Mostra a Cotignola 033Buongiorno a tutto il mondo. Oggi nasce il sito dell’associazione Amici del fiume Senio. Sarà il diario e l’archivio delle iniziative che svilupperemo per valorizzare il nostro fiume. Un piccolo, grande fiume della nostra bella Romagna.

Il Senio è un fiume della storia d’Italia. Qui si fermò il fronte della linea gotica nel 1944 e da qui partì la scossa finale per liberare l’Italia dal nazi-fascismo. In corrispondenza della via Emilia, nel XII secolo avvennero scontri importanti fra Guelfi e Ghibellini; alla fine del XVII secolo, al Ponte del Castello – allora si chiamava San Procolo – Napoleone sconfisse definitivamente i soldati papalini.

Oggi il Senio, accanto alla componente storica, si fregia di una nuova caratteristica: quella di mostrarsi come palcoscenico di arte e di cultura e come elemento di un paesaggio di prim’ordine da salvaguardare e valorizzare. Fa da capofila di questa nuova vocazione del Senio, l’esperienza della creazione dell’Arena delle balle di Paglia. Là dove il Senio incontra il Canale Emiliano Romagnolo a luglio di ogni anno diventa il teatro dell’incontro di decine di migliaia di persone con il fiume, la rigogliosa campagna romagnola e il paesaggio. Incontro mediato da decine di spettacoli musicali e teatrali e dalla bella esperienza di creazione dell’arte nel territorio, con i materiali del territorio. Una sperimentazione che lentamente, col tempo, anno dopo anno, tende a dilatarsi lungo tutto il percorso del fiume.

La nostra Associazione, che si nutre di questa innovativa esperienza, vuole impegnarsi per la tutela e la valorizzazione del Senio. Accanto all’obbiettivo primario della sicurezza, si batte perché la sua manutenzione sia più adeguata e costante, nel rispetto della complessità degli elementi che caratterizzano ogni fiume. Accanto a questo chiediamo la realizzazione di un percorso ciclo-naturalistico sugli argini o a fianco dell’alveo, dalla sorgente alla foce. Una infrastruttura per la salute dei cittadini e per legare tutti i punti di interesse storico, culturale e naturalistico presenti nei territori solcati dal fiume. Una scelta rivolta quindi anche alla valorizzazione delle tantissime produzioni agricole pregiate della Romagna occidentale e alle tante attività produttive e di servizio ad esse collegate.

Questo sito sarà una sede di informazione e arena di proposte e di confronto. Chi ha qualcosa da dire sul fiume Senio, commenti gli articoli che pubblicheremo, intervenga nel dibattito, invii il suo contributo.

Land art sul SenioLunedì scorso abbiamo consegnato ai presidenti delle Unioni dei comuni della Bassa Romagna e della Romagna Faentina le prime 600 firme raccolte in calce alla petizione per la sicurezza a la valorizzazione del fiume Senio.

Le firme sono state raccolte negli ultimi mesi, da Palazzuolo sul Senio ad Alfonsine, nell’ambito delle manifestazioni promosse dall’Associazione e a quelle a cui abbiamo partecipato. Crediamo di potere dire che si tratta, quindi, di una adesione meditata e ben consapevole.

Dopo un anno di iniziative, l’Associazione Amici del fiume Senio presenta un bilancio positivo. Abbiamo mobilitato migliaia di persone per riavvicinarle al loro fiume. Lungo questo percorso, abbiamo capito quanto esso sia al centro del loro interesse, sia per la promozione della salute e dello svago, che per essere coinvolto come volano per lo sviluppo del turismo lento legato alla memoria e alle bellezze ambientali e paesaggistiche.

I temi della sicurezza, della manutenzione adeguata e costante e di un percorso ciclo-pedonale dalla sorgente alla foce restano al centro del nostro interesse e della nostra iniziativa.

