e le loro penne d’aquila.

Detto che il fiume Senio si forma per la confluenza di più torrenti e che quello principale pare essere il Rio Aghezzola, si segue la strada statale verso la Sambuca sulla sponda orografica destra del suddetto Rio e, dopo  circa 1 Km, si gira a destra sulla strada verso Piedimonte.

Arrivati a Piedimonte dopo circa 1 Km e passati tramite un ponticello  sulla sinistra orografica  del Rio Aghezzola, si prosegue su una strada inizialmente ghiaiata e successivamente sterrata,. Al primo guado il gruppo si ferma per una cerimonia in onore dell’acqua, gettando le prime gocce di luce nel torrente Aghezzola.

Passato un secondo guado si arriva alla casa di Green Energy, dove vengono solitamente ospitati gruppi di ragazzi, che sperimentano per alcuni giorni la vita tra i boschi, seguiti da animatori e guide esperte. Attraversato il fiume su un ponticello, si prosegue incontrando un altro guado, che alcuni attraversano su un tronco sospeso, altri passando su sassi.

Da quel punto inizia un percorso in salita su una mulattiera fatta di sassi per circa 1 Km.

Entrati in mezzo alla vegetazione, dopo un ulteriore Km, si arriva nei pressi di Cà Aghezzola, che si decide di visitare solo al ritorno. Rimanendo in alto rispetto al corso d’acqua, si prosegue per un ulteriore Km, si scende nei pressi del rio, attraversando un fosso che vi si immette. Il gruppo, però, si è sfilacciato e una parte di esso decide di proseguire lungo il letto del rio, per arrivare alla cascata principale. Il resto del gruppo,  con in testa Piero, essendosi dato l’obiettivo di arrivare alla sorgente nei pressi di Cà Buraccia e, solo al ritorno, arrivare alla cascata principale, inizia a salire nuovamente, superando anche alcune pendenze di roccia impegnative.

Scesi di nuovo vicino all’acqua, si attraversano a più riprese diversi guadi non particolarmente difficili e alcune cascatelle e, dopo circa 2 Km, si arriva a Cà Buraccia, dove si trova l’ultima polla d’acqua perenne. Sono circa le 14,00 e ci si ferma per il pranzo al sacco e per alcune foto. Poi si decide di salire sulla riva sinistra, abbastanza scoscesa, per visitare i ruderi della vecchia postazione militare di Cà Buraccia, risalenti al XIV-XV secolo.

Si parte per il ritorno seguendo lo stesso percorso dell’andata, per andare ad incontrare l’altra parte del gruppo alla  grande cascata. Dopo essersi ricongiunti, si effettua tutti insieme una bella cerimonia e, al termine, si decide per il rientro attraverso un percorso parzialmente modificato. Arrivati al fosso attraversato all’andata, invece di salire verso l’alto, si prosegue lungo il rio guadandolo più volte, fino ad arrivare ad una struttura in pietra, che originariamente era una testa di ponte. A quel punto, sulla sponda orografica sinistra del rio, si prende una vecchia mulattiera, in gran parte  con il fondo lastricato, che conduce a Cà Aghezzola.

Arrivati a Cà Aghezzola, una vecchia costruzione con il tetto rifatto e in parte in ristrutturazione, adibita a punto di ristoro per i camminatori,  ci si ferma a riposare e a rifocillarsi, prima di iniziare l’ultima parte del percorso di ritorno.  Passata Piedimonte e ritornati sulla statale della Sambuca, una parte del gruppo di testa decide di scendere alla Presia, un’area molto bella  dove il torrente fa una cascata e forma una bella pozza d’acqua, molto frequentata dai bagnanti. Poco alla volta quasi tutto il gruppo si riunisce ed alcuni decidono di fare il bagno, dopo di che si decide di guadare e di tornare a Quadalto percorrendo una strada ghiaiata alla sinistra orografica. Alle 18 circa, dopo quasi 6 ore di camminata, il gruppo arriva al Bar di Quadalto, dove ritrova Franco, il titolare, che ci aveva seguito e fotografato per una parte del percorso.

Rientrati con le auto a Palazzuolo, dopo aver sistemato le tende per la notte, espletati i bisogni corporali e rinfrescati con una doccia nei servizi della zona sportiva, il ritrovo è per la cena presso il tendone della Pro Loco.

Cena vegetariana gradevole accompagnata da buon vino, due calci ad un pallone un po’ sgonfio ,dove Lola ha modo di esprimere le sue qualità calcistiche, tante chiacchiere per ripercorrere i vari momenti della camminata odierna e appuntamento al giorno dopo per la seconda giornata Palazzuolo-Misileo alla mattina e Casola-Borgo Rivola nel pomeriggio, dopo trasferimento in pulmino.

 

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