2015-09-27-14-29-26Prima di rendere conto della riunione di lunedì scorso con i consiglieri regionali eletti nei territori del Senio – lo farò domani – desidero rivolgere un breve appello a tutti coloro che ci seguono con simpatia e che sperano che otteniamo qualche risultato.

Abbiamo bisogno di qualche euro. Il finanziamento della nostra associazione è dato dai 5 euro che versano coloro che si iscrivono. E dai modesti avanzi delle piccole donazione volontarie che una parte di voi ci offre quando partecipate alle iniziative che proponiamo in cambio di qualcosa di concreto che mettiamo a disposizione (ristoro, ecc.).

Debbo dire che fino ad oggi questo ci è bastato e di questo vi ringraziamo. Ci è bastato perchè ad esso si è aggiunta la generosità dei membri del Consiglio dell’Associazione e di alcune altre persone che ci stanno vicino. E grazie ad alcuni comuni che con i patrocini ci offrono gratuitamente le sale per le iniziative e la stampa di un ridotto numero di volantini per propagandare le medesime.

Il fatto è che le spese fisse di gestione di un’Associazione di volontariato che segue la legge, per il solo fatto di esistere e di farlo sapere stanno superando quanto incassiamo dalle tessere (da 350 a 500 euro anno). E quindi nulla possiamo fare di concreto (iniziative) se non cresceranno le nostre entrate.

Di cose ne vorremmo fare ancora tante, se ci aiuterete.

Ci piacerebbe, ad esempio, replicare in ogni comune bagnato dal Senio la Conferenza che abbiamo fatto a Castel Bolognese sul tema del Percorso ciclo-naturalistico dalla collina al mare.

Vorremmo creare piccoli eventi artistici e culturali sul fiume, oltre a sviluppare le tradizionali iniziative.

Ci alletta l’idea di creare un punto di raccolta di tutte le pubblicazioni sul Senio e di informazione di tutti gli eventi che si creano attorno al fiume per promuovere la nostra splendida valle e le sue creative e laboriose attività.

E altro ancora. Certo, mantenendo ben saldi i piedi in terra e in amicizia con tutti.

Potete aiutarci, iscrivendovi all’Associazione (5 euro ogni anno). E se proprio non vi va la parola Tessera, potete scegliere semplicemente di donarci 5 euro.

Potete farlo contattando i dirigenti dell’Associazione, oppure tramite BOLLETTINO DI CONTO CORRENTE POSTALE scrivendo il numero di C/C 001029941547, intestandolo ad ASSOCIAZIONE AMICI DEL SENIO e indicando come Causale TESSERAMENTO 2016, oppure Donazione. Se versate per più persone, indicate nella causale i vari nomi a cui si riferisce il versamento.

Ho finito. Mi scuso per la venalità dell’argomento trattato. Sappiate che mi costa e che non lo ripeterò certamente a breve. Daremo conto del risultato ottenuto.

DOMENICO SPORTELLI Presidente Associazione Amici del fiume Senio.

 

Rubiera (RE) - Manufatto regolatore delle casse di espansione del fiume Secchia

Rubiera (RE) – Manufatto regolatore delle casse di espansione del fiume Secchia

Abbiamo visitato le casse di espansione del fiume Secchia ai confini delle provincie di Modena e Reggio Emilia. E avuto occasione di parlare con dipendenti del Consorzio parchi che conoscono bene la materia e che ringraziamo per l’accoglienza.

Anche sul Secchia la vicenda delle casse è intrecciata alle cave per inerti. Poi, anni fa decisero di riorganizzare il territorio in modo che il fiume, in caso di piena, potesse espandersi all’interno di un’area arginata e controllata. Decisero anche di trasformare l’area in zona naturalistica per i cittadini, affidandole l’etichetta di Riserva Naturale Orientata.

A seguito di queste decisioni politiche degli amministratori locali e della Regione, furono stanziati investimenti che servirono per creare percorsi ciclo pedonali e aree di avvistamento, istallare tabelle illustrative e segnaletica. L’area complessiva è di circa 120 ettari con alcuni laghetti permanenti ad uso ricreativo ed altri gestiti per il recupero di acqua da potabilizzare. Il resto è composto da vegetazione, terreno incolto e cave di ghiaia.

Abbiamo percorso con le bici il tratto dei laghetti. Abbiamo avuto qualche difficoltà nell’orientarci, ma tutto sommato la visita è stata interessante. Abbiamo incontrato pensionati in bicicletta e ragazzi in escursione. Qualche pescatore e un gruppetto di ricercatori. Abbiamo anche registrato una scarsa manutenzione delle strutture della Riserva Naturale. Inerbimento delle piste ciclabili e sentieri, segnali fuori posto o fatiscenti, rifiuti nelle zone dei pescatori, tavoli e panche divelte.

Quello che abbiamo visto, bello e interessante dal punto di vista naturalistico, ripropone il problema della manutenzione delle strutture ad uso dei cittadini per i loro scopi dentro le aree protette. Parlandone con i tecnici del Consorzio, il problema è stato confermato. La mancanza di adeguate risorse finanziarie fa si che in generale la manutenzione ambientale venga posta in secondo piano e che nemmeno venga svolta in modo adeguato quella primaria necessaria alla sicurezza dei fiumi.

Questo non vuol dire che si debba rinunciare alle riserve naturali, al salutismo, alla vita all’aria aperta, eccetera. Quegli obbiettivi vanno certamente mantenuti, le opere vanno fatte, ma occorre contestualmente affrontare il tema della manutenzione. Sapendo però che i soldi sono pochi, occorre che entrino in campo i cittadini i quali devono iniziare a pensare di prendersi in carico – in forma associata, se possibile – determinati compiti di piccola manutenzione degli arredi e di altri servizi minori, indispensabili però al mantenimento e alla fruizione delle aree. Saremo capaci di questo? Alcune foto dell’area.

 

 

 

parco-fluviale-2I lavori di manutenzione nel tratto del Senio interessato da una frana a Castel Bolognese, all’apparenza sono terminati. Sono consistiti – per un tratto di 700 metri – nel taglio dell’erba in golena (di proprietà privata); nel taglio degli alberi pericolanti, di quelli sulla riva o vicini ad essa; nella riprofilutara di brevi tratti della riva di sinistra e nell’apertura di un varco a destra per agevolare la discesa dell’acqua dalla collina.

Si è trattato di un lavoro certamente utile, ma non sappiamo se svolto proprio a regola d’arte. Alcuni cittadini dicono che con 100 mila euro di doveva fare di più. Ma ciò che più sorprende sono tre cose:

  • sono state lasciate sul posto tante ramaglie che la prima fiumana porterà a valle;
  • non è stato ripulito il letto del fiume dai vecchi tronchi e radici che ostruiscono col loro effetto diga il passaggio dell’acqua. Anche in questo caso si pensa che la prima fiumana li porterà nel Reno, che li porterà in mare, che li spiaggerà a Casal Borsetti o a Marina Romea dove dovremo per forza raccoglierli;
  • non è stato compiuto alcun intervento rivolto alla frana, ovvero al tema di maggiore preoccupazione per i cittadini e che credevamo avesse originato l’investimento.

Va riconosciuto che sono stati salvati gli alberi presenti nell’argine e in golena e qualcosa anche sulla riva. Così come va detto che avere segato alla base gli alberi, non svellendoli o scossi come in altri casi, consentirà un rapido ricaccio – già in atto – dei getti, quindi, la rinaturalizzazione dell’ambiente e la sicurezza. Passi in avanti che crediamo siano da porre in relazione alle nuove linee guida della Regione per la manutenzione dei fiumi, all’impegno preciso del comune di Castel Bolognese e, forse, anche all’azione degli Amici del Senio.

E’ del tutto evidente che resta da chiarire l’aspetto della frana e di chi deve fare cosa, e in quali tempi, per rimuovere quel pericolo. Attendiamo che qualcuno spieghi questa vicenda.

2015-09-27 14.30.08Lunedì sera, 5 settembre 2016, si è tenuta la riunione del Consiglio dell’associazione Amici del Senio. Abbiamo discusso il programma di lavoro dei prossimi mesi e assunte le seguenti decisioni.

A – Stilare una nota sotto forma di Comunicato stampa sulle tematiche del fiume a partire dalla sicurezza, ponendo in risalto ritardi e problemi.

B – Chiedere un incontro con i Consiglieri regionali eletti nella vallata per sottoporgli i problemi principali del fiume (proprietà golene, passaggio, manutenzione, sicurezza, percorso ciclabile.

C – Replicare in tutti i comuni della vallata la conferenza svolta a Castel Bolognese a Maggio sul tema del percorso ciclabile Senio-Lamone.

D – Sviluppare gli incontri con le attività economiche vicine al Senio per coinvolgerle nell’idea del percorso ciclabile.

E – Promuovere un calendario di camminate sul fiume legate al territorio e alle attività economiche.

Il Consiglio si riunirà nuovamente LUNEDI’ 26 SETTEMBRE.

Ricordo che il primo appuntamento dopo le ferie con le attività dell’Associazione, è domenica 11 settembre con “A scuola di vino”, passeggiata sul Senio con partenza alle 15 dalla chiesa di Felisio.

FOTO – Nella colonna di destra della home page ho messo le foto della piccola Mostra sul Senio esposta alla festa di Felisio. Date una occhiata,

 

FelisioCari amici del Senio, avrete capito che le iniziative della nostra associazione sono più frequenti e partecipate dove incontrano gruppi di cittadini interessati e che danno una mano. E questo è logico per un’Associazione di volontariato che, per sua natura, antepone il fare al dire.

In questi giorni abbiamo ricevuto uno stimolo dagli Amici di Felisio di Solarolo, sul Senio. Ci hanno chiesto di essere presenti alla loro sagra con una nostra iniziativa. E noi ci saremo, con una mostra che rappresenti metaforicamente un dialogo con il Senio che corra lungo il filo di queste parole: Caro Senio, un fiume di ….. ti vogliamo…. .

Gli Amici di Felisio, partendo dalla Comunità parrocchiale, fanno da anni una bella Sagra. Inutile dire come il loro pezzo forte sia la cucina romagnola. E’, quella di Felisio, una comunità che odora di terra e di campagna, fortemente legata al territorio. Siccome sono persone che non perdono di vista i contenuti e il bene comune, inseriscono nel contesto della loro iniziativa temi di carattere sociale e questo gli fa onore.

Vi invitiamo a visitare questa Festa e a venirci a trovare nello spazio della mostra dedicata al Senio. Il programma è quello che potete vedere nella foto.

 

 

 

ADS_v6_Solarolo_SN2Dopo una estate torrida sotto molti punti di vista, durante la quale però non ci siamo mai dimenticati del nostro amico Senio, riprendiamo con le iniziative autunnali. Come di consueto il primo appuntamento è con la camminata di Solarolo. Come vedete dal programma, quest’anno partiamo da Felisio. Sarà appena passato qualche giorno dal ricordo del terribile eccidio nazi-fascista avvenuto il 5 settembre del 1944. Prima di avviarci, metteremo un mazzo di fiori nel monumento che ricorda quei martiri uccisi da coloro che volevano mantenere l’Italia soggiogata dalla dittatura.

Come sapete, da tempo culliamo l’idea di valorizzare i prodotti e i produttori della valle dove il Senio scorre. Oltre che i tanti esercizi del buon e del bel vivere come i B&B, gli Agriturismo, i tanti ristorantini e gli stessi contadini che vendono a Km zero. Domenica 11 partiamo con un omaggio al nostro vino. Un amico, che produce a Riolo Terme, in quella collina di marna così pregiata per la qualità di alcuni vini, metterà a disposizione due suoi prodotti che saranno centellinati dal pubblico, guidato da un amico che di vino se ne intende.

A metà percorso ci fermeremo sotto i grandi alberi di Casa Dalmonte, dove – oltre al rito del vino – faremo una merenda con piadina e salsiccia. Parleremo brevemente del fiume e delle iniziative che vogliamo mettere in campo per realizzare i nostri obbiettivi. Chiederemo come al solito un piccolo contributo economico che ci consente di fare vivere l’Associazione. Chi lo vorrà, potrà iscriversi agli Amici del Senio (costa 5 euro) e firmare la petizione per il Senio che ha già raggiunto le 800 firme.

 

 

 

 

IMG_1033Entro alcuni giorni dovrebbero concludersi i lavori di taglio degli alberi nel tratto del fiume Senio interessato alla frana a Castel Bolognese. Poi si darà luogo ai lavori di profilatura delle rive e di messa in sicurezza dalla frana.

Al momento rileviamo come i lavori siano stati svolti con una certa cura. Sono rimasti in piedi:

  • gli alberi nell’argine di sinistra;
  • quelli in golena, eccetto uno secco e altri potati;
  • per un piccolo tratto, anche quelli vicino alla riva dell’alveo.

Sono stati rimossi tutti gli alberi caduti nel letto, quelli in piedi, ma a contatto con l’acqua.

Quelli sulla riva dell’alveo, ma a rischio di erosione a breve, sono stati segati (e non strappati) a terra, lasciando quindi intatta la funzione delle radici che ricacceranno getti a breve.

Per quanto riguarda la parte desta, ci risulta saranno abbattuti solo gli alberi pendenti.

Sono certo che se qualcuno potrà pensare e dire che potevano essere salvati più alberi, tante altre persone penseranno e diranno che dovevano essere tolti anche quelli lasciati.

A mio parere si sta facendo un lavoro migliore di quelli che ho visto fare gli scorsi anni in altri tratti del Senio (Cotignola, Solarolo, Riolo Terme). Speriamo che anche nei lavori di pulizia che fra poco saranno iniziati nei comuni di Fusignano ed Alfonsine si seguano – e se possibile si migliorino – i criteri adottati a Castel Bolognese. Sopratutto nel tratto finale del Senio, prima di entrare nel Reno, è possibile e doveroso un taglio selezionato e naturalmente il rispetto delle normative del Parco del Delta.

Adesso per il tratto castellano ci preme fare presente l’esigenza di ripulire anche il tratto fino a Tebano e – sopra tutto – quelli a monte e a valle di Ponte del Castello dove una vera giungla impedisce da anni il passeggio sulle rive. Risulta che se ne stia parlando, ci farebbe piacere che si arrivasse quanto prima ad un risultato positivo.

Restano infine da risolvere i temi:

  • del risanamento del terreno privato dove origina l’attuale frana;
  • della pulizia delle golene ancora proprietà dei privati cittadini;
  • della rimozione della sbarra al Boccaccio, dopo che due sentenze del Tribunale hanno detto che non deve starci e che i cittadini sono liberi di transitare.

In un futuro prossimo proponiamo si apra un ragionamento sul tratto di fiume da Ponte del Castello a Solarolo che riveste – oltre al tema della sicurezza – anche un grande interesse dal punto di vista naturalistico.

 

 

Le targhe di cui si parla

Le targhe di cui si parla

L’amico Ilario Rasini ci ha inviato una nota che parla dell’opera degli scariolanti nel fiume Senio. Pone un problema che facciamo nostro e che sosterremo fino a quando sarà risolto.

All’intersezione tra il Canale in destra di Reno ed il fiume Senio, nel prospetto di valle della botte a sifone, è posizionata un’epigrafe in marmo dedicata ai costruttori di questa importante opera idraulica inaugurata nel lontano 1912, che simboleggia quella separazione delle acque alte da quelle basse che fu alla base della bonifica della bassa pianura ravennate. Il testo così recita: “I lavoratori della provincia di Ravenna riuniti in cooperative costruirono negli anni 1908-1912. Ripristinata nell’anno 1955 a cura del Consorzio di Bonifica B.P.R.”

Si tratta della più significativa delle quattro epigrafi posizionate a monte e a valle della botte: le altre sono dedicate al Genio Civile di Ravenna, ai Consorzi romagnoli di scolo ed al Ministro dei Lavori Pubblici Ettore Sacchi presente all’inaugurazione.

Com’è inevitabile, il logorio del tempo ha lasciato un segno su quelle testimonianze marmoree: in particolare l’epigrafe dedicata agli scarriolanti ed ai muratori riuniti nelle loro cooperative, allora dirette da Nullo Baldini, risulta ormai illeggibile a distanza e meriterebbe un’accurata manutenzione. La Lega delle Cooperative, erede di quei pionieri della cooperazione, potrebbe farsi carico di finanziare e dare attuazione a questo restauro, in collaborazione con il Consorzio di Bonifica “Romagna Occidentale”.

Ricordo che nella costruzione del Canale in destra di Reno lavorarono giornalmente 2.000 braccianti e terrazzieri, con punte fino a 5.500, e furono impiegate 510.000 giornate di lavoro; lo spostamento con carriola interessò oltre due milioni di metri cubi di terra. La botte del Senio fu costruita dal 1908 al 1912 ed inaugurata il 5 luglio 1912, anche se i lavori non erano completamente ultimati. Dunque, la smania di inaugurare alla presenza delle autorità, prima della conclusione dei lavori, è un antico vizio italico!

Ilario Rasini

Un’epigrafe ormai illeggibile

Ponte Castello - Passo Lungaia (16)Abbiamo appreso in questi giorni dalla stampa la notizia di investimenti messi in campo per la manutenzione del fiume Senio. Si tratta, se ho ben capito, di tratti nel percorso di pianura, verso la foce. A questi dovrebbero aggiungersi quelli stanziati per la zona della frana in quel di Castel Bolognese.

Gli Amici del Senio, visto lo stato in cui versa la manutenzione del fiume, sono contenti che questo doveroso intervento avvenga. Segnalano l’opportunità che la manutenzione del Senio esca dalla emergenzialità e diventi un elemento naturale e costante della programmazione. Chiedono che la manutenzione tenga conto della complessità del fiume e che siano rispettate le (cliccare per leggere il testo integrale) LINEE GUIDA REGIONALI PER LA RIQUALIFICAZIONE INTEGRATA DEI CORSI D’ACQUA NATURALI DELL’EMILIA ROMAGNA. Data la ponderosità, di seguito riportiamo integralmente alcune scelte che ci stanno a cuore, fra le tante espresse.

Chiediamo naturalmente che chi di dovere svolga gli opportuni controlli.

“Gli interventi in materia di difesa del suolo devono essere progettati e realizzati anche in funzione della salvaguardia e della promozione della qualità dell’ambiente. Quando
l’intervento prevede la costruzione di opere, è necessario adottare metodi di realizzazione tali da non compromettere in modo irreversibile le funzioni biologiche dell’ecosistema in cui vengono inserite e da arrecare il minimo danno possibile alle comunità vegetali ed animali presenti, rispettando contestualmente i valori
paesaggistici dell’ambiente fluviale, vallivo e litoraneo.
Nel momento della progettazione preliminare, devono essere esaminate diverse soluzioni, tenendo conto nella valutazione costi-benefici anche dei costi e dei benefici
di tipo ambientale, ed optando per la soluzione che realizza il miglior grado di integrazione tra i diversi obiettivi.
La progettazione degli interventi dovrà assumere quali aspetti vincolanti la conservazione delle caratteristiche di naturalità dell’alveo fluviale ed il rispetto delle
aree di naturale espansione e relative zone umide collegate.

Le associazioni vegetali ripariali, oltre a costituire un importante valore ecologico e fungere da agenti di una notevole attività di depurazione delle acque, possono essere
considerate come la più naturale delle difese idrauliche, efficaci per la limitazione dell’erosione e per il rallentamento della corrente nelle zone d’alveo non soggette ad
invaso permanente.
Risulta quindi evidente la necessità di mantenere, al di fuori dell’alveo normalmente attivo, la vegetazione esistente, limitando gli abbattimenti agli esemplari di alto fusto
morti, pericolanti, debolmente radicati, che potrebbero essere facilmente scalzati ed asportati in caso di piena. La necessità di abbattere le piante di maggior diametro
deve essere valutata nelle diverse zone d’intervento, in funzione delle sezioni idrauliche disponibili, sulla base di opportune verifiche documentate, che facciano
riferimento a precise condizioni di piena con prefissati tempi di ritorno.
Le devegetazioni spinte vanno assolutamente evitate, mentre deve essere avviata una manutenzione regolare, che preveda in generale un trattamento della vegetazione
presente, tale da renderla non pericolosa dal punto di vista della sicurezza idraulica; ciò si ottiene di norma con tagli selettivi e diradamenti mirati, mantenendo le
associazioni vegetali in condizioni “giovanili”, con massima tendenza alla flessibilità ed alla resistenza alle sollecitazioni della corrente, limitando in sintesi la crescita di
tronchi di diametro rilevante e favorendo invece le formazioni arbustive a macchia irregolare.”

Ipotesi di percorso

Ipotesi di percorso

La conferenza di sabato scorso a Castel Bolognese, promossa dall’Amministrazione comunale e dagli Amici del Senio, ha detto che la via ciclabile ad anello Senio-Lamone- parchi dei Gessi e del Delta, SI PUO’ FARE. Sarebbe un CAMMINO di oltre 150 chilometri che potrebbe avere la possibilità di entrare nell’Atlante d’Italia dei cammini e assumere così un rilievo europeo. Sappiamo che il 2016 è stato decretato dal ministro Franceschini l’anno dei Cammini che vede come uno dei risultati possibili, la stesura dell’Atlante.

La presenza degli amministratori è stata significativa e non formale. L’interesse per il progetto è risultato tangibile. Di rilievo, fra gli altri, l’intervento dei rappresentanti dei GAL (gruppi di Azione Locale) dell’Appennino romagnolo e del Delta che hanno il compito di gestire le risorse europee indirizzate verso il rurale. E’ parso chiaro come le idee esposte stiano all’interno delle loro finalità e come nel prossimo quinquennio risorse consistenti possano andare in quella direzione. Bisogna però fare presto. Accelerare il tempo delle scelte e della progettazione per essere pronti per i bandi del 2017.

La  credibilità dell’idea esposta – un percorso ciclo-naturalistico e della memoria del Senio, integrato con quello del Lamone, uniti dai parchi dei Gessi e del Delta, con sbocco al mare – è stata accreditata da quattro relazioni che gli hanno dato solide gambe motivazionali. La storia, la natura e il paesaggio, l’arte e la cultura, l’economia rurale rappresentano i puntelli al progetto. Progetto, infine, tracciato sulla carta da un esperto nazionale del settore che ne ha dimostrato la concreta fattibilità.

Adesso a nostro parere quello che serve al Senio è un comune capo fila che si interfacci con il comune di Bagnacavallo, capofila del Lamone. Occorre poi che nell’ambito del Senio si dispieghi la partecipazione, il confronto, l’elaborazione e gli approfondimenti propedeutici alla realizzazione di una progettazione esecutiva.

Pubblichiamo una foto tratta dall’ipotesi preliminare di ciclabile presentata sabato scorso al convegno. Rende molto evidente ciò di cui si parla. E’ solo un tratto di riga di diversi colori corroborato da alcune decine di parole. Ma si capisce dove si potrebbe andare a parare. Adesso, se si crede che si possa aprire la pagina del turismo motivazionale, lento, della cultura, della salute e del benessere, da affiancare a quello tradizionale della nostra provincia, bisogna aprire le porte dell’unità, della concretezza e della determinazione.

L’iniziativa di sabato scorso ha riscosso il Patrocinio della nostra Regione e delle Unioni dei comuni della Bassa Romagna e della Romagna faentina. Consideriamo questo dato assai significativo. Non siamo certamente ingenui da pensare che sia già maturato un consenso pieno. Siamo sicuri però che si tratta di una manifestazione certa di interesse. E questo a chi, come tanti di noi, crede ancora nel valore della politica di servizio, ci fa ben sperare.

Le idee che sono in campo hanno i colori dell’arcobaleno. Sono al servizio di un bene comune, quindi di tutti. Tutte le forze politiche, i movimenti, le Associazioni economiche e sociali, debbono sentirsi in campo e collaborare. Può sembrare un sogno, ma potrebbe diventare una realtà.

Noi saremo al fianco di chi si impegna in questa direzione. Daremo corpo alla partecipazione, per quanto ci compete e saremo capaci. Con spirito aperto, costruttivo e collaborativo.