Il maggiore elemento per la sicurezza è legato all’entrata in funzione delle Casse di espansione di Cuffiano. Lo stanziamento dei 9 milioni, di cui si è parlato recentemente, per avviare le opere di adduzione, è sempre quello promesso fin dal 2010. Ancora oggi manca la stipula della convenzione per il passaggio delle risorse dal Governo alla Regione. Occorre fare presto.

Il tema della manutenzione resta egualmente essenziale. E’ necessario uscire dalla fase emergenziale – che ha mostrato anche limiti – stanziando maggiori risorse per una manutenzione ordinaria ispirata al rispetto della complessità del fiume che quindi tenga conto, a partire dalla funzione idraulica, alla sua valenza storica, ambientale e paesaggistica.

Poniamo l’obbiettivo di un percorso ciclo-pedonale sull’argine o a fianco dell’alveo nei tratti non arginati. Occorre un comune capofila ed un progetto per potere concorrere ai possibili finanziamenti della Comunità europea.

Questa infrastruttura – che potrebbe poi collegarsi a quella del Lamone – traendo linfa vitale dalla storia del Senio e dallo sviluppo dell’idea di un fiume di land art, insita nella positiva esperienza dell’Arena delle balle di Paglia, potrà valorizzare l’economia della vallata e i suoi tanti prodotti di pregio.

Infine è necessario una adeguata gestione dei prelievi di acqua, perché in estate ne resti almeno un rivolo lungo tutto il corso e l’avvio di un percorso partecipato per un Contratto di fiume che unisca pubblico e privato nella sua gestione.

Su questi temi, oggetto della petizione, chiediamo di essere coinvolti. Lo chiediamo ai comuni, con i quali da tempo abbiamo tessuto una buona collaborazione. Lo chiediamo anche al Servizio di bacino del Reno, la struttura della Regione che ha il compito della gestione del fiume con il quale invece non siamo ancora (incomprensibilmente) riusciti a dialogare.

Amici che leggete, chiedo a chi di voi è sensibile alle tematiche del fiume che spesso ho trattato nel corso dell’ultimo anno, se siete interessati a dare una mano per completare la raccolta di firme che abbiamo in atto circa le problematiche del fiume Senio. Siamo a 500 firme raccolte, vorremmo arrivare in breve tempo a 1000 e poi consegnare la petizione ai sindaci. Potete leggere qui il testo della petizione.

L’aiuto che vi chiedo è di organizzare tavoli, ovunque voi crediate, per la raccolta delle firme in pubblico. Individuate il luogo, il giorno e l’ora e comunicatemelo su FB, oppure con una mail a domenicosportelli@gmail.com

Provvederò immediatamente a fare domanda di occupazione del suolo pubblico. Alla data indicata verremo col tavolino, i moduli e i volantini e assieme raccoglieremo le firme. Fatevi sentire.

La chiusa di Tebano

La chiusa di Tebano

Domenica andremo a visitare la chiusa sul Senio a Tebano (o diga steccaia leonardesca). A noi castellani che, vediamo da sempre quel piccolo salto dell’acqua, quasi non ci facciamo caso. Eppure dietro quella piccola cosa c’è una storia di quasi sette secoli.

“Fu il Senato bolognese ad ordinare la costruzione di una prima Chiusa con relativo canale, allo scopo di alimentare le fosse di Castel Bolognese e fornire energia idraulica ai mulini della Comunità.

La nostra storia inizia nel 1388 quando Astorgio I Manfredi, Signore di Faenza, concesse al comune di Bologna la licenza per costruire un Chiusa nel Senio…” ai confini fra Faenza e Castel Bolognese.

“La storia della Chiusa è costellata da ricorrenti rotture dovute a piene; la più eclatante è quella del 1539, “rotta” dai faentini a “mano armata”. Non capisco cosa vuol dire e domenica ce lo faremo spiegare.

Sapevate che “A seguito di questo evento, il Preside della Romagna li obbligò a tollerare la Chiusa e istituì la corresponsione di una risarcimento in natura a Faenza da parte della comunità di Castel Bolognese”.

Questo è solo l’incipit del progetto di ristrutturazione della Chiusa avvenuto nel 2006 (se ho ben capito). Ma non finisce qui.

Sapevate che da anni esiste un progetto del Consorzio di Bonifica per fare in quella storica zona un Parco fluviale? Abito da oltre quarant’anni a Castel Bolognese e non ne sapevo nulla. Ma quanti sono i castellani a conoscere questo progetto?

Tante domande che meritano un approfondimento. E noi, Amici del Senio, ci impegneremo per questo.

Allora, se l’argomento vi interessa, se siete curiosi di conoscere qualcosa di interessante di questa zona, ci vediamo domenica, 17 maggio – alle 14,30 – a Biancanigo, via Rossi 307. Percorreremo a piedi l’argine fino alla Chiusa di Tebano dove un amico del Consorzio ci spiegherà diverse cose su quell’opera. Così, tanto per sapere.

Chissà che dopo avere nutrito il cervello di conoscenza storica e di paesaggio, non troviamo le idee giuste per valorizzare una delle più belle zone della vallata del Senio (e di tutta la Romagna).

La cassa - con il suo serbatoio stagionale - in attesa di essere collegata al fiume.

La cassa – con il suo serbatoio stagionale – in attesa di essere collegata al fiume.

Nei giorni scorsi, nove consiglieri del partito di maggioranza al governo della nostra Regione, si sono attivati nei confronti della giunta regionale, chiedendo lumi circa il finanziamento delle casse di espansione del Senio a Cuffiano. L’iniziativa, quanto mai opportuna, è stata presa da Mirco Bagnari. L’interrogazione pone inoltre altri problemi ineludibili come una migliore e assidua manutenzione degli alvei dei fiumi romagnoli e di una maggiore cura della rete scolante.

Del tema del finanziamento delle casse di espansione se ne è parlato in gennaio a Fusignano in una partecipata iniziativa pubblica. Ne ho parlato in http://domenicosportelli.eu/2015/01/la-strada-giusta/. In quella sede, un tecnico del Servizio di Bacino disse, se non erro, che per quell’opera c’erano pochi soldi stanziati e che se tutto fosse andato per il verso giusto i lavori per collegare la cassa già completata avrebbero potuto iniziare entro quest’anno. Insomma, più ombre che luci. Quindi ben venga questa iniziativa nella speranza di avere buone nuove. Vedremo la risposta dalla quale capiremo come la Ragione intende muoversi circa un problema che non può più aspettare.

Restando in tema, vorrei aggiungere una considerazione. Il territorio ove vengono realizzate le casse di espansione, trasformando le cave di inerti a suo tempo autorizzate, risulta profondamente dilaniato nei suoi pregevoli aspetti naturalistici e produttivi. Esiste quindi il tema della rinaturalizzazione degli ambiti territoriali investiti. Tema questo per altro già citato nella relazione dei tecnici, preliminare al progetto, che così recita: “contestualmente all’intervento di natura prettamente idraulica, il progetto in esame ha considerato anche la necessità di una riqualificazione ambientale dell’area che verrà occupata dalle casse, sia la creazione, all’interno delle casse stesse, di serbatoi stagionali destinati ad usi irrigui ed al sostegno delle portate di magra nel periodo estivo.

Da tutto ciò deriva la considerazione che nei costi di completamento dell’opera “casse” devono essere compresi quelli per la sistemazione del territorio in direzione della sua nuova vocazione naturale, quella del suo utilizzo come grande area di interesse naturalistico e ambientale. E’ quindi tempo che i Comuni coinvolti e la Regione ci dicano come intendono muoversi in questa direzione e sulla base di quale progettazione.

Si porrà poi il tema di capire tramite quali regole potrà essere consentito l’uso dei serbatoi stagionali per garantire che lungo il fiume scorra un filo d’acqua anche in estate.

La frana che sta scendendo verso il fiume

La frana che sta scendendo verso il fiume

Tempo fa segnalai al Servizio tecnico di Bacino le tane degli istrici sull’argine dal ponte verso la diga steccaia, a Tebano. Sono visibili ad occhio nudo, alle spalle dell’ex sterquilinio comunale.
La risposta dei tecnici è stata che “Su quel genere di tane, localizzate in quei punti non interveniamo”. Quindi, quelle tane non sono pericolose. Ringrazio della risposta che fa giustizia di un atteggiamento giustizialista che spesso molti hanno rispetto agli animali che frequentano il fiume. Ne ho parlato in Gli istrici del Senio. La verità – confermata di fatto dai tecnici che mi hanno risposto – è che nel fiume alcuni animali possono essere pericolosi per la sicurezza, solo in determinate condizioni. E non sempre.

Per quanto riguarda il preoccupante movimento franoso a ridosso del Senio, a Castel Bolognese, l’Amministrazione comunale, che da tempo ha allertato le autorità competenti, ha informato che dopo numerosi e costanti sopraluoghi il Servizio tecnico di Bacino ha detto che la frana è oggetto di costante monitoraggio da parte dei geologi del Servizio, che valuteranno gli eventuali provvedimenti da intraprendere. Quindi, si può ragionevolmente ritenere, dal momento che non si offre alcuna sicurezza, che tutt’ora si brancoli nel buio. Penso che i geologi decideranno quanto prima il da farsi, compreso l’attivazione degli strumenti che consentano di chiarire se ci sono responsabilità umane nell’attivazione della frana che pare essersi determinata in un ampio fronte della collina interessato da pesanti interventi delle ruspe.

Frana 009Finalmente stamane un giornale locale strilla in prima pagina il pericolo che una grande frana, oltre 300 metri di fonte, otturi il Senio sopra Castel Bolognese. Un tecnico del comune di Faenza, che ospita la frana, dichiara la sua preoccupazione nel silenzio dell’Autorità di Bacino, che non credo non sia stata informata e interpellata. Casomai non c’è da allarmarsi, ma se può essere che scende sul letto del fiume un campo di calcio, si deve per forza essere preoccupati.

La notizia che viene doverosamente data e che corrisponde ad una preoccupazione reale di tanti cittadini e autorità di Castel Bolognese che da tempo segnalano il problema, perfino al Prefetto, tralascia di affrontare il tema ancora più cruciale della mancata manutenzione dell’alveo de fiume e delle sue sponde, posto che la golena e le rive dello stesso sono in quella zona ben curate dal comune e dai privati. Non credo si tratti di una scelta del giornalista, bensì di una contingenza redazionale. Mi aspetto quindi che questo tema sia presto ripreso e sviluppato.

Il problema è quello degli alberi che, se da un lato fanno parte del paesaggio da conservare per la sua bellezza, dall’altro possono, in determinate situazioni, entrare in conflitto con la sicurezza e la funzione idraulica  del fiume.  Quello che si può conoscere dalla letteratura specialistica è che quando gli alberi vengono a trovarsi a contatto con l’acqua in regime di corso normale, possono essere scalzati dal vortice dell’acqua nei momenti di piena tumultuosa e diventare pericolosi perchè, inclinandosi, possono favorire l’erosione delle golene, poi delle rive.

In quel tratto di fiume, da decenni non viene fatta una accurata manutenzione degli alberi, tant’è che tanti sono a contatto con l’acqua, molti sono stesi sul letto, altri sono di dimensioni troppo elevate. Una situazione questa che certamente ha incentivato il pericoloso franare delle rive dell’alveo in molti punti. Ci si chiede cosa aspetti l’Autorità di Bacino ad affrontare anche questo problema. Certamente con raziocinio e lungimiranza. In modo intelligente e rispettoso della natura complessa del fiume.

Con questo vorrei dire che, ove possibile, la scelta non deve essere quella di sradicare tutto, triturando ogni essenza vegetale con possenti macchinari che rischiano di minare la naturale delicatezza delle rive, delle golene e delle sponde del fiume. Penso occorra tagliare gli alberi pericolosi, senza minare l’apparato radicale; programmare in un tempo limitato il taglio di quelli troppo grandi; lasciare alla bellezza del paesaggio gli altri. Occorrerà poi ragionare su come conservare e rafforzare il cortico delle rive e delle sponde ove scorre l’acqua, sapendo che quella cura è decisiva per contenere l’erosione. Poi altre cose, ma non voglio dilungarmi.

Aspettiamo risposte. Mi auguro che non si dica che non ci sono soldi. Per questa naturale opera di prevenzione i soldi devono essere trovati. Il tema dell’erosione dei fiumi, del dissesto delle colline deve avere pari dignità con quello del dissesto delle coste marine. Se al mare si destina ics, ai fiumi e alla collina va destinato, contemporaneamente, ics più ipsilon. Non può esistere altro criterio.

Il cespuglio che tiene

Il cespuglio che tiene

Prosegue la raccolta di firme per la valorizzazione del Senio. Ne sono arrivate 140, ma molte di più sono quelle nei vari punti di raccolta. Dobbiamo accelerare perchè il nostro fiume è sempre messo peggio. Le ripetute fiumane, in combinato disposto con una manutenzione emergenziale insufficiente e discutibile nelle sue modalità, ci rende un fiume oramai inavvicinabile e sempre più pericoloso in molti suoi punti.

Le rive del letto dove scorre l’acqua stanno franando velocemente, come non mai, erose dall’acqua che scende. Perchè ciò accade? Dal momento che nessuno ne spiega la ragione, le ipotesi che si possono avanzare sono due: colpa degli alberi a contatto con l’acqua che, non tagliati, vengono scalzati e abbattuti, originando così vortici che stanno attaccando le golene e gli argini del fiume; in secondo luogo, dove la vegetazione è stata rimossa, una modalità violenta nella estirpazione e frantumazione delle piante, opera di pesanti mezzi su terreno imbevuto di acqua, ha con ogni probabilità indebolito le rive del letto esponendole alle frane. Forse basta guardare dove sono state fatte quelle “belle pulizie”, sopra Tebano e sopra Riolo.

Come se questo non bastasse, mentre migliaia di cittadini vorrebbero tornare al loro fiume – ce lo dicono le tante presenze alle iniziative che vengono promosse sugli argini – viene fatto uno particolare tipo di “sfalcio” sugli argini che di fatto allontana le persone. Camminandovi sopra, dopo la “fresatura” delle grandi acacie e di tutto quello che è presente, si procede con a fianco migliaia di spade appuntite, rivolte verso l’alto. Proprio come si camminasse ai bordi di un pozzo a rasoio. Guardate ciò che hanno fatto dal ponte di Felisio verso il passo di Lungaia. In quel tratto molte mamme di Solarolo vorrebbero poterci camminare con i loro bambini. Potranno mai più farlo? E che dire del fatto che l’enorme quantità di legna frantumata viene lasciata sul posto e inevitabilmente trascinata a mare dalla corrente alla prima occasione? C’è da augurarsi che quel “lavoro” non sia concluso e che preveda una seconda fase in cui l’argine venga ripulito. Vedremo.

Ricordo che quando in autunno si parlò di “ripulire” il Lamone, si seppe poi – dai giornali – che i lavori avrebbero potuto iniziare solo dopo le piogge, quindi verso la tarda primavera. Questo per non compromettere gli argini col passaggio di pesanti mezzi. Allora mi chiedo perchè questa regola non sia valsa anche nei tratti arginati del Senio, dove invece si è tranquillamente passato con mezzi molto pesanti per tutta la stagione piovosa, scardinando probabilmente gli argini, per loro natura fragili, lasciando sul terreno pesantissimi solchi visibili a tutti. Perfino martedì mattina, dopo la tanta acqua della notte, il “mostro meccanico” era in azione a Felisio (penso poi che qualcuno sia intervenuto per farlo recedere).

Tornando alla petizione, in calce alla quale sarebbe bene riuscissimo a raccogliere migliaia di firme (per il bene di tutti), elenco di seguito i luoghi dove al momento potete firmare:

PALAZZUOLO: Bar Gentilini

RIOLO TERME: da Dani – di fronte alla Rocca

CASTEL BOLOGNESE: Bar Capriccio

Edicola Sole e Luna di fronte alla Famiglia

SOLAROLO: Zoo Market di Dalmonte Andrea, via Caduti 22

Dolci e Pane di Padovani Elisa, via Beltrani, 26

BARBIANO: Farmacia Mugellini, Piazza Alberico, 10

Panificio Esposito, via Caduti della Libertà, 5

FAENZA: CEAS – Via Don Giovanni Bosco 1

ALFONSINE: Cartoleria La Coccinella in piazza Resistenza, 8

Edicola di Troncossi Tiziana in Piazza Monti

Università degli Adulti presso il Museo del Senio (Lu ore 10-12, Ma e Gi ore 15,30 – 17,30)

Associazione Primola presso CasaInComune – piazza Monti (Ma e Gi ore 8,30 – 10,30).

Invito chi fosse disponibile ad accettare i moduli per potere indirizzare i cittadini a firmare, a comunicarmelo. Abbiamo bisogno del contributo di tutti.

Ed ora alcune foto del nostro fiume.

 

Mostra del Senio - due pannelli dedicati a Cotignola.

Mostra del Senio – due pannelli dedicati a Cotignola.

Noi amiamo il Senio è stato il pensiero col quale gli Amici del Senio si sono presentati a Cotignola.

Il terreno si è mostrato fertile, perchè sedimentato nei secoli dallo storico rapporto di amore e preoccupazione fra la popolazione cotignolese e il fiume. Basti ricordare che fu da queste parti che nel 1756 venne costituita la Cassa del fiume. Dopo una enorme rotta, per fare fronte alle spese crescenti di manutenzione degli argini assai fragili, una congregazione di governatori e possidenti ottenne a prestito 16.000 scudi, garantiti con ipoteche sui terreni e pagando gli interessi per mezzo di una tassa sui medesimi, pari a 11 baiocchi per tornatura.

Si può ben dire cominciasse allora, in quel modo, una gestione partecipata del fiume, quasi quanto quella che stiamo cercando di riprendere ai giorni nostri. Certamente molti cotignolesi non sapranno che fu proprio il loro sindaco, Michele Bassi, con una delibera del Consiglio comunale del 4 luglio 1961, ad estinguere l’ultimo credito di quella cassa, pagando agli ultimi eredi di coloro che avevano prestato gli scudi, la somma di 1 milione e 300 mila lire.

Ho raccontato questo fatto, tratto dalla lettura di una bella tesi di laurea scritta da una cittadina cotignolese, perchè, assieme ad altri avvenimenti accaduti nei secoli, si può ben dire come Cotignola possa candidarsi a fregiarsi del titolo di capitale del Senio. Tanto è stata storicamente nei millenni elevato e continuo l’intervento delle popolazioni messo in campo nel tentativo di contenere le intemperanze del bizzoso fiume. E non è certamente un caso che proprio da queste parti sia sorto il grande moto culturale dell’Arena delle Balle di Paglia che pian piano sta contagiando il fiume dalla sua sorgente alla foce.

Tornando ai giorni nostri, con la Mostra sul Senio, presentata nel corso della tradizionale ricorrenza della Segavecchia, abbiamo avuto ancora una volta la prova di quanto grande sia il legame fra i cittadini e il loro fiume. Lo hanno attestato le centina di persone che l’hanno visitata e i positivi commenti raccolti.

Davvero sorprendente poi il buon numero di persone che, in una giornata tutto sommata piuttosto fredda, hanno partecipato alla camminata sull’argine, alla ricerca delle buone erbe spontanee da gustare. Ma la vera sorpresa è stata quella di avere poi constatato quanto siano veramente gustose, dopo averle assaggiate ammannite in una sapiente misticanza a crudo suggerita da Tiziana Visani, che ci ha fatto da cicerone.

Prima della sosta a Casa Ercolani per l’assaggio delle erbe, abbiamo inaugurato un piccola area di sosta e pic nic realizzata dall’Amministrazione comunale, a ridosso della riva del fiume e dove si è riflettuto su quanto possa essere bello e utile conservare la bellezza del nostro fiume, per farne oggetto di incontro con la natura, il paesaggio e una migliore qualità della vita, quale quella che si può ottenere camminando,  correndo e andando in bici in un ambiente sano.

In fondo desideriamo ringraziare tutti coloro che ci hanno aiutato. Grazie a Primola, partner essenziale e paritario nella gestione del programma; grazie alla Pro Loco che ha accettato di   inserirci nel programma della Sagra; grazie a Marcello e Roberto che hanno curato la mostra; grazie alla famiglia Ercolani e a Tiziana Visani che ci hanno aiutato nell’andare per erbe; grazie a Franco, Piero e agli altri soci dell’Associazione Amici del Senio che hanno fattivamente collaborato e agli amici che ci hanno aiutato. Infine un sincero ringraziamento all’Amministrazione comunale, dal Sindaco, a tutti gli Assessori e consiglieri che ci hanno sostenuto, partecipato e incoraggiato con la loro presenza non formale.

 

StampaIl contesto è quello della ricorrenza della Segavecchia – che a Cotignola si celebra dal tempo dei tempi – assieme a Primola e grazie alla collaborazione della Pro Loco e dell’Amministrazione comunale, gli Amici del Senio si presentano a Cotignola con due iniziative: la presentazione della Mostra fotografica sul Senio e Andare per erbe lungo il fiume.

La mostra si intitola: Il percorso del Senio tra memoria e natura, un fiume di ricordi. E’ molto bella e apprezzata dai visitatori. Curata dagli Amici Marcello Bezzi e Roberto Torricelli, finanziata dal comune di Alfonsine, si è avvalsa della tangibile collaborazione degli Amici di Feliso, di diversi Fotocine-club e di tanti appassionati collaboratori.
La mostra è corredata da sezioni specifiche che riguardano Castel Bolognese, Felisio e Cotignola. Si tratta di contributi culturali locali dei luoghi dove ultimamente è stata esposta.
L’esposizione ritrae gli aspetti tipici storici e naturalistici del nostro territorio fluviale, da Casola ad Alfonsine, ed è corredata da foto storiche che ricordano ciò che il fiume Senio ha rappresentato nel corso dell’ultimo conflitto mondiale. E’ allestita nel cortile di Casa Varoli. Si può visitare oggi (12 marzo) dalle ore 15 alle 18, domani e sabato dalle ore 10 alle 12 e domenica dalle ore 9 alle 12 e dalle 15 alle 18.

La seconda iniziativa promossa, assieme a Primola Cotignola, nel pomeriggio di sabato 14 marzo, è una camminata lungo l’argine del fiume, dal ponte alla Chiusaccia. Assistiti dalla competenza di Tiziana Visani, riconosceremo e raccoglieremo le buone erbe del nostro fiume che cucineremo poi a casa di Ercolani, lungo il tragitto. E’ questa anche l’occasione per inaugurare una piccola area pic nic allestita dal comune di Cotignola fra il Canale dei mulini e il fiume e pannelli espositivi di documentazione storica sul rapporto fra fiume e comunità. Un tema questo, molto caro all’Associazione Amici del fiume Senio. L’appuntamento è per le 14,30 sul ponte di Cotignola. Siete tutti invitati a partecipare.