Racconto di Roberto Torricelli. Quarta tappa, 8 giugno 2019.

Tebano, Rossetta, Alfonsine, Sant’Alberto

Alla 4^ tappa è previsto un trasferimento in auto da Tebano ad Alfonsine, per poi proseguire a piedi fino a Sant’Alberto, dato che il percorso fatto tutto a piedi sarebbe troppo lungo e reso difficile dalla non pulizia della sommità dell’argine. La partenza viene anticipata di circa 30 minuti per le previsioni meteo, che danno sole e caldo per tutto il giorno, ed in particolare per fame.

Arrivati alle ore 8,20 al bar della piscina di Rossetta, il gruppo effettua  un’abbondante e buona colazione a base di paste, brioche, cappuccini… .

Roberto sostituisce Silvio e affianca Alberto nella guida del gruppo. Saliti sull’argine destro del Senio ci si incammina alla volta di Alfonsine godendo, dalla sommità dell’argine, qui sopraelevato rispetto al piano di campagna di circa 12 metri, dell’arte ordinata delle coltivazioni prevalentemente a frutteti che i bravi agricoltori sanno condurre.

Arrivati ad Alfonsine alle ore 9,40, fatto il lancio gocce energizzate dal nuovo ponte in legno pedonale ciclabile nel centro paese,

battendo i tamburi e cantando il proprio inno “camminiamo camminiamo, per l’acqua pura camminiamo, camminiamo camminiamo, per il mondo camminiamo, l’acqua impura trasformiamo, e il suo spirito lodiamo, ….” il gruppo giunge in piazza Gramsci, la piazza principale di Alfonsine con il maestoso monumento “il trionfo della resistenza”. Monumento dello scultore e ceramista Angelo Biancini che realizzò fra il 1970 e il 1973 a testimonianza dell’impegno della popolazione nella lotta di liberazione nell’ultimo conflitto mondiale.

Qui si effettua una breve sosta, con illustrazione del programma della giornata.

Si riprende la camminata sull’argine destro del Senio al ponte della strada statale Adriatica, facendo una nuova brevissima sosta al monumento della “Linea Gotica”,

si prosegue per un breve tratto sulla strada asfaltata destra Senio, si sale di nuovo sull’argine e sotto un sole cocente alle ore 12,20 si arriva alla botte a sifone dell’attraversamento del Canale Destra Reno sotto il Senio.

Finite, per il caldo, le scorte di acqua potabile, grazie alla gentilezza di una famiglia residente nelle vicinanze che mette a disposizione un rubinetto di acqua potabile nel suo cortile, il gruppo riesce a dissetarsi e a riempire le borracce.

Alle ore 12,45 si effettua un nuovo lancio delle gocce di luce nel Canale Destra Reno

e, saliti sull’argine del Senio percorrendo una strada bianca ghiaiata, si raggiunge il punto in cui il Senio sfocia nel fiume Reno.

Percorso un breve tratto sulla sommità dell’argine destro del fiume Reno,  si scende alla “casa dell’Agnese” una tipica casa colonica della fine dell’Ottocento che nel 1975 fu scelta dal regista Giuliano Montaldo per la realizzazione del film L’Agnese va a morire. Ora in estate è cornice di suggestivi spettacoli teatrali.

Viene consumato il pranzo al sacco e si effettua un sosta di riposo, con visita anche dell’attigua “Casa del Diavolo”, così chiamata per la particolarità della scala interna. Le alzate di detta scala hanno altezze diverse di gradino in gradino per cui se si scende in fretta e senza prestare attenzione si cade e si ruzzola al piano terra.

Alle ore 15,40 il gruppo riprende il cammino sull’argine del fiume

arrivando alle ore 17,15 al traghetto di Sant’Alberto, dove si esegue l’ultimo rito della giornata, con lancio delle gocce di luce nel fiume Reno.

Entrati nel centro di Sant’Alberto, ci si dirige alla sede della Pro-Loco.  Sistemate le tende per il pernottamento e fatta una confortevole doccia, ci si reca per la cena al vicino circolo tennis, ove si mangiano sia pasti a base di carne sia vegetariani, con un’ottima organizzazione.

Dopo cena si ascolta un’interessante conferenza del professor Paolo Belletti (presidente dell’Associazione Amici di Olindo Guerrini), che illustra la storia dello scrittore e poeta Olindo Guerrini – Stecchetti,  che in Sant’Alberto ha abitato.

 

 

 

